Una nuova arma contro i ciarlatani : il ridicolo

Alcuni ricercatori australiani hanno recentemente pubblicato un “manuale per il vero debunker” su come affrontare e smascherare i miti, le affermazioni dubbie, ascientifiche o anomale fatti dai complottisti o ciarlatani vari (qui)

Grazie ad esempi di facile comprensione il manuale ci fornisce delle preziose indicazioni su come presentare i fatti scientifici in modo corretto ed efficace e su come evitare il backfire effect (cioè il rafforzamento del mito).

Questo lavoro si basa su esperimeti di psicologia ed illustra le ragioni psicologiche che fanno sì che un mito sia intelletualmente più attrattivo di una spiegazione razionale e svela i meccanismi inconsci che entrano in gioco quando si cerca di smascherarlo.

Una delle tecniche presentate è quelle di non esporre nel dettaglio il mito che si vuole smascherare ma dare solo una descrizione limitata all’indispensabile. Se si espone il mito estesamente si aumenta nel lettore la familiarità con esso e quindi il pericolo che venga accettato come vero. Un’altra tecnica e quelle di esporre la spegazione nel modo più semplice possibile evitando delle spiegazioni molto complicate.

Qui sotto un esempio molto chiaro di come debunkare un mito sul riscaldamento planetario.

Vi é tuttavia un’altra arma, che gli autori del manuale hanno dimenticato di menzonare, per smascherare i vari ciarlatani pseudoscientifici in circolazione : il ridicolo.

Prendiamo questo esempio che ci viene da una ditta di terapie alternative: L’Himalayan Institute ci propone questo meraviglioso oggetto per irrigare le cavità nasali cioè pulirsi il naso (Neti pot per gli amici)

Purtroppo come spesso accade questi rimedi non sono solo inutili sono anche dannosi: due persone sono morte per averne fatto uso (qui). La causa è la un’ameba (organismo unicellulare) presente in quasi tutte le acque della terra: la Naegleria fowleri. Se l’ameba viene ingerita o bevuta, nessun problema, il nostro sistema digestivo se la mangia, il problema é quando viene “respirata” perche attraverso i bulbi olfattivi penetra nel cervello dove causa una meningoencefalite mortale. In italia i casi sono molto rari, il primo caso è stato documentato nel 2004 (qui), nel mondo sono circa 200 l’anno.

Insomma, nulla di preoccupante, se non che qualcuno ha inventato “l’autostrada per amebe” per penetrare nel nostro cervello.

Ora, si potrebbe cercare di convincere gli utilizzatori della totale inutilità dell’oggetto con argomenti scientifici, parlare della biologia delle amebe, illustrare gli studi epidemiologici, ricordare che non vi sono terapie per questo tipo di meningoencefalite … ma non é più semplice guardare le facce degli utilizzatori di questa nuova invenzione per essere convinti della sua inutilità ?

Proviamo insieme e ditemi se riuscite a stare seri:

Neti pot per androidi

Neti pot per Texas Rangers:

Questo utilizzatore è un vero hacker: mettere del Whisky nel suo Neti pot.

All together now!

Forse Madre Natura ci aveva già fornito un sistema per pulirci il naso: lo starnuto.

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Bibliografia:

Cook, J., Lewandowsky, S. (2011), The Debunking Handbook. St. Lucia, Australia: University of Queensland. November 5. ISBN 978-0-646-56812-6.

L’idea per questo post vi é venuta leggendo: http://ssaft.com/Blog/dotclear/index.php?post/2012/01/13/%5BFreaky-Friday-Parasite%5D-L-attaque-des-amibes-cerebrophages

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Homeopathy 1.0.1

Molti omeopati sostengono che l’omeopatia sia “un’altra medicina” che i principi dell’omeopatia siano compatibili con la medicina basata sul metodo scientifico. Vediamo se é cosí ho cercato d’installare Homeopathy 1.0.1 sul mio computer Linux:

# aptitude install homeopathy-1.0.1
I seguenti pacchetti NUOVI (NEW) saranno installati:
homeopathy-1.0.1{b}
ingenuity gullibility credulity, emotional-distress, irrationality
0 pacchetti aggiornati, 1 installati, 0 da rimuovere e 0 non aggiornati.
È necessario prelevare 18.5 B/18.5 MB di archivi. Dopo l’estrazione, verranno occupati 45.8 MB.
I seguenti pacchetti hanno dipendenze non soddisfatte:
gullibility: Va in conflitto: rationality ma 1:2.8.2 è installato.
homeopathy: Va in conflitto: evidence-based-medicine ma 0.9.0+dsfg1-2 è installato.
homeopathy: Va in conflitto: avogadrolib ma 1:3.0.1 sta per essere installato.
Le seguenti azioni permetteranno di soddisfare queste dipendenze:

Rimuovere i seguenti pacchetti:
1)     rationality
2)     evidence-based-medicine
3)     avogadro

Accettare questa soluzione? [Y/n/q/?] Y

Nop l’omeopatia non é compatibile.

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Pensierini di fine anno

There is a cult of ignorance in the United States, and there has always been. The strain of anti-intellectualism has been a constant thread winding its way through our political and cultural life, nurtured by the false notion that democracy means that “my ignorance is just as good as your knowledge”.

Isaac Asimov

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Sotto Natale siamo tutti più buoni (ovvero perchè non vi sono vaccini per AIDS, malaria e tubercolosi)

Siamo sotto Natale, è tempo per fare delle buone azioni e di pensare ai buoni propositi per l’anno prossimo.

Fare delle buone azioni ci fa sentire meglio ed allevia il nostro senso di colpa di occidentali ricchi, inquinatori ed egoisti.

Questo Natale propongo una soluzione alternativa e politicamente scorrettaelimineremo un senso di colpa invece di fare delle buone azioni  (avrà lo stesso effetto – più o meno).

Una colpa che sentimo come ricchi occidentali é di non occuparci della malattie dei paesi del terzo mondo. Cancro e malattie cardiovascolari sono in testa alle nostre preoccupazioni ma sono ben lungi da essere dei problemi che riguardano i paesi del terzo mondo anzi, sono ben lungi da essere problemi riguardanti l’umanità tout court. Ricordiamo che, nel mondo, tra le cause più importanti di morte vi sono (ancora) le malattie infettive, per i bambini fino ai 5 anni: la polmonite, la diarrea e la malaria (qui), per le madri l’AIDS (qui).

l’AIDS, la malaria, e la tubercolosi, sono queste le malattie che mi interessano oggi, per le quali, pur essendoci delle terapie, non vi sono vaccini che sono il metodo più economico ed efficace per controllare una malattia.

Si dice che non vi sono cure perchè fondamentalemente “non ci interessano economicamente”: nessuna industria farmaceutuca é disposta ad investire nello sviluppo di nuovi vaccini perchè i futuri clienti sono troppo poveri per pagarli. Il discorso é certamente vero, risponde ad un assunto (la nostra società è basata sul profitto) che, volenti o nolenti, é una nostra caratteristica.

ResearchBlogging.org Ma con l’aiuto di una pubblicazione di Rappuoli(1) e di un po’ d’immunologia cerchero di eliminare il senso di colpa.

Cominciamo con l’immunologia: la risposta immunitaria può essere di due tipi: risposta umorale tramite gli anticorpi (che sono proteine che riconoscono gli antigeni presenti sulla superficie dei batteri) e cellulo-mediata tramite i linfociti ed altre cellule del sistema immunitario (wiki).

La risposta immunitaria umorale è importante soprattutto nella difesa contro le infezioni batteriche (wiki); quella cellulo-mediata è efficace contro parassiti, virus, funghi e tumori.

E per quanto che riguarda l’immunologia siamo a posto veniamo ora a Rappuoli che ci presenta un grafico molto interessante:

Gli agenti patogeni nel riquadro in alto a sinistra sono quelli per cui vi sono vaccinazioni efficaci (Successful vaccines): morbillo, parotite, rosolia, polio, meningite, difterite, polmonite ed epatite B… Le ragioni per cui abbiamo vaccinazioni efficaci sono evidenti dal grafico: questi agenti infettivi inducono una risposta umorale (Protective immunity: Antibodies) e gli antigini cambiano molto lentamente o non cambiano del tutto (Antigen stability: 10 years/invariables).

