Come ridurre la mortalità materna e infantile?…

… ragazzi è un bel casino. Tanto grande che nel 2008 un gruppo di riflessione costituito da economisti si è dovuto riunire a Copenhagen per rifletterci su.  Ha redatto una lista di 20 azioni per ridurre l’impatto della fame e delle carestie e già che c’era anche dei conflitti e dell’inquinamento nel mondo. Le iniziative proposte dovevano essere “cost effective”, cioè le più efficaci possibili.

Al primo ed al terzo posto troviamo proposte riguardanti la malnutrizione:

  • Micronutrient supplements for children (vitamin A and zinc)
  • Micronutrient fortification (iron and salt iodization)

Vitamine e minerali sono dei micronutrienti in quanto sono necessarie piccole quantità giornaliere ma hanno una grande importanza sullo sviluppo e sulla salute materna ed infantile.

Un interessante lavoro sull’importanza di alcuni micronutrimenti sulla popolazione, ma anche sui problemi che sorgono quando si vuole stimare i benefici di un microalimento sulla salute è stato pubblicato nel 2001 sul British Journal of Nutrition:

Robert E. Black Micronutrients in pregnancy British Journal of Nutrition (2001), 85, Suppl. 2, S193±S197

Vediamo quali sono e a cosa può servire una dieta supplementata con micronutrimenti, ma soprattutto quali e quanti sono i problemi che bisogna risolvere per avere delle iniziative efficaci.

Variabilità: Prima di tutto vi è il problema della variabilità dell’assunzione dei micro nutrimenti, questi possono variare a seconda della dieta, della stagione, dell’anno, del gruppo etnico, dello status sociale, del luogo di residenza e dello stadio di sviluppo del feto.

Assorbimento: un micro nutrimento può interferire nell’assorbimento di un secondo. Per esempio vi sono frequentemente interferenze tra i diversi metalli: il latte con supplementazione in dosi elevate di ferro dato ai neonati ha un effetto negativo sull’assorbimento di zinco . (Ma questa interferenza non si osserva se il ferro viene dato sotto forma solida durante il pasto o se viene dato alla madre durante la gravidanza). Supplementi di zinco, a loro volta diminuiscono l’assorbimento di ferro.

La vitamina C migliora la quantità di ferro assorbita in popolazioni che hanno una dieta vegetariana povera in ferro, ma non ha nessun effetto in popolazioni che consumano regolarmente carne. Inoltre sul lungo periodo la vitamina C può ridurre l’assorbimento del rame ed annullare quindi gli effetti positivi sull’assorbimento del ferro [da Brittmarie Sandstrom Micronutrient interactions: effects on absorption and bioavailability British Journal of Nutrition (2001), 85, Suppl. 2, S181±S185]

Insomma un gran casino, dose, periodo di assunzione, durata di assunzione…

(angolo del sarcasmo gratuito: pensate che bello se fossimo in un mondo omeopatico, non importerebbe la durata di assunzione, la dose … chiusa parentesi)

Molti studi clinici sono stati fatti su singoli micro nutrimenti ed hanno dato importanti informazione tra il legame causa-effetto micro nutrimento-malformazioni infantili. Altri studi su animali hanno dato informazioni sui meccanismi fisiologici dell’assorbimento dei micronutrienti o sui processi patologici.

Dieta insufficiente: Per terminare anche la correzione di più micro nutrimenti può non essere efficace in una dieta inadeguata in proteine e calorie. Una dieta povera ha un effetto negativo sull’integrità delle mucose e riduce l’assorbimento dei micro nutrimenti. Molti studi non sono informativi perché l’introduzione di un micro nutrimento non ha effetto in una situazione dove più deficienze sono presenti.

Effetti sulla madre o sul bambino: bisogna anche fare una distinzione, i micro nutrimenti possono prevenire complicazioni in gravidanza o durante il parto ma non diminuiscono la mortalità infantile.

Il ruolo di 4 nutrimenti è stato da tempo oggetto di  studio:

Iron deficiency results in anemia which may increase the risk of death from hemorrhage during delivery, but its effects on fetal development and birth outcomes is still unclear.

La supplementazione con ferro ha mostrato diminuire l’anemia (wiki) e di conseguenza le complicazione del parto ed emorragie. Tuttavia è stato anche osservato che una troppo alta concentrazione in ferro può essere causa di anemie.

La supplementazione in ferro è raccomandata da molte agenzie per questa ragione non si può più compiere studi controllati con placebo: tutti i partecipanti allo studio devono ricevere ferro. Gli studi fatti fino ad ora non mostrano effetti sulla perdita del feto o sulla mortalità neonatale.

Folic acid (Acido folico, vitamina M o B9 wiki) deficiency can lead to hematological consequences, pregnancy complications and congenital malformations, but again the association with other birth outcomes is equivocal.

L’acido folico viene dato come integratore durante la gravidanza insieme al ferro a causa dei suoi effetti benefici sui parametri sanguinei. Recentemente si è scoperto che è anche molto importante per lo sviluppo del tubo neurale. Probabilmente il suo ruolo è importante prima del concepimento o nelle primissime fasi di sviluppo, dopo l’inizio della gravidanza avrebbe un’importanza minore.

Zinc deficiency has been associated in some, but not all studies with complications of pregnancy and delivery, as well as with growth retardation, congenital abnormalities and retarded neurobehavioral and immunological development in the fetus.

La maggior parte degli studi sullo zinco sono stati fatti in paesi sviluppati dove la carenza in zinco è rara, selezionando donne con livelli plasmatici di zinco bassi. Lo zinco diminuisce i parti prematuri e aumenta il peso del neonato. Alcuni studi in paesi in via di sviluppo hanno confermato questi risultati ma altri no.

L’importanza dello zinco nello sviluppo neuronale del feto è stato osservato in studi su animali e deve essere confermato nell’uomo.

Anche in questo caso, come è il caso dell’acido folico, vi è un problema in più: è necessaria la supplementazione prima del concepimento e non quando la gravidanza è già iniziata.

Altri studi hanno mostrato che la carenza di zinco in utero ha effetti anche sulla vita della progenie. Nei paesi in via di sviluppo una dieta con supplementi di zinco permette di avere figli con un sistema immunitario più forte, meno diarree e malattie respiratorie.

Iodine deficiency during pregnancy results in cretinism and possible fetal wastage and preterm delivery.

Il quadro dello iodio sembra essere meno confuso. In molti paesi in via di sviluppo è disponibile sale supplementato con iodio.

Vitamin A deficiency during gestation can lead to fetal wastage, although high doses of vitamin A in early pregnancy can be teratogenic as well.

Un importante lavoro condotto nel Nepal nel 1999 ha mostrato che complementi di Viatamine A a e β-carotene riduce la mortalità materna del 50%. Questo risultato non è stato purtroppo confermato da altri studi in Bangladesh e Ghana.

La storia della vitamina A non finisce qui, le riserve dei neonati sono basse e sono quindi criticamente dipendenti dall’apporto di vitamina A del latte materno, che è molto ricco.

Carenze critiche di Vitamina A nei neonati nutriti al seno sono rare anche nei paesi in via di sviluppo ma sono possibili in paesi con carenze endemiche di Vitamina A. Per evitare queste carenze sono necessari supplementi di vitamina A alle madri. Le supplementazione fatte in alto dosaggio quando la madre porta il bambino a vaccinare non sono sufficienti perché tra due visite le riserve di vitamina sono già esaurite è necessaria una supplementazione quotidiana.

Per il ferro è differente, il ferro contenuto nel latte materno non è sufficiente per mantenere i livelli di ferro nel neonato è quindi necessario complementi di ferro al neonato [ da: Lindsay H Allen Multiple micronutrients in pregnancy and lactation: an overview AmJ Clin Nutr 2005;81(suppl):1206S–12S].

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Mortalità materna nel mondo 1980-2008.

Un articolo recentemente pubblicato su Lancet propone una stima delle della mortalità mondiale materna per il periodo 1980-2008:

Maternal mortality for 181 countries, 1980–2008: a systematic analysis of progress towards Millennium Development Goal 5. Margaret C Hogan, Kyle J Foreman, Mohsen Naghavi, Stephanie Y Ahn, Mengru Wang, Susanna M Makela, Alan D Lopez, Rafael Lozano, Christopher J L Murray. Lancet 2010; 375: 1609–23 (pubmed).

