Cordyceps siniensis: un nuovo super alimento?

Saremo ben presto sommersi da una nuova potentissima medicina cinese che promette miracoli: il Cordyceps siniensis. È un fungo del gruppo degli ascomiceti parassita d’insetti, artropodi ed anche di altri funghi (qui). Se ne conoscono più di 400 specie diffuse in tutto il mondo. Il fungo infetta l’ospite e si moltiplica al suo interno, passato l’inverno nasce una protuberanza: la ifa (in termini tecnici). Dal coso (in termini meno tecnici) si propagano le spore del fungo per infettare alti ospiti.

Questo video della BBC descrive un comportamento moto interessante delle formiche che sono infettate dal fungo: vengono spinte a salire verso l’alto dove trovano condizioni migliori d’umidità e massimizzano le possibilità d’infettare altri insetti.

Tale meccanismo è utilizzato anche da Cordyceps siniensis che infetta dei bruchi che vivono nel terreno. Cordyceps induce nell’ospite dei cambiamenti biochimici-fisiologici (di cui non si conoscono ancora le basi molecolari) che lo spingono a salire verso la superficie. In questo modo l’ifa, in primavera, può germogliare al di fuori del terreno facendola assomigliare a un’erba. In Cina viene chiamato Dong Chong Xia Cao (= winter worm summer grass).

Il Cordyceps si declina nelle sue varie specie militaris, pseudomilitaris, brunnearubra, sinclairii e in ultimo siniensis, che è la specie più usata nei rimedi naturali.  Il costo è estremamente elevato e può raggiungere migliaia d’euro il kilo.

E facile capire che per gli abitanti delle regioni dove questo fungo si trovi (l’altopiano tibetano) una buona raccolta può significare il guadagno di un anno intero di lavoro (qui). La raccolta intensiva ha spinto le autorità (CITES Management Authority of China and China Customers) a dichiarare la specie in pericolo di estinzione e cercare metodi di produzione alternativi in bio reattori per ridurre la pressione sulle risorse naturali (che tristezza: una medicina naturale prodotta in laboratorio!) (1).

Nella medicina tradizionale cinese e tibetana questo fungo é conosciuto dal XIIIX secolo, e probabilmente anche da prima, ed era utilizzato per “rinvigorire i polmoni e nutrire i reni”.

Oggi le proprietà terapeutiche sembrano essersi moltiplicate, sembra difficile trovare una malattia che non possa essere curata da Cordyceps. Tra le sue attività si trovano (prendete il fiato): attivitá anti-infiammatoria, anti-ossidante, anti-tumorale, anti-metastatica, immunomodulatrice, ipoglicemica, biosintesi degli steroidi, ipolipidemica, anti-insetticida, anti-batterica, neuro-protettiva, nefro-protettiva ed anti-invecchiamento.

Il che è decisamente un record se si pensa che le sostanze presenti nel nostro fungo sono generalmente:

La cordicepina o 3´-deoxyadenosine, (qui) isolato per la prima volta 60 anni fa è un analogo del componente del DNA, i nucleosidi (in inglese, nucleoside analogue qui – sono molecole usate nella chemioterapia).

L’ergosterolo, universalmente presente nei funghi con probabile attività antitumorale.

Polisaccaridi con attività anti ossidante e stimolatori del sistema immunitario.

Glicoproteine e peptidi contenenti acido α-aminoisobutirico (con attività anti-batterica e anti-fungina) e Cordyeptapepide A (con attività anti-malarica) e B (entrambi i peptidi mostrano una modesta attività citotossica in vitro su cellule tumorali) .

Secondo Russell e Paterson, (due ricercatori della Università di Minho, in Portogallo) i problemi che si trovano negli studi sul Cordyceps sono (1):

too many chemically uncharacterised crude extracts. Gli studi riguardano generalmente estratti totali. Le proprietà farmaceutiche dei diversi componenti non sembrano essere state né isolate né studiate separatamente.

inadequate taxonomic vigour. Nessuno riesce a distinguere la specie siniensis dalla militaris. L’analisi del DNA non serve perché vi è una grande variabilità genetica all’interno della specie.

over extrapolation of in vitro data to imply therapeutic value. Studi positivi sugli effetti dell’estratto di Cordyceps, in vitro o in animali da laboratorio, non significano che le sostanze abbiano effetti terapeutici anche nell’uomo.

