L’omeopatia é un dogma, intervista a Edzard Ernst

Del Prof. Edzard Ernst ne abbiamo parlato più volte (qui),  è giunto il momento di fare le presentazioni ufficiali:

Si è laureato a Monaco di Baviera dove ha studiato e praticato per anni l’omeopatia, anche suo padre era un medico omeopata (qui e qui). Ha una cattedra di medicina complementare all’Università di Exeter ed il suo principale interesse è .. la medicina complementare.

Non è raro leggere sue interviste dove sostiene l’utilità di una terapia complementare, ma non è uno scienziato innamorato della sua “arte”; le sue convinzioni si basano sull’analisi critica di sperimentazioni medico-scientifiche e su una conoscenza approfondita della materia. Sostiene che circa il 5% delle pratiche mediche alternative hanno un fondamento scientifico.

Nel suo blog (qui) scrive che l’aglio ha proprietà farmacologiche: diminuisce il colesterolo e la pressione, inibisce la coagulazione e l’attività delle piastrine. A questo punto uno si aspetterebbe incitazioni a mangiare aglio da mattina a sera – anche a costo di sacrificare la propria vita sociale – per prevenire tumori ed infarti. Invece Ernst si chiede: queste attività hanno effetti clinici? Dopo centinaia di pubblicazioni, afferma, si può semplicemente dire “probabilmente”. Non si saprà fino a qando non si studierà a lungo termine la mortalità e la morbilità nei pazienti.

È forse diventato un reietto per la comunità omeopatica perché da ex-omeopata è diventato il più attento critico e censore degli studi scientifici sull’omeopatia. Insomma è un medico che studia la medicina complementare senza negare l’evidenza è raro da trovare.

Vediamo le sue posizioni in un’intervista che ha rilasciato al settimanale tedesco Der Spiegel (all’interno della versione on line di un numero sull’omeopatia uscito nel luglio del 2010 qui):

Vietare l’omeopatia? Il medico Edzard Ernst, spiega in un’intervista a SPIEGEL ONLINE perché ritiene che la cura con i globuli sia una pericolosa assurdità – e perché non importa quanto siano costosi.

SPIEGEL ONLINE: Egregio professor Ernst, in Germania, migliaia di pazienti e terapeuti credono nell’efficacia dell‘omeopatia. Si sbagliano tutti?

Ernst: A questa domanda è stata data una chiara risposta: il globuli omeopatici non sono più efficaci di un trattamento con placebo.

SPIEGEL ONLINE: Che cosa la rende così sicuro?

Ernst: Per differenti motivi. In primo luogo, i principi dell’omeopatia sono biologicamente estremamente improbabili. Come può agire un farmaco, in cosi forte diluizione che non contiene neppure una singola molecola del principio attivo? Non si spiega con le conoscenze fondamentali della scienza e le leggi della natura. I libri di testo di fisica dovrebbero essere riscritti se l’acqua ha, come gli omeopati sostengono, una sorta di memoria  – questo è assolutamente improbabile. Se qualcuno mostra davvero come funziona l’omeopatia – riceverà non uno ma molti premi Nobel.

SPIEGEL ONLINE: Per la maggior parte dei pazienti non sembra importante come funziona l’omeopatia. Dicono: basta che funzioni.

Ernst: La sua efficacia è contraddetta da studi clinici di alta qualità in cui sono stati confrontati globuli omeopatici con placebo. Nel corso degli anni, circa 150 studi mostrano con crescente evidenza che l’omeopatia non funziona neppure a livello clinico. Negli ultimi dieci anni, tutte le valutazioni d’alta qualità danno risultati identici: l’omeopatia non è efficace. Questo risultato non è sorprendente. I globuli omeopatici sono semplicemente zucchero, come una pillola di placebo.

SPIEGEL ONLINE: Tuttavia, ci sono diversi studi clinici in omeopatia con risultati positivi.