L’obbietivo del Millenium Development Goal 5 é di ridurre del 75% il tasso di mortalità materna dal 1990 al 2015 (wiki). Gli autori hanno studiato la mortalità materna in 181 paesi  dal 1980 al 2008. Per mortalità materna si intende morte della madre nel periodo di gravidanza fino a 45 giorni dopo il parto ed il tasso di mortalità è calcolato come numero di morti materne per 100.000 nascite vive.

Nel 2008 si stima siano morte 342.900 madri.

La mortalità materna globale sembra diminuire alla tasso di 1.5% annuo ma in molti paesi è in aumento.

Occorre spendere due parole sul metodo usato per la stima perché è estremamente complesso: tutti i metodi sono soggetti ad imperfezioni e carenti in regioni dove mancano strutture mediche o amministrative. Sono state usati 4 metodi differenti per stimare il tasso di mortalità materna.

  • Registri di mortalità: possono essere utilizzati nelle regioni in via di sviluppo il tasso di mortalità materna è stimato dalla causa della morte registrata. I dati di queste osservazioni rappresentano l’82% di tutte le osservazioni
  • Sibling history: questo metodo si basa su delle interviste fatte da volontari a delle madri riguardo la salute dei propri figli e dei figli delle sorelle.
  • Dati di censimenti.
  • Studi sulla mortalità materna pubblicati su riviste mediche, nazionali o regionali.

Quattro cause principali di morte sono state identificate: cause ostetriche dirette, cause aggravate dalla gravidanza (chiamate anche indirette),  infezione HIV, e cause incidentali non legate alla gravidanza.

Trend mondiale:

Il grafico rappresenta il declino della mortalità materna in presenza ed in assenza dell’AIDS. L’epidemia di AIDS (iniziata nel 1990) ha determinato un rallentamento nella diminuzione della mortalità materna (linea rossa).

Mortalità e differenze regionali:

In cinque regoni nel mondo il tasso di mortalità é inferiore a 20 (per 100.000 nati vivi) nel 2008 : Australasia, Europa centrale e dell’ovest, i paesi ad alto reddito della regione Asia-pacifica e del nord America. In queste regioni il più forte declino é avvenuto nell’europa centrale.

Il tasso di mortalitá in Italia è il piu basso in assoluto, una ottima notizia che però deve – probabilmente – essere messa in relazione al fatto che in Italia nel 2008 il 38% dei bambini sono nati con parto cesareo, un tasso troppo elevato secondo l’Istituto Superiore di Sanità (Linee Guida dell’ISS sul parto cesareo qui e la Repubblica qui)

Piu del 50% delle morti nel 2008 è avvenuta in sei nazioni: India, Nigeria, Pakistan, Afganistan, Ethipia e Repubblica Democratica del Congo. In India, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo sono i paesi in cui si regista anche un forte tasso di mortalità infantile (qui).

Trend regionale e mortalià legata all’AIDS:

In assenza di AIDS ci sarebbero stati “solo” 281.500 morti nel 2008. È interessante osservare come anche in paesi medicalmente molto avanzati, Stati Uniti, Canada, Norvegia e Sizzera, vi è stato un aumento della mortalità, probabilmente legato all’epidemia di AIDS.

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“La Repubblica” ed i farmaci inutili.

Il 29 ottobre La Repubblica pubblica un articolo dal titolo (qui):

Il business delle false malattie ecco i trucchi delle industrie

Ecco come le major del medicinale riescono a venderci farmaci inutili

Tutto giusto e verissimo quanto scritto nell’articolo. La ditte farmaceutiche oggi (e forse anche ieri) sono aziende quotate in borsa e il loro interesse principale é quello di versare dividendi agli azionisti, non é la salute dei pazienti.

Peccato che pero solo due giorni prima pubblicava un piccolo vademecum su come curare i malanni stagionali con l’omeopatia, rimedi che, per definizione, non sono efficaci (qui).

Per La Repubblica vi sono due tipi di farmaci inutili: quelli prodotti dalle grande ditte farmaceutiche e quelli omeopatici. I primi sono cattivi i secondi buoni e raccomandabili?. O forse sono solo “meno inutili” in quanto più economici e senza effetti collaterali?

Suggerisco come sottotitolo:

Ecco come “La Repubblica” riesce a venderci farmaci inutili.

Dimetichiamo, forse, che le multinazionali omeopatiche sono anch’esse quotate in borsa e devono obbedire, ne più ne meno che le loro cugine “farmaceutiche”, agli stessi imperativi economici?

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Fritz Donner: medico omeopata scettico e testardo – parte 2

La psicoterapia e l’omeopatia.

Donner raggiunge una grande reputazione tra i medici omeopatici tanto che alcune lo definiscono “ medico miracoloso”. Molti dei suoi colleghi gli inviano dei pazienti malati d’asma che Donner cura seguendo la terapia di Jousset (?), in una di queste occasioni fece qualcosa che nessun medico omeopata si sognerebbe mai di fare, e tantomeno di confessare:

Mentre stavo consegnando una ricetta alla madre di una bambina asmatica ella mi disse “Il nostro dottore ci ha già prescritto questo farmaco (omeopatico) che non ha avuto effetto”.

Non sapendo quali altre medicine (omeopatiche) aveva già prescritto il suo dottore ed essendo questi in viaggio mi decisi di dare alla malata una piccola bottiglia di placebo, dicendole: “Non ha ancora reagito al farmaco che vi ho prescritto, le do quindi un farmaco speciale che permetterà d’innescare una reazione”. Tre settimane più tardi madre e figlia tornarono ad annunciarmi che le crisi d’asma (che duravano da più di un anno con una frequenza giornaliera) erano completamente guarite (ho scoperto 16 anni dopo che questo “successo medico” si era mantenuto). La madre mi disse che il medico aveva ragione ad insistere perché venissero a consultarmi e che ero “l’unico dottore a Berlino e probabilmente in tutta la Germania a saper curare l’asma”. Da quel momento ho sempre prescritto un placebo ai malati che mi erano inviati da quel collega e, per quel che ne so, sono tutti guariti.

I successi medici di Donner si moltiplicano anche nella cura della emicrania con cimifuga (qui).

Il mio tasso di riuscita aumentava di anno in anno, i pazienti mi erano infinitamente grati ancor prima di avergli consegnato la ricetta.

Riporta anche che a volte si sbagliava di rimedio ma che importa:

In ogni caso i malati guarivano lo stesso, alla lunga, sia che prendessero la buona o la cattiva medicina.

Donner era sicuramente un ottimo medico, solo una cosa non gli riesce molto bene e cioè guarire coloro che non vengono da lui già positivamente condizionati.

Negli ospedali militari non registravo alcuna guarigione quando curavo le infermiere, il personale o i loro famigliari. In effetti essi, da una parte non si aspettano alcun miracolo dalle mie prescrizioni, dall’altro non avevano probabilmente fiducia nell’omeopatia.

Feci la stessa osservazione più tardi, in un campo di rifugiati di guerra per i quali non ero che un semplice medico di famiglia e non un “grande omeopata” come mi definivano prima della guerra.

Per questa ragione considero che le guarigioni non siano che di natura psichica.

Le conclusioni dello studio sistematico dell’omeopatia furono tutte negative ed anche il direttore del progetto Prof Hanns Rabe conclude che l’omeopatia può essere considerata “una specie di psicoterapia”.

La visione della comunità omeopatica

In conclusione, dalla lettura delle sue lettere e dal suo rapporto emerge una comunità omeopatica richiusa su se stessa ed in forte contrapposizione con la medicina “allopatica”. Un tratto, forse, che ritroviamo anche nella comunità omeopatica di oggi.

Donner é un osservatore lucido della realta dell’omeopatia e delle sue contraddizioni. Le sue critiche ed i tentativi di rinnovamento si scontrano con un atteggiamento di rifiuto da parte dei suoi colleghi. Non è raro trovare nei suoi scritti dei riferimenti alla comunità omeopatica come in uno stato di “delirio”, in balia di “fatasie” o “accecati” dalla loro arte. In questa situazione nessuna nuova idea può nascere e la “materia medica” consiste nel ripetere acriticamente le formule e pratiche ereditate dalla generazione precedente.