Il fatto che questa medicina sia stata usata per 2000 anni nella medicina tradizionale cinese e tibetana sembra un argomento imparabile a tutte le critiche: ma cosa, la sperimentazione, dice riguardo l’efficacia dell’estratto di Cordyceps? Vi sono molti articoli in diverse testate giornalistiche autorevoli (per esempio qui) che descrivono degli studi positivi (presentati a dei congressi ma non ancora pubblicati) su Cordyceps. Su PubMed ho trovato solo tre studi clinici sull’uomo:

1. Randomized, double-blind, placebo-controlled trial of herbal therapy for children with asthma. Wong EL, Sung RY, Leung TF, Wong YO, Li AM, Cheung KL, Wong CK, Fok TF, Leung PC. J Altern Complement Med. 2009 Oct;15(10):1091-7. (qui)

Scopo: Il lavoro studia se l’effetto di un mix di 6 “erbe” (CUF2 tra cui Cordyceps s.), usata in complemento alla terapia con corticosteroidi, migliora i sintomi dell’asma in 85 bambini (tra 7 e 15 anni).

Dose: 0.619 gr al giorno per 6 mesi.

Risultato: No significant difference was found between the two study groups. The intervention effect of CUF2 was smaller than the placebo effect (!)

Commento: This study provides no evidence to support the use of the herbal formula of CUF2 in children with asthma.


2. Clinical application of Cordyceps sinensis on immunosuppressive therapy in renal transplantation. Li Y, Xue WJ, Tian PX, Ding XM, Yan H, Pan XM, Feng XS. Transplant Proc. 2009 Jun;41(5):1565-9. (qui)

Scopo: Studio dell’effetto immunosoppressore di Cordyceps, in complemento alla terapia standard contro il rigetto, su 202 pazienti che hanno ricevuto il trapianto di fegato.

Dose: 3 gr di Cordyceps al giorno dopo trapianto (per una media di 22-23 giorni).

Risultati: The incidences (11.83% vs 15.60%) and times to acute renal allograft rejection (23.48 +/- 7.22 vs 22.27 +/- 8.03 days posttransplantation) were not significantly different between the treated and control groups (P > .05).

Commento: The use of CS may allow decreased dosages and concentrations of CsA (ciclosporina conto il rigetto) causing fewer side effects without an increased risk of acute rejection.

 

3. Effects of a commercial herbal-based formula on exercise performance in cyclists. Earnest CP, Morss GM, Wyatt F, Jordan AN, Colson S, Church TS, Fitzgerald Y, Autrey L, Jurca R, Lucia A. Med Sci Sports Exerc. 2004 Mar;36(3):504-9. (qui)

Scopo: Studiano l’effetto di Cordyceps sull’aumento della resistenza fisica e l’aumento del consumo dell’ossigeno in 17 ciclisti amatori.

Dose: loading fase di 6 gr al giorno per tre giorni , fase di mantenimento: 3 gr al giorno per 11 giorni (le capsule contenevano anche estratti di radici, calcio piruvato…).

Risultato: we observed no significant treatment effect for any between or within group variables.

Commento: A 2-week ingestion schema of a commercial herbal-based formula is insufficient to elicit positive changes in cycling performance

In altre parole non serve per l’asma, non ha funzioni immunosoppressori e non aumenta la resistenza fisica. Notate che sebbene i risultati siano negativi i commenti sono sempre ottimisti:

La conclusione del primo lavoro è onesta : dice che il mix di erbe non serve per l’asma, … a meno che non sia dannoso visto che l’effeto del trattamento è inferiore all’effetto placebo..

Il secondo lavoro ha dimostrato che Cordyceps non da alcun beneficio contro il rigetto del fegato trapiantato, ma gli autori concludono con: chissà forse si può anche abbassare le dose di ciclosporina.

Il terzo articolo conclude che 2 settimane d’ingestione di Cordyceps non fa nulla ma lasciano intendere che chissà forse 3, 4, 5 o più settimane potranno fare qualcosa…

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Riferimenti:

1. Cordyceps – A traditional Chinese medicine and another fungal therapeutic biofactory? R. Russell M. Paterson. Phytochemistry 69 (2008) 1469–1495

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