Ernst: Sì, naturalmente, ma ci sono molte spiegazioni possibili. Per esempio gli studi eseguiti male hanno dei risultati positivi. Fatemi vedere la sezione metodi di uno studio di omeopatia ed io vi dirò qual è il risultato. Nello studio può anche esserci un errore sistematico, più o meno intenzionale. Succede anche negli studi migliori, e comunque vi è sempre una probabilità di errore del cinque per cento. Un altro punto è che la sperimentazione in omeopatia che da risultati negativi, non viene pubblicata.

SPIEGEL ONLINE: Anche l’industria farmaceutica è stata accusata d’occultamento dei risultati negativi.

Ernst: Sì, in questo caso per ragioni economiche. Gli omeopati invece sono in una guerra di religione. C’è molto più slancio ideale che interessi economici in quello che fanno.

SPIEGEL ONLINE: Gli omeopati, tuttavia, portano una serie di argomenti scientifici per sostenere che gli studi randomizzati e controllati con placebo, i cosiddetti RCT, che sono lo standard internazionale per verificare l’efficacia dei farmaci, non funzionano per l’omeopatia. Per esempio dicono che l’omeopatia è una terapia molto individuale.

Ernst: Questo è il tipico ragionamento scientifico dei credenti: se uno studio non dimostra quello che avevamo sperato, si dice che la prova non è valida o il metodo è sotto accusa. Negli studi randomizzati il metodo di trattamento individuale dell’omeopatia è sotto esame. Nel corso di uno di questi studi l’omeopata tratta i suoi pazienti come è solito fare – l’unica differenza è che alcuni pazienti ricevono un globulo omeopatico ed altri delle pillole di zucchero, senza che il medico sappia cosa ha ricevuto il suo paziente (il principio del doppio cieco). Ammettiamo anche che l’omeopatia agisca per via metafisica o per miracolo, se ci fosse veramente un effetto, lo studio dovrebbe mostrarlo.

SPIEGEL ONLINE: Ma c’è anche un altro tipo di studio, i cosiddetti “studi osservazionali” che mostrano regolarmente che più del 50 per cento dei pazienti beneficiano dell’omeopatia.

Ernst: Si tratta di spazzatura! Questi studi non valgono la carta su cui sono stampati. Non dicono nulla sull’efficacia dell’omeopatia, come sanno tutti coloro che conoscono un po’ l’argomento.

SPIEGEL ONLINE: Omeopati o scienziati, che simpatizzano per l’omeopatia, citano questi studi come prova dell’efficacia.

Ernst: In passato ho sempre pensato: “Beh, sono un po’ troppo entusiasti, un po’ illusi e irrealistici”. Ma ora ne sono certo, molti mentono, non può essere spiegato in altra maniera. Sanno certamente molto più di quello che dicono, ma usano la loro conoscenza scientifica, per ingannare la gente e tenerla all’oscuro.

SPIEGEL ONLINE: Perché gli omeopati mentirebbero?

Ernst: Perché sono molto sicuri di ciò che fanno. Qualche studio, in più o in meno, per loro non fa nessuna differenza. Gli omeopati sostengono che noi scienziati siamo militanti. Ma la scienza non è né dogmatica né militante. Se si paragona ciò che la medicina, scientificamente orientata, conosceva 30 anni fa e quel che si conosce oggi si vede un notevole progresso, tutto è costantemente in divenire. Oggi, il famoso chirurgo Ferdinand Sauerbruch (qui), morto nel 1951, non riuscirebbe a passare un solo esame di chirurgia. Mentre il fondatore dell’omeopatia, Samuel Hahnemann, morto 100 anni prima di Sauerbruch – oggi potrebbe passare tranquillamente tutti gli esami in omeopatia. Questo perché l’omeopatia non si è sviluppata in maniera significativa – e non potrebbe neppure, perché è un dogma.

SPIEGEL ONLINE: Vorrebbe vietare l’omeopatia?

Ernst, Non ho una missione da compiere, sono uno scienziato. Se fosse per me, l’omeopatia sarebbe rilegata alla storia della medicina, essa rappresenta il passato. Nella storia della medicina l’omeopatia ha anche avuto un ruolo significativo. È senza dubbio un grande merito di Hahnemann aver messo in discussione il salasso, e tutte le altre pratiche pericolose del suo tempo.