Donner non trova interlocutori più attenti nei delegati del Ministero di Sanità (la Reichsgesundheitsamt – RGA) il cui scopo era proprio quello di testare sistematicamente la medicina omeopatica. Sono dei burocrati desiderosi di compiacere i gerarchi Nazisti (in primo luogo Hess e Himmler). Quando Donner li mette al corrente della sua ricerca su lac caninum la loro reazione é d’insabbiare il rapporto ed eliminare il rimedio omeopatico, non si mostrano interessati ai risulati  o al metodo di verifica usato.

Donner ha un approccio molto singolare dell’omeopatia, da convinto sostenitore di questa pratica ne vuole, però, verificare in maniera scientifica i fondamenti. I suoi sforzi furono soffocati dall’establishment omeopatico del tempo, il rapporto del 1966 non fu mai pubblicato, e gli articoli di Donner furono quasi tutti rifiutati dalle riviste omeopatiche.

Donner dice:

Nella migliore tradizione omeopatica ognuno può proferire le più mostruose assurdità che saranno sicuramente pubblicate, invece i fondamenti reali sui quali poggia un importante medicina contro la difterite non saranno mai pubblicate, ed il ricercatore sarà minacciato di licenziamento.

Medico per cui non si può non avere rispetto per la sua onestà intellettuale.

Termina una lettera a Schoeler, direttore del “Allgemeine Homöopathische Zeitung”, dopo aver appreso che il suo rapporto non sarà pubblicato nella rivista, con una esortazione o forse una preghiera:

Penso che sarebbe bene – per voi come per l’omeopatia – che vi possiate liberare un po’ più delle vostre illusioni. È certamente molto difficile. Personalmente ci sono voluti 20 anni – dal 1927 al 1948 – per liberarmi di gran parte delle mie illusioni, e pertanto sono stato molto “raffreddato” sin dal primo giorno all’ospedale di Stoccarda. Vivat sequens!

In questo spirito,

Cordiali saluti,

Vostro

Fritz Donner

———————————

Bibliografia:

Omeopatia e Nazionalsocialismo:

In tedesco: Frauen Weise (qui), Wikipedia (qui)

Il rapporto Donner e le lettere personali: In tedesco: Il rapporto Donner su Esowatch (qui). Originale del Rapporto (qui). Lunga descrizione, con bibliografia di Donner in un sito di scettici: GWUP (qui).

Lettera a Unseld (qui), direttore dell’associazione tedesca di omeopatia (qui il sito web) , lettera a Schoeler (qui) redattore del Allgemaine Homeopatische Zeitungen  la versione francese delle lettere sono pubblicate in annesso al libro di Jean-Jacques Aulas, Gilles Bardelay, Jean-François Royer, Jean-Yves Gauthier, L’Homéopathie: Approche historique et critique et évaluation scientifique de ses fondements empiriques et de son efficacité thérapeutique. Éditions Médicales Roland Bettex, Lausanne-Paris, 1985 (qui).

Pubblicazioni di Fritz Donner su Google Books (link).

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Fritz Donner: medico omeopata scettico e testardo – parte 1

Il dott Fritz Donner (1896-1979) é stato un medico omeopata tedesco che ha lavorato negli ospedali di Stoccarda e Berlino negli anni dell’ascesa del nazismo e dopo la guerra. Nel 1966 ha redatto un rapporto sui lavori svolti dal 1936 al 1939 su ordine del governo nazista per verificare i principi dell’omeopatia. Della sua vita si conosce ben poco, a parte il rapporto rimangono solo alcune lezioni sul’omeopatia e delle lettere personali.

Ha vissuto in un periodo di rinascita dell’omeopatia, in quegli anni, su impulsione di Rudolf Hess e di altri gerarchi nazisti, il Ministero della Sanità del Reich aveva condotto un programma per verificare in maniera sistematica l’omeopatia. Il Prof Hans Rabe ricevette l’incarico di coordinare il progetto e Donner è etato uno dei partecipanti e testimoni dell’evento. Donner è un testimone vivo e lucido di questi avvenimenti e dei problemi della comunità omeopatica del tempo.

Donner ha una personalità molto interessante che può essere definita come “scettico-testardo”. Scettico, non perché non crede nell’omeopatia, anzi ci crede fermamente, ma perché cerca instancabilmente di provarene razionalmente i principi. È convinto che l’omeopatia possa essere “riformata” e migliorata tramite la sperimentazione scientifica. Testardo perchè, anche quando i risultati delle sperimentazioni dimostreranno irrefutabilmente l’inefficacia dell’omeopatia, non abbandonerà mai le sue convinzioni e cercherá in tuti i modi di difendere l’omeopatia.

Si scontrerà frequentemente con i suoi colleghi, contrari al suo metodo razionalista ed il suo tentativo sarà destinato al fallimento. Secondo le sue parole voleva uscire “da quello stato d’ipnosi in cui i nostri maestri ci avevano immerso”. Molto frequentemente descriverà in questi termini i colleghi omeopati: prigionieri delle loro chimere o fantasie, in uno stato d’ipnosi permanente da cui – ne fece personalmente esperienza – è duro uscire.

Dalle lettere che scrisse nel 1966 ad alcune figure eminenti della comunitá omeopaticha emerge la figura di medico molto interessante di cui vale la pene di parlare.

Il lavoro a Stoccarda

Ha iniziato la sua carriera di medico omeopata come interno nella clinica omeopatica di Stoccarda dove ha incontrato molti studenti con vivo senso critico e pronti a rimettere in discussione ciò che avevano imparato.

La sua natura curiosa e critica lo portano fare ricerche accurate sulle fonti bibliografiche e sull’affidabilità della farmacopea omeopatica. Durante la sua permanenza a Stoccarda riporta di avere posto delle domande “talmente evidenti” ai suoi professori …

… alle quali furono incapaci di rispondere chiaramente senza cadere in una imbarazzante confusione.

Un giorno il primario lo prese da parte e gli chiese se per caso non era un “cattivo allopata” che voleva “buttare tutto a monte” e fare così scomparire l’omeopatia. Donner risposte che:

Non era sua intenzione fare scomparire l’omeopatia ma quello che deve scomparire sono i sintomi caratteristici senza importanza. Così facendo la farmacologia (o Materia Medica come si diceva al tempo qui) sarà liberata da enormi imbecillità.

Scetticismo di Donner: la scelta dei sintomi caratteristici

Questo è il punto principale della sua critica: Donner riesamina la veridicità dei sintomi caratteristici (anche detti sintomi chiave) descritti nella letteratura. I sintomi caratteristici sono quella serie di sintomi che compiono nella persona sana (durante il proving di cui ne ho parlato qui) dopo aver preso la sostanza in esame. Porta molte prove del fatto che i sintomi considerati “verità pura e assoluta” sono frutto di fantasie. Nella maggior parte dei casi i sintomi caratteristici sono selezionati su una o due sperimentazioni solamente o erano frutto di rapporti aneddotici.

Un esempio è il lavoro del medico omeopata americano Laura Morgan sul lac caninum (latte di cagna) come rimedio per la difterite (qui). La dott.ssa Morgan prende una bella mattina del 1870 una diluizioni 100 000 centesimale di questo portentoso rimedio.

Per i due anni successivi ha continuamente allucinazioni, credeva di vedere dei ratti. topi, lucertole nella sua stanza che durante la notte salivano sul letto e premevano contro le gambe e gli organi genitali.  Pur non potendoli mai toccare ne sentiva vividamente la presenza. Donner commenta:

Ho lavorato per qualche tempo in un ospedale psichiatrico universitario – non come paziente ma come medico ! – e la prima diagnosi fu: ubriacona recidiva con crisi di delirium tremens.

Per due anni dopo aver preso il lac caninun “la nostra Laura” soffre una volte di mal di gola, diagnosticato come difterite da un dottore che aveva probabilmente solo un anno di formazione medica. Donner non crede che la diagnosi sia giusta perché se avesse avuto la difterite Morgan sarebbe stata ben più male. In più sulla base di un solo evento avvenuto anni dopo è sbagliato ritenere il mal di gola un sintomo caratteristico di lac caninim.

Sulla base di questo semplice evento lac caninum è stato considerato dagli omeopati americani, dagli europei in seguito, e fino ai nostri giorni, un rimedio dalle “profonde” proprietà curative ed efficace contro a difterite.

Donner si chiede se le allucinazioni non erano uno stato patologico precedente all’ assunzione di lac caninum e come può un sintomo apparso tardivamente ed una sola volta (il mal di gola) essere considerano come caratteristico.

Ma Donner non si ferma qui ed espone le sue tesi alla commissione nominata dal Reich per verificare sistematicamente le proprietà curative dell’omeopatia.

Immaginate la scena: i delegati saltarono sulla sedia “irritati e costernati”. Non si rendeva conto, Donner, dei pericoli giudiziari a cui esponeva i sui colleghi nel caso un medico, al seguito di un trattamento inefficace, dovesse giustificare i fondamenti della terapia? Perché non aveva informato la comunità omeopatica dei pericoli di questo rimedio? Non avete degli scrupoli verso i malati o verso l’omeopatia? Non si rendeva conto che, sotto il nazismo, uno scandalo avrebbe potuto provocare la soppressione pura e semplice dell’omeopatia?

Rimasi calmo e dissi loro che questo studio era stato l’oggetto di un rapporto e di una conferenza pubblica a cui aveva assistito tutto il corpo medico dell’ospedale incluso il primario della clinica omeopatica.

Possiamo intuire la reazione dei delegati del Reich dal commento di Donner:

Salvavi animam meam.

I delegati chiesero come mai il suo primario non avesse fatto tutto il possibile per eliminare la cosa, e perche non si sono intrapresi altri studi per snidare altri errori nella riferimenti bibliografici, perché non si mise in guardia la comunità omeopatica di non usare più questo rimedio …

Fu un momento molto difficile e penoso per l’omeopatia.

In seguito il primario della sua clinica smentì pubblicamente i risultati di Donner e lo minacciò di licenziamento se avesse nuovamente presentato dei risultati critici sui principi terapeutici.

Fu, come un suo collega disse “un sintomo caratteristico della situazione nella comunità omeopatica”.

La sperimentazione di Donner:

Un secondo punto su cui Donner era scettico era il metodo usato per testare le sostanze attive nel proving. E soprattutto il principio del singolo cieco.

Le sperimentazioni che si conducevano in ospedale erano generalmente così concepite; la prima settimana alle cavie-sperimentatori veniva dato un placebo (per testarne la loro suggestionabilità), la seconda settimana la sostanza vera e propria.

Il quaderno dei sintomi che ogni sperimentatore doveva completare restava vuoto durante la prima settimana, ma apparivano molti sintomi la seconda.

Teoricamente lo sperimentatore non sapeva se stesse ricevendo la sostanza in esame o il placebo ma gli sperimentatori erano probabilmente a conoscenza della procedura e la prima settimana non riportavano sintomi per non passare per dei “noti isterici”, ma “diventavano prolissi la seconda settimana quando pensavano di assumere la sostanza”.

Lo stesso Donner racconta che durante la sua prima sperimentazione:

Un collega, una volta ricevuto il flacone contenente la sostanza da sperimentare, ne versò qualche goccia sul un foglio di carta. Aveva un odore di alcol ed era incolore, ne dedusse che non si trattava di una tintura bensì di un placebo.

Le sperimentazioni non erano per nulla a “singolo cieco” e che gli sperimentatori, probabilmente degli studenti in omeopatia, “aiutavano” l’esperimento.

Per verificare la sua ipotesi Donner prova allora a dare per tre settimane consecutive solamente placebo. Riporta che non vi sono sintomi nella prima settimana, ma nella seconda e terza settimana (ancora sotto placebo!) compaiono più di 1000 sintomi per i 30 sperimentatori dello studio.

Allora pensai che l’omeopatia era in pericolo

Ma quando cercò di discutere i suoi risultati con gli immancabili delegati del Reich e con i colleghi si scontra ancora con un muro di rifiuto. I suoi colleghi affermano che è “umanamente impossibile che dei sintomi siano comparsi sotto placebo” e negano la validità dell’esperimento di Donner:

Avevo l’impressione che mi trattassero come un povero pazzo in preda a allucinazioni o per un bugiardo che, al fine di distruggere l’omeopatia, si inventava delle assurdità.

Ma il fine di Donner fu sempre quello di costruire una scienza omeopatica su basi  razionali: “è estremamente importante testare la realtà dei metodi omeopatici”.

In effetti delle sperimentazioni condotte anche dal Prof. Rabe (il direttore del progetto) mostrano che quando si da a metà degli sperimentatori del placebo ed alla altre meta il rimedio i due gruppi producono più meno lo stesso numero di sintomi.

Donner concluse che i risultati delle sperimentazioni, “erano da gettare più o meno tutti nel cestino”.

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Bibliografia:

Omeopatia e Nazionalsocialismo:

In tedesco: Frauen Weise (qui), Wikipedia (qui)

Il rapporto Donner e le lettere personali:

In tedesco: Il rapporto Donner su Esowatch (qui). Originale del Rapporto (qui)

Lunga descrizione, con bibliografia di Donner in un sito di scettici: GWUP (qui).

Lettera a Unseld (qui), direttore dell’associazione tedesca di omeopatia (qui il sito web) , lettera a Schoeler (qui) redattore del Allgemaine Homeopatische Zeitungen  la versione francese delle lettere sono pubblicate in annesso al libro di Jean-Jacques Aulas, Gilles Bardelay, Jean-François Royer, Jean-Yves Gauthier, L’Homéopathie: Approche historique et critique et évaluation scientifique de ses fondements empiriques et de son efficacité thérapeutique. Éditions Médicales Roland Bettex, Lausanne-Paris, 1985 (qui).

Pubblicazioni di Fritz Donner su Google Books (link)

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Cordyceps siniensis: un nuovo super alimento?

Saremo ben presto sommersi da una nuova potentissima medicina cinese che promette miracoli: il Cordyceps siniensis. È un fungo del gruppo degli ascomiceti parassita d’insetti, artropodi ed anche di altri funghi (qui). Se ne conoscono più di 400 specie diffuse in tutto il mondo. Il fungo infetta l’ospite e si moltiplica al suo interno, passato l’inverno nasce una protuberanza: la ifa (in termini tecnici). Dal coso (in termini meno tecnici) si propagano le spore del fungo per infettare alti ospiti.

Questo video della BBC descrive un comportamento moto interessante delle formiche che sono infettate dal fungo: vengono spinte a salire verso l’alto dove trovano condizioni migliori d’umidità e massimizzano le possibilità d’infettare altri insetti.

Tale meccanismo è utilizzato anche da Cordyceps siniensis che infetta dei bruchi che vivono nel terreno. Cordyceps induce nell’ospite dei cambiamenti biochimici-fisiologici (di cui non si conoscono ancora le basi molecolari) che lo spingono a salire verso la superficie. In questo modo l’ifa, in primavera, può germogliare al di fuori del terreno facendola assomigliare a un’erba. In Cina viene chiamato Dong Chong Xia Cao (= winter worm summer grass).

Il Cordyceps si declina nelle sue varie specie militaris, pseudomilitaris, brunnearubra, sinclairii e in ultimo siniensis, che è la specie più usata nei rimedi naturali.  Il costo è estremamente elevato e può raggiungere migliaia d’euro il kilo.

E facile capire che per gli abitanti delle regioni dove questo fungo si trovi (l’altopiano tibetano) una buona raccolta può significare il guadagno di un anno intero di lavoro (qui). La raccolta intensiva ha spinto le autorità (CITES Management Authority of China and China Customers) a dichiarare la specie in pericolo di estinzione e cercare metodi di produzione alternativi in bio reattori per ridurre la pressione sulle risorse naturali (che tristezza: una medicina naturale prodotta in laboratorio!) (1).

Nella medicina tradizionale cinese e tibetana questo fungo é conosciuto dal XIIIX secolo, e probabilmente anche da prima, ed era utilizzato per “rinvigorire i polmoni e nutrire i reni”.