SPIEGEL ONLINE: Se l’omeopatia è solo un trattamento innocuo – perché non lasciar fare?

Ernst: Qualsiasi metodo di trattamento non efficace comporta gravi rischi. L’omeopatia non ha alcun effetto e non ha neppure effetti collaterali. Il pericolo è che le malattie gravi non siano trattate in modo efficace se i pazienti vanno da un omeopata – malattie come l’asma, la tonsilliti, la polmonite, la scarlattina, o il cancro. Tra gli omeopati è diffusa l’avversione alle vaccinazioni: questo è un problema di salute pubblica. Ma l’omeopatia è anche un problema per il progresso della medicina. Gli omeopati credono essere il progresso, in realtà rappresentano un passo indietro.

SPIEGEL ONLINE: Non si può però sostenere che l’omeopatia ostacoli il progresso. La ricerca medica ha fatto enormi progressi negli ultimi anni.

Ernst: In progresso voglio dire ciò che pensa la gente, non il progresso della ricerca medica. Intendevo l’indottrinamento della popolazione. Se crediamo che lo scuotimento o delle forti diluizioni ci possano guarire, possiamo anche credere nei poteri mistici e ad altre panzane, quando le persone cominciano a rifiutare il pensiero scientifico e ripiegarsi verso la superstizione o pratiche mediche irrazionali, ci separiamo dalle nostre migliori tradizioni, siamo sulla via per tornare nel Medioevo.

SPIEGEL ONLINE: Perché l’omeopatia è ancora così popolare?

Ernst, credo che abbia molto a che fare con il fatto che la medicina convenzionale non sa come soddisfare il bisogno profondo di pazienti per più d’attenzione e considerazione. Difficilmente si può aprire la bocca e dire ciò che ci passa realmente per la mente, che il medico ha già pronto la ricetta. Si deve ripensare con urgenza il rapporto medico-paziente. Non si può lasciare questo approccio unitario in mano alla medicina alternativa. La base di ogni buon trattamento è un buon rapporto medico-paziente, anche nella medicina tradizionale.

SPIEGEL ONLINE: Che cosa fanno meglio gli omeopati?

Ernst: Le visite da un medico omeopata solo molto più gradevoli. L’omeopatia ha un metodo molto empatico, una consultazione richiede spesso più di un’ora. Vi sono indicazioni, infatti, che l’effetto sia dovuto alla consultazione, e non i globuli – è una specie di psicoterapia. Questo sarebbe per me un soggetto di studio estremamente interessante: funziona meglio una consultazione omeopatica o la psicoterapia?

SPIEGEL ONLINE: La medicina tradizionale spesso fa male al paziente – in particolare per i pazienti trattati per anni per leggeri disturbi psicosomatici. Sono trattati con psicofarmaci, sonniferi, analgesici e anche con interventi chirurgici inutili. In questi casi l’omeopatia potrebbe essere utilizzata come un’innocua terapia placebo?

Ernst: Questa idea è suggestiva. Ma per me non ci può essere alcun comportamento etico se non si dice la verità ad un paziente e lo si tratta invece con una finta terapia. In questo caso bisognerebbe dire la verità: vedo che lei è malato e soffre. Probabilmente i farmaci non vi aiuteranno – ma una psicoterapia sì. Io credo che l’onestà è un principio importante in medicina. Il comportamento disonesto aiuta il medico a risolvere il problema a breve termine, ma questo non è il modo giusto. Non si può sostituire un grande male, una terapia medica convenzionale inutile, con un piccolo male, l’omeopatia. Bisogna scegliere il miglior trattamento secondo lo stato della conoscenza scientifica. In questa ottica l’omeopatia non gioca alcun ruolo.