Oggi le proprietà terapeutiche sembrano essersi moltiplicate, sembra difficile trovare una malattia che non possa essere curata da Cordyceps. Tra le sue attività si trovano (prendete il fiato): attivitá anti-infiammatoria, anti-ossidante, anti-tumorale, anti-metastatica, immunomodulatrice, ipoglicemica, biosintesi degli steroidi, ipolipidemica, anti-insetticida, anti-batterica, neuro-protettiva, nefro-protettiva ed anti-invecchiamento.

Il che è decisamente un record se si pensa che le sostanze presenti nel nostro fungo sono generalmente:

La cordicepina o 3´-deoxyadenosine, (qui) isolato per la prima volta 60 anni fa è un analogo del componente del DNA, i nucleosidi (in inglese, nucleoside analogue qui – sono molecole usate nella chemioterapia).

L’ergosterolo, universalmente presente nei funghi con probabile attività antitumorale.

Polisaccaridi con attività anti ossidante e stimolatori del sistema immunitario.

Glicoproteine e peptidi contenenti acido α-aminoisobutirico (con attività anti-batterica e anti-fungina) e Cordyeptapepide A (con attività anti-malarica) e B (entrambi i peptidi mostrano una modesta attività citotossica in vitro su cellule tumorali) .

Secondo Russell e Paterson, (due ricercatori della Università di Minho, in Portogallo) i problemi che si trovano negli studi sul Cordyceps sono (1):

too many chemically uncharacterised crude extracts. Gli studi riguardano generalmente estratti totali. Le proprietà farmaceutiche dei diversi componenti non sembrano essere state né isolate né studiate separatamente.

inadequate taxonomic vigour. Nessuno riesce a distinguere la specie siniensis dalla militaris. L’analisi del DNA non serve perché vi è una grande variabilità genetica all’interno della specie.

over extrapolation of in vitro data to imply therapeutic value. Studi positivi sugli effetti dell’estratto di Cordyceps, in vitro o in animali da laboratorio, non significano che le sostanze abbiano effetti terapeutici anche nell’uomo.

Il fatto che questa medicina sia stata usata per 2000 anni nella medicina tradizionale cinese e tibetana sembra un argomento imparabile a tutte le critiche: ma cosa, la sperimentazione, dice riguardo l’efficacia dell’estratto di Cordyceps? Vi sono molti articoli in diverse testate giornalistiche autorevoli (per esempio qui) che descrivono degli studi positivi (presentati a dei congressi ma non ancora pubblicati) su Cordyceps. Su PubMed ho trovato solo tre studi clinici sull’uomo:

1. Randomized, double-blind, placebo-controlled trial of herbal therapy for children with asthma. Wong EL, Sung RY, Leung TF, Wong YO, Li AM, Cheung KL, Wong CK, Fok TF, Leung PC. J Altern Complement Med. 2009 Oct;15(10):1091-7. (qui)

Scopo: Il lavoro studia se l’effetto di un mix di 6 “erbe” (CUF2 tra cui Cordyceps s.), usata in complemento alla terapia con corticosteroidi, migliora i sintomi dell’asma in 85 bambini (tra 7 e 15 anni).

Dose: 0.619 gr al giorno per 6 mesi.

Risultato: No significant difference was found between the two study groups. The intervention effect of CUF2 was smaller than the placebo effect (!)

Commento: This study provides no evidence to support the use of the herbal formula of CUF2 in children with asthma.


2. Clinical application of Cordyceps sinensis on immunosuppressive therapy in renal transplantation. Li Y, Xue WJ, Tian PX, Ding XM, Yan H, Pan XM, Feng XS. Transplant Proc. 2009 Jun;41(5):1565-9. (qui)

Scopo: Studio dell’effetto immunosoppressore di Cordyceps, in complemento alla terapia standard contro il rigetto, su 202 pazienti che hanno ricevuto il trapianto di fegato.

Dose: 3 gr di Cordyceps al giorno dopo trapianto (per una media di 22-23 giorni).

Risultati: The incidences (11.83% vs 15.60%) and times to acute renal allograft rejection (23.48 +/- 7.22 vs 22.27 +/- 8.03 days posttransplantation) were not significantly different between the treated and control groups (P > .05).

Commento: The use of CS may allow decreased dosages and concentrations of CsA (ciclosporina conto il rigetto) causing fewer side effects without an increased risk of acute rejection.

 

3. Effects of a commercial herbal-based formula on exercise performance in cyclists. Earnest CP, Morss GM, Wyatt F, Jordan AN, Colson S, Church TS, Fitzgerald Y, Autrey L, Jurca R, Lucia A. Med Sci Sports Exerc. 2004 Mar;36(3):504-9. (qui)

Scopo: Studiano l’effetto di Cordyceps sull’aumento della resistenza fisica e l’aumento del consumo dell’ossigeno in 17 ciclisti amatori.

Dose: loading fase di 6 gr al giorno per tre giorni , fase di mantenimento: 3 gr al giorno per 11 giorni (le capsule contenevano anche estratti di radici, calcio piruvato…).

Risultato: we observed no significant treatment effect for any between or within group variables.

Commento: A 2-week ingestion schema of a commercial herbal-based formula is insufficient to elicit positive changes in cycling performance

In altre parole non serve per l’asma, non ha funzioni immunosoppressori e non aumenta la resistenza fisica. Notate che sebbene i risultati siano negativi i commenti sono sempre ottimisti:

La conclusione del primo lavoro è onesta : dice che il mix di erbe non serve per l’asma, … a meno che non sia dannoso visto che l’effeto del trattamento è inferiore all’effetto placebo..

Il secondo lavoro ha dimostrato che Cordyceps non da alcun beneficio contro il rigetto del fegato trapiantato, ma gli autori concludono con: chissà forse si può anche abbassare le dose di ciclosporina.

Il terzo articolo conclude che 2 settimane d’ingestione di Cordyceps non fa nulla ma lasciano intendere che chissà forse 3, 4, 5 o più settimane potranno fare qualcosa…

———————-

Riferimenti:

1. Cordyceps – A traditional Chinese medicine and another fungal therapeutic biofactory? R. Russell M. Paterson. Phytochemistry 69 (2008) 1469–1495

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L’omeopatia come ridistributore della ricchezza?

Circola in rete una traduzione di un articolo del settimanale tedesco Der Spiegel nel luglio di quest’anno sull’omeopatia (ne avevo parlato qui e qui). L’articolo é stato tradoto dalla redazione di Partecipasalute è copiato-incollato da molti blogger pro-omeopatia, la cosa interessante è che la fine dell’articolo è stata “accorciata” per dare una visione positiva dell’omeopatia.

(Gia di per se  la versione on-line in inglese firmata dallo “Staff di Spiegel”  (qui) è differente e molto più favorevole all’omeopatia della versione pubblicata sulla rivista cartacea a firma di Veronika Hackenbroch).

La prima parte dell’articolo tratta la mancanza di prove a favore dell’omeopatia, a questo credo anche i più ferventi omeopati si sono rassegnati, ma alla fine l’articolo svela un inaspettato risvolto sociale dell’omeopatia, nel paragrafo “Il circolo virtuoso dell’omeopatia”

L’omeopatia funge inoltre da ridistributore della ricchezza nazionale, assolvendo alla funzione solidaristica delle assicurazioni obbligatorie nazionali. «L’offerta omeopatica della Technische Krankenkasse (ndt una delle più importanti assicurazioni previdenziali obbligatorie tedesche) è una fra le prestazioni più attraenti per i clienti dalle maggiori potenzialità economiche, quelli che in effetti tengono in piedi il principio solidaristico previdenziale. Essi rappresentano un quinto della nostra clientela e si ammalano meno degli altri. Sono però anche quelli che potrebbero optare per le assicurazioni private e fra le loro esigenze vi è proprio l’omeopatia», sottolinea il portavoce della TK Hermann Bärenfänger. E, visto che l’anno scorso ne ha fatto richiesta solo lo 0,5 per cento degli assicurati, il danno economico di un cambio di rotta avrebbe ricadute economiche molto maggiori sul bilancio dell’assicurazione.

Spiegazione difficilmente credibile perché se un anno solo la metà il budged destinato all’omeopatia è utilizzato, l’anno successivo il budget verrà diminuito della metà, e quindi addio alla ridistribuzione della ricchezza. Per di più, siccome sono pignolo, sono andato a controllare:  non é vero che solo l’assicurazione pubblica rimborsa cure alternative, molte assicurazioni private in Germania propongono dei rimborsare le prestazioni per medicine naturali, agopuntura, chiroterapia ed omeopatia, come per esempio la Barmenia (qui) o la HUK (qui).

Leggendo l’articolo cartaceo le cose sono molto differenti, infatti l’articolo dice:

La richiesta di un’intervista al direttore di una delle assicurazioni che rimborsano i globuli di zucchero è stata però rifiutata dal direttore Norbert Klusen, ufficialmente a causa di impegni precedentemente presi. La sua portavoce confessa però candidamente “con l’offerta dei rimborsi per rimedi omeopatici la TK si assicura soprattutto una cosa; dei clienti molto lucrativi, giovani laureati con un buon salario e raramente malati”.

Una ricerca di mercato indica che l’omeopatia è preferita dalle donne tra i 30 e 44 anni in famiglie con reddito superiore alla media.

Il quadro è molto differente: le assicurazioni sanitarie rimborsano l’omeopatia non per ragioni sanitarie ma semplicemente commerciali, assicurandosi così i migliori clienti. Che poi queste assicurazioni ridistribuiscano la ricchezza è molto bello poterlo pensare ma temo che invece serva piuttosto per aumentare i profitti.

L’articolo tradotto da Partecipasalute “riadatta il resto dell’articolo e lo termina così:

E, a detta dei sostenitori dell’omeopatia, i benefici si vedono anche nei pazienti: l’omeopata dedica in media un’ora alla visita dei suoi pazienti contro i sette minuti di un medico tradizionale, e l’approfondimento di spiegazioni e cause dei disturbi, oltre che accelerare il processo di guarigione, aumenta anche la consapevolezza dei pazienti verso stili di vita più salutari. In molti casi il consulto omeopatico risparmia il ricorso a ulteriori farmaci e indagini, e spesso si risolve in un’unica seduta. Lo sa bene Curt Kösters, uno fra gli omeopati più riconosciuti in Germania e al vertice fino a poche settimane fa della DZVhÄ (Associazione centrale dei medici omeopatici tedeschi), il quale, pur ammettendo di non avere una spiegazione chimica sul funzionamento dell’omeopatia, ne esalta i tanti pregi perché in base all’esperienza «porta i suoi frutti».

Da Spiegel Online International “Alternative Medicine or Witchcraft” del 16 luglio 2010. Tradotto e riadattato da Valentina Vecellio

Hanno tuttavia “dimenticato” di trascrivere la descrizione della seduta dal dott Köster. Seduta descritta in modo ironico che fa un po’ di luce sulle pratiche mediche omeopatiche:

Anche la mamma di Emilie sembra appartenere pienamente a questo gruppo target. Insieme alla sua figli di sei anni è ricevuta nel gabinetto del Dr Köster in Amburgo. Emilie sa che avrà una sorpresa se farà la brava durante la visita.

Emilie siede un po`annoiata nel gabinetto del Dr Kösters mentre sua madre, di professione maestra, descrive le condizioni di salute di sua figlia. Negli ultimi tempi sua figlia è insofferente ed ha a volte sangue dal naso. Inoltre beve molto poco, la mattina non ha un buon alito, e qualche settimana fa ha sanguinato dopo aver battuto la testa contro il muro. La madre dice che quando è in macchina e fa caldo Emilie ha mal di testa. Inoltre è anche un po’ paurosa e la sera un po’ iperattiva e vuole sempre la luce accesa quando si addormenta.

Ad un non-specialista Emilie potrebbe sembrare perfettamente normale. Ma la visita omeopatica durerà ancora a lungo. Normalmente una seduta dura un’ora – per paziente.

Kösters domanda a Emilie che cosa sogna, prende note che riempiono molte pagine e dopo molte altre domande il caso per lui è chiaro: “Emilie è un po’ scossa”.

Il Dr. Kösters prende dallo scaffale una boccetta e fa cadere un paio di globuli nella bocca di Emilie.

Alla fine della visita tutti sono contenti: Emilie perché riceverà un regalo, la madre perché ha potuto parlare liberamente, il Dr. Kösters perché fatturerà la visita a 113.50 Euro.

Se la madre di Emilie fosse andata da un pediatra non avrebbe dovuto pagare un euro, tuttavia il dottore l’avrebbe probabilmente rispedita a casa dopo cinque minuti senza ricetta. “Qui ci si sente ascoltati e capiti” dice la madre “si ha la sensazione di una profonda fiducia”.

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L’omeopatia é un dogma, intervista a Edzard Ernst

Del Prof. Edzard Ernst ne abbiamo parlato più volte (qui),  è giunto il momento di fare le presentazioni ufficiali:

Si è laureato a Monaco di Baviera dove ha studiato e praticato per anni l’omeopatia, anche suo padre era un medico omeopata (qui e qui). Ha una cattedra di medicina complementare all’Università di Exeter ed il suo principale interesse è .. la medicina complementare.

Non è raro leggere sue interviste dove sostiene l’utilità di una terapia complementare, ma non è uno scienziato innamorato della sua “arte”; le sue convinzioni si basano sull’analisi critica di sperimentazioni medico-scientifiche e su una conoscenza approfondita della materia. Sostiene che circa il 5% delle pratiche mediche alternative hanno un fondamento scientifico.

Nel suo blog (qui) scrive che l’aglio ha proprietà farmacologiche: diminuisce il colesterolo e la pressione, inibisce la coagulazione e l’attività delle piastrine. A questo punto uno si aspetterebbe incitazioni a mangiare aglio da mattina a sera – anche a costo di sacrificare la propria vita sociale – per prevenire tumori ed infarti. Invece Ernst si chiede: queste attività hanno effetti clinici? Dopo centinaia di pubblicazioni, afferma, si può semplicemente dire “probabilmente”. Non si saprà fino a qando non si studierà a lungo termine la mortalità e la morbilità nei pazienti.

È forse diventato un reietto per la comunità omeopatica perché da ex-omeopata è diventato il più attento critico e censore degli studi scientifici sull’omeopatia. Insomma è un medico che studia la medicina complementare senza negare l’evidenza è raro da trovare.

Vediamo le sue posizioni in un’intervista che ha rilasciato al settimanale tedesco Der Spiegel (all’interno della versione on line di un numero sull’omeopatia uscito nel luglio del 2010 qui):

Vietare l’omeopatia? Il medico Edzard Ernst, spiega in un’intervista a SPIEGEL ONLINE perché ritiene che la cura con i globuli sia una pericolosa assurdità – e perché non importa quanto siano costosi.

SPIEGEL ONLINE: Egregio professor Ernst, in Germania, migliaia di pazienti e terapeuti credono nell’efficacia dell‘omeopatia. Si sbagliano tutti?

Ernst: A questa domanda è stata data una chiara risposta: il globuli omeopatici non sono più efficaci di un trattamento con placebo.

SPIEGEL ONLINE: Che cosa la rende così sicuro?

Ernst: Per differenti motivi. In primo luogo, i principi dell’omeopatia sono biologicamente estremamente improbabili. Come può agire un farmaco, in cosi forte diluizione che non contiene neppure una singola molecola del principio attivo? Non si spiega con le conoscenze fondamentali della scienza e le leggi della natura. I libri di testo di fisica dovrebbero essere riscritti se l’acqua ha, come gli omeopati sostengono, una sorta di memoria  – questo è assolutamente improbabile. Se qualcuno mostra davvero come funziona l’omeopatia – riceverà non uno ma molti premi Nobel.

SPIEGEL ONLINE: Per la maggior parte dei pazienti non sembra importante come funziona l’omeopatia. Dicono: basta che funzioni.

Ernst: La sua efficacia è contraddetta da studi clinici di alta qualità in cui sono stati confrontati globuli omeopatici con placebo. Nel corso degli anni, circa 150 studi mostrano con crescente evidenza che l’omeopatia non funziona neppure a livello clinico. Negli ultimi dieci anni, tutte le valutazioni d’alta qualità danno risultati identici: l’omeopatia non è efficace. Questo risultato non è sorprendente. I globuli omeopatici sono semplicemente zucchero, come una pillola di placebo.