Intervista di Veronica Hackenbroch

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2 risposte a L’omeopatia é un dogma, intervista a Edzard Ernst

  1. Davide ha detto:

    Innanzitutto vorrei ricordare che nei soli Stati Uniti sono circa 123.000 i pazienti che muoiono ogni anno per effetti iatrogeni dei farmaci allopatici (studio pubblicato nel 2000 su JAMA, rivista scientifica internazionalmente nota, che classifica gli effetti collaterali dei farmaci come 3° causa di morte dopo malattie cardiovascolari ed i tumori). Allora cosa dobbiamo dire? Che la medicina allopatica è una minaccia per l’umanità? Non penso proprio. Chi vuole conoscere meglio il rapporto tra medici e omeopatia, può anche consultare il sito http://www.medibio.it, nella sezione NEWS c’è una raccolta di pareri di medici italiani sull’argomento. L’omeopatia, come diverse altre medicine complementari e tradizionali, è riconosciuta appunto in complemento alla medicina ufficiale in quasi tutti i Paesi occidentali civilizzati tranne l’Italia, ed anche in seno all’Organizzazione Mondiale della Sanità il ruolo delle medicine non convenzionali/complementari non è più in discussione da anni. Tutte le agenzie sanitarie regolatorie dei vari Ministeri della Salute del mondo sono composte da scriteriati? Non penso. E sono incompetenti i 20.000 medici iscritti all’Albo che in Italia quotidianamente utilizzano l’omeopatia/omotossicologia per curare i loro pazienti? Sono ignoranti gli accademici universitari che hanno condotto ricerche che ne comprovano l’efficacia? Sono incompetenti i legislatori Europei, che con una Direttiva esecutiva del 2006 hanno parificato in tutta Europa il farmaco omeopatico al farmaco allopatico? Ebbene, se è vero alla luce di quanto sopra esposto che il fatto che l’omeopatia funzioni parrebbe fuori discussione, il discorso dovrebbe allora legittimamente spostarsi sul perché questo paradigma medico funziona, e qui il confronto è più aperto che mai. Esistono ricerche sulla capacità dell’acqua di mantenere “memoria” di principi attivi anche quando essi sono molto diluiti, tramite la sua frequenza elettromagnetica. Parrebbe quindi sbagliata la contrapposizione che ormai da oltre un secolo vede da un lato i chimici classici e dall’altro gli omeopati: il discorso si sposterebbe dalla bio-chimica alla fisica quantistica! Consiglio a tal proposito la visione di questo video su Youtube: http://www.youtube.com/user/GUNATV#p/u/14/KPzi3rFZuM0, che vede niente meno che il Premio Nobel per la Medicina Luc Montagner – certamente non accusabile di essere un omeopata! – spingersi molto in là nel confermare la funzionalità della medicina dei bassi dosaggi, e con lui (e prima di lui) altri Professori come Emilio del Giudice, Giuseppe Vitiello e Giuliano Preparata, i quali hanno spostato il dibattito sui meccanismi di funzionamento dell’omeopatia dal campo della chimica di base (concetto del “tanto più, tanto meglio”) al campo della di Fisica Teorica e Quantistica, ponendo il relazione l’efficacia del principio attivo diluito con la capacità dell’acqua di farsi “medium” di informazioni grazie ai propri campi elettromagnetici. E allora questo ostracismo – mi permetto di ipotizzare – sarà forse dovuto al fatto che facendo una buona prevenzione la gente si ammala di meno e si tolgono “clienti” alle multinazionali farmaceutiche, sempre più voraci di profitti?

  2. evoluto per sbaglio ha detto:

    Caro Davide,
    scusa se non ti ho risposto prima ma alle tue domande per il momento non posso rispondere: sono troppe e su argomenti che per il momento non conosco. Il mio “opproccio” all’omeopatia è il seguente: mi vado a leggere gli ARTICOLI ORIGINALI scritti e pubblicati su riviste scientifiche. Solo così posso capire cosa hanno veramente detto gli autori e cosa intendono quando parlano di omeopatia. Per il momento ho letto solo gli articoli sugli studi clinici e ne ho scritto un po’ di post, poi mi leggerò gli articoli sulla memoria dell’acqua e poi altro… e poi magari ti saprò rispondere.

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