SPIEGEL ONLINE: Tuttavia, ci sono diversi studi clinici in omeopatia con risultati positivi.

Ernst: Sì, naturalmente, ma ci sono molte spiegazioni possibili. Per esempio gli studi eseguiti male hanno dei risultati positivi. Fatemi vedere la sezione metodi di uno studio di omeopatia ed io vi dirò qual è il risultato. Nello studio può anche esserci un errore sistematico, più o meno intenzionale. Succede anche negli studi migliori, e comunque vi è sempre una probabilità di errore del cinque per cento. Un altro punto è che la sperimentazione in omeopatia che da risultati negativi, non viene pubblicata.

SPIEGEL ONLINE: Anche l’industria farmaceutica è stata accusata d’occultamento dei risultati negativi.

Ernst: Sì, in questo caso per ragioni economiche. Gli omeopati invece sono in una guerra di religione. C’è molto più slancio ideale che interessi economici in quello che fanno.

SPIEGEL ONLINE: Gli omeopati, tuttavia, portano una serie di argomenti scientifici per sostenere che gli studi randomizzati e controllati con placebo, i cosiddetti RCT, che sono lo standard internazionale per verificare l’efficacia dei farmaci, non funzionano per l’omeopatia. Per esempio dicono che l’omeopatia è una terapia molto individuale.

Ernst: Questo è il tipico ragionamento scientifico dei credenti: se uno studio non dimostra quello che avevamo sperato, si dice che la prova non è valida o il metodo è sotto accusa. Negli studi randomizzati il metodo di trattamento individuale dell’omeopatia è sotto esame. Nel corso di uno di questi studi l’omeopata tratta i suoi pazienti come è solito fare – l’unica differenza è che alcuni pazienti ricevono un globulo omeopatico ed altri delle pillole di zucchero, senza che il medico sappia cosa ha ricevuto il suo paziente (il principio del doppio cieco). Ammettiamo anche che l’omeopatia agisca per via metafisica o per miracolo, se ci fosse veramente un effetto, lo studio dovrebbe mostrarlo.

SPIEGEL ONLINE: Ma c’è anche un altro tipo di studio, i cosiddetti “studi osservazionali” che mostrano regolarmente che più del 50 per cento dei pazienti beneficiano dell’omeopatia.

Ernst: Si tratta di spazzatura! Questi studi non valgono la carta su cui sono stampati. Non dicono nulla sull’efficacia dell’omeopatia, come sanno tutti coloro che conoscono un po’ l’argomento.

SPIEGEL ONLINE: Omeopati o scienziati, che simpatizzano per l’omeopatia, citano questi studi come prova dell’efficacia.

Ernst: In passato ho sempre pensato: “Beh, sono un po’ troppo entusiasti, un po’ illusi e irrealistici”. Ma ora ne sono certo, molti mentono, non può essere spiegato in altra maniera. Sanno certamente molto più di quello che dicono, ma usano la loro conoscenza scientifica, per ingannare la gente e tenerla all’oscuro.

SPIEGEL ONLINE: Perché gli omeopati mentirebbero?

Ernst: Perché sono molto sicuri di ciò che fanno. Qualche studio, in più o in meno, per loro non fa nessuna differenza. Gli omeopati sostengono che noi scienziati siamo militanti. Ma la scienza non è né dogmatica né militante. Se si paragona ciò che la medicina, scientificamente orientata, conosceva 30 anni fa e quel che si conosce oggi si vede un notevole progresso, tutto è costantemente in divenire. Oggi, il famoso chirurgo Ferdinand Sauerbruch (qui), morto nel 1951, non riuscirebbe a passare un solo esame di chirurgia. Mentre il fondatore dell’omeopatia, Samuel Hahnemann, morto 100 anni prima di Sauerbruch – oggi potrebbe passare tranquillamente tutti gli esami in omeopatia. Questo perché l’omeopatia non si è sviluppata in maniera significativa – e non potrebbe neppure, perché è un dogma.

SPIEGEL ONLINE: Vorrebbe vietare l’omeopatia?

Ernst, Non ho una missione da compiere, sono uno scienziato. Se fosse per me, l’omeopatia sarebbe rilegata alla storia della medicina, essa rappresenta il passato. Nella storia della medicina l’omeopatia ha anche avuto un ruolo significativo. È senza dubbio un grande merito di Hahnemann aver messo in discussione il salasso, e tutte le altre pratiche pericolose del suo tempo.

SPIEGEL ONLINE: Se l’omeopatia è solo un trattamento innocuo – perché non lasciar fare?

Ernst: Qualsiasi metodo di trattamento non efficace comporta gravi rischi. L’omeopatia non ha alcun effetto e non ha neppure effetti collaterali. Il pericolo è che le malattie gravi non siano trattate in modo efficace se i pazienti vanno da un omeopata – malattie come l’asma, la tonsilliti, la polmonite, la scarlattina, o il cancro. Tra gli omeopati è diffusa l’avversione alle vaccinazioni: questo è un problema di salute pubblica. Ma l’omeopatia è anche un problema per il progresso della medicina. Gli omeopati credono essere il progresso, in realtà rappresentano un passo indietro.

SPIEGEL ONLINE: Non si può però sostenere che l’omeopatia ostacoli il progresso. La ricerca medica ha fatto enormi progressi negli ultimi anni.

Ernst: In progresso voglio dire ciò che pensa la gente, non il progresso della ricerca medica. Intendevo l’indottrinamento della popolazione. Se crediamo che lo scuotimento o delle forti diluizioni ci possano guarire, possiamo anche credere nei poteri mistici e ad altre panzane, quando le persone cominciano a rifiutare il pensiero scientifico e ripiegarsi verso la superstizione o pratiche mediche irrazionali, ci separiamo dalle nostre migliori tradizioni, siamo sulla via per tornare nel Medioevo.

SPIEGEL ONLINE: Perché l’omeopatia è ancora così popolare?

Ernst, credo che abbia molto a che fare con il fatto che la medicina convenzionale non sa come soddisfare il bisogno profondo di pazienti per più d’attenzione e considerazione. Difficilmente si può aprire la bocca e dire ciò che ci passa realmente per la mente, che il medico ha già pronto la ricetta. Si deve ripensare con urgenza il rapporto medico-paziente. Non si può lasciare questo approccio unitario in mano alla medicina alternativa. La base di ogni buon trattamento è un buon rapporto medico-paziente, anche nella medicina tradizionale.

SPIEGEL ONLINE: Che cosa fanno meglio gli omeopati?

Ernst: Le visite da un medico omeopata solo molto più gradevoli. L’omeopatia ha un metodo molto empatico, una consultazione richiede spesso più di un’ora. Vi sono indicazioni, infatti, che l’effetto sia dovuto alla consultazione, e non i globuli – è una specie di psicoterapia. Questo sarebbe per me un soggetto di studio estremamente interessante: funziona meglio una consultazione omeopatica o la psicoterapia?

SPIEGEL ONLINE: La medicina tradizionale spesso fa male al paziente – in particolare per i pazienti trattati per anni per leggeri disturbi psicosomatici. Sono trattati con psicofarmaci, sonniferi, analgesici e anche con interventi chirurgici inutili. In questi casi l’omeopatia potrebbe essere utilizzata come un’innocua terapia placebo?

Ernst: Questa idea è suggestiva. Ma per me non ci può essere alcun comportamento etico se non si dice la verità ad un paziente e lo si tratta invece con una finta terapia. In questo caso bisognerebbe dire la verità: vedo che lei è malato e soffre. Probabilmente i farmaci non vi aiuteranno – ma una psicoterapia sì. Io credo che l’onestà è un principio importante in medicina. Il comportamento disonesto aiuta il medico a risolvere il problema a breve termine, ma questo non è il modo giusto. Non si può sostituire un grande male, una terapia medica convenzionale inutile, con un piccolo male, l’omeopatia. Bisogna scegliere il miglior trattamento secondo lo stato della conoscenza scientifica. In questa ottica l’omeopatia non gioca alcun ruolo.

Intervista di Veronica Hackenbroch

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Conoscete l’omeopatia? Quiz semiserio sull’omeopatia – Parte 2

Siete fedeli seguaci del Dott. Hahnemann? La lettura della sua opera “L’Organon della guarigione razionale” vi tiene compagni nelle notti insonni? Sapete distinguere al volo una diluizione c30 da una diluizione c40? Guardate gli scettici dall’alto in basso perche non capiscono qualcosa che noi capiamo?

Testate le vostre conoscenze qui.

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Omeopatia e Nazismo

Sì, lo so, qui sto mettendomi nei guai, associare un argomento così sensibile come l’omeopatia al Nazismo è evidentemente pericoloso. Ma vorrei parlare della similitudini tra l’emergenza delle pratiche non convenzionali in Germania o Neue Deutsche Heilkunde (Nuova Medicina Germanica) durante il nazismo ed il loro successo attuale.

Prima di tutto occorre una precisazione:

Non è mia intenzione demonizzare l’omeopatia o insinuare che l’omeopatia si è compromessa associandosi al nazismo, né tantomeno giustificare anche in parte minima le crudeltà del Nazismo perché ha sostenuto qualcosa di “buono” come l’omeopatia.

Non voglio neppure dire che il nazismo e l’omeopatia sono la stessa cosa o magari che il fanatismo ideologico del nazismo assomiglia al dogmatismo omeopatico (dico per esempio!). Dico semplicemente che tra l’emergenza delle pratiche non convenzionali in Germania durante il nazismo e il loro successo attuale vi sono alcuni punti in comune ed un punto di divergenza.

Il problema del legame tra nazismo e medicina, o scienza in generale è troppo complesso per essere affrontato qui. È un discorso interessante e anche imbarazzante per molti scienziati. La nostra società usa molti progressi tecnologici e scientifici fatti, in parte, in Germania in quegli anni: eminenti scienziati quali Max Planck o Werner Heisenberg e anche Wernher Von Braun erano tra i sostenitori, non so quanto convinti, del nazismo. Nonostante ciò non abbiamo rinunciato alla fisica quantistica o agli aerei a reazione (e non sembra che ce ne preoccupiamo molto).
D’altro canto Hitler prese per primo nella storia delle misure restrittive contro il fumo per ragioni di salute pubblica. Oggi nessuno può sostenere, o anche velatamente suggerire, che il divieto di fumare nei locali pubblici è d’ispirazione nazista.

Mi limiterò a riassumere diligentemente il contenuto di due articoli, fonte d’ispirazione per questo post: Ernst ‘Neue Deutsche Heilkunde’: complementary/alternative medicine in the Third Reich. Complementary Therapies in Medicine (2001), 9, 49–51 ed un articolo apparso su Der Spiegel il 16 luglio 2010 firmato da Markus Grill e Veronika Hackenbroch (supplemento on-line qui).

Ernst sostiene che tra l’emergenza delle pratiche non convenzionali della Nuova Medicina Germanica durante il nazismo e il loro successo attuale vi sono alcuni punti in comune ed un punto di divergenza. il primo punto in comune che Ernst trova è:

  • An alleged ‘crisis in medicine’ forms a significant part of the basis for both movements

Il governo Nazista indicava la medicina come in crisi perché “contaminata da ebrei” e proponeva un’arianizzazione della pratica medica attraverso la medicina complementare. Quello che veniva naturalmente oscurato dalla propaganda è che anche molti medici alternativi erano ebrei e dovettero abbandonare la loro professione e scappare all’estero.

Il fallimento odierno della medicina è l’incapacità di rispondere ai nuovi bisogni dei pazienti, in altre parole la colpa è della medicina che si occupa solo della salute del paziente e non del suo “benessere psico-fisico”.

  • The majority of the ‘medical establishment’ remains skeptical.

Due grandi sostenitori di queste pratiche furono il direttore dell’associazione medica del Reich, Dr Gerhard Wagner, e Rudolf Hess (vedi poi). Alla morte di Wagner, la direzione fu affidata al Dr Conti che era moto più scettico sulle possibilità della medicina complementare e le ricerche in campo omeopatico furono abbandonate.

  • CAM practitioners are not usually medically qualified
  • Both movements are consumer-driven

Nel 1933 in Germania la medicina alternativa è estremamente diffusa, il numero di “guaritori” o “heilpraktiker” che non possedevano alcuna qualifica medica ma che esercitano pratiche alternative è comparabile ai medici laureati.

  • The integration of unconventional and conventional medicine is promoted by influential personalities

I due sostenitori di queste pratiche furono il direttore della associazione medica del Reich, Dr Gerhard Wagner (1888-1939 qui su wikipedia), e Rudolf Hess. Wagner morì nel 1939 e Hess fuggì in Inghilterra nel 1941, l’omeopatia perse inaspettatamente due sostenitori.

I dirigenti Nazisti propongono di fondere la medicina tradizionale con la medicina alternative per creare la Nuova Medicina Germanica. La strategia era di legalizzare i curatori non ufficiali dandogli un nuovo titolo di Heilpraktiker che li equiparare ai medici tradizionali. Nello stesso tempo non permetteva loro di formare nuovi Heilpraktiker, ciò implicava, secondo le parole di Goebbels che la nuova legge era “la culla e la tomba” della professione.

La professione di Heilpraktiker o “Curatore” esiste ancora oggi in Germania. Si diviene curatori senza alcuna formazione professionale ma semplicemente sostenendo un esame.

  • People in power realize that research is essential

Gli ufficiali Nazisti capirono che senza evidenze scientifiche la medicina alternativa era condannata a scomparire. All’apertura del XII Congresso Omeopatico Internazionale di Berlino Rudolf Hess afferma che (qui):

The new Germany considers that it is politically necessary to look into every phenomenon, whatever it may be. However, certain doctors have not hesitated to attack and reject not only new therapies, but others whose origins belong to an already distant past (as is the case today for homeopathy), without even taking the trouble to subject these therapies to serious examination.

That is why I have taken under my protection the XIIth International Congress of Homeopathy in Berlin, in order to express the National- Socialist State’s interest in every therapeutic method that is useful for the health of the people.

Fu organizzato il primo progetto per verificare sistematicamente le proprietà curative dell’omeopatia sotto la direzione del Pr. Hanns Rabe (1890-1959). Uno dei cardini del progetto era l’ospedale “Rudolf Hess” di Dresda a cui era affiliato più di 60 ospedali universitari.

Congresso mondiale omeopatico a Berlineo, 1937; in uniforme, seduti in prima fila si riconoscono Rudolf Hess, primo a destra, e Heinrich Himmler terzo da destra (Der Spiegel luglio 2010).

Una cosa molto simile è successa negli stati uniti quando per volontà del Senatore Tom Harkin è stato fondato un istituto statale dedicato allo studio della medicina complementare il National Center for Complementary and Alternative Medicine o NCCAM (qui).

  • When such research produces negative results, it tends to be rejected by proponents of CAM.

I risultati di tali sperimentazioni sono probabilmente persi, o sotto le bombe o in qualche archivio. Vi è soltanto un rapporto redatto nel 1966 dal Dr. Fritz Donner  (qui) che era un aiutante di Rabe che indica che tutti gli studi, senza eccezione, hanno negato l’efficacia dell’omeopatia. Rabe non cedette ai risultati ed attribuì le cause del fallimento a sabotaggi o a conflitti interni alla comunità omeopatica, propose di condurre altri studi (dove l’ho già sentita questa?)

Una differenza molto importante, secondo Ernst è il fine dell’omeopatia allora ed oggi:

Il fine odierno è il benessere dell’uomo mentre nella Germania nazista le intenzioni erano molto meno benevole: si trattava di creare una razza ariana più sana e forte, più resistente al lavoro e alla guerra.

L’omeopatia era solo un mezzo per raggiungere la dominazione mondiale. L’omeopatia, vista la larga diffusione, fu utilizzata e strumentalizzata dal potere Nazista per unificare la medicina e prenderne il controllo, e asservita al conseguimento della dominazione della razza ariana.

I risultati degli studi furono, senza eccezione, negativi.

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