Il processo di vaccinazione attiva la risposta umorale (le cellule B e le cellule T-helper, figura sotto) del nostro sistema immunitario. La cellula B una volta che é venuta in contatto con gli antigeni di un patogeno produce delle cellule di memoria (punto 3.). Questa é in grado di riconoscere anche a distanza di anni l’antigene a cui fu in contatto e montare un’attacco immunitario molto potente e rapido (punto 6.) contro l’agente patogeno (qui)

Gli agenti patogeni nel riquadro inferiore della figura : HIV, malaria a tubercolosi inducono la difesa cellulo-mediata. Questi agenti pongono dei problemi; non si possono avere vaccinazioni efficaci contro questi patogeni. Perchè?

La cosa me la spiego così: la risposta umorale produce plasma cellule, cellule con memoria che sono capaci di sintetizzare rapidamente anticorpi per combattere l’agente patogeno, ma la risposta cellulare non produce cellule che conservano il ricordo del patogeno, in questo caso una vaccinazione ha un effetto limitato o non lo ha del tutto.

Vi sono poi delle complicazioni supplementari per questi tre agenti patogeni legate alla loro specificitá:

AIDS: Gli antigeni dell’HIV cambiano rapidamente, una vaccinazione contro un ceppo di HIV non da protezione contro un’altro ceppo.

Inoltre l’HIV infetta le cellule linfociti T che sono un elemento chiave del sisteme immunitario rendendolo inefficace e per ultimo determanado l’insorgenza di infezioni o malattie opportuniste.

Tubercolosi: invece infetta e si “nasconde” dal sistema immunitario nei macrociti, i macrociti sono le cellule necessarie per digerire gli agenti patogeni. Lì possono restare anche per anni in stato quiescente, riattivandosi quando il sistema immunitario ha abbassato le difese (per esempio nel caso dell’AIDS).

Malaria: Per quel che riguarda la malaria anche se i suoi antigeni cambiano lentamente (10 anni) ma il suo ciclo nell’uomo è estermamente compleso, si “nasconde” in cellule umane e presenta molti antigeni differenti.

Insomma l’alibi che ho trovato per la nostra coscienza è il seguente: non è vero che non ci occupiamo dei poveri ma contro malaria tubercolosi ed AIDS era difficilissimo sviluppare dei vaccini. Solo oggi abbiamo le conoscenze e le capacità scientifiche per farlo grazie ai progressi fatti a partire degli anni 80, nel campo della vaccinologia e nella comprensione del funzionamento del sistema immunitario (2).

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  1. Rappuoli R, & Aderem A (2011). A 2020 vision for vaccines against HIV, tuberculosis and malaria. Nature, 473 (7348), 463-9 PMID: 21614073.
  2. e sono disponibili ingenti fondi dalla fondazione Bill e Melinda Gates…
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Ma voi lo avete mai visto un neutrino?

Ho appena scovato questo favoloso video sulla “congiura degli scienziati”:

What the science is up to

Dubbi li avevo gia da tempo: prima ci dicono che le vitamine fanno bene poi che fanno male (qui) prima ci dicono che non si deve sgridare i bambini, poi che si deve (qui), prima ci dicono che non si può superare la velocità della luce, poi ci dicono che si può.

Ma voi lo avete mai visto un neutrino?, un virus?, una molecola di DNA? la gravitazione universale? un’idraulico nel weekend?

Insomma perché cambiano sempre idea?, perche non ci dicono come veramente stanno le cose? a che cosa stanno giocando? La Big Pharma, il riscaldamento globale, gli OGM e gli ONG, qual’è il loro scopo? chi c’è dietro a tutto questo?

CUI PRODEST?

Finalmente qualcuno ha il coraggio di porsi le VERE domande e smascherare l’ipocrisia degli scienziati!

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Medicina alternativa e cure palliative del cancro all’ovaio

So che chiedersi se la medicina alternativa é efficace come cura paliativa del cancro é come chiedere qual’é il miglior ristorante inglese di Milano … la domada non ha senso. Ma ci sono dei ricercatori che hanno preso questa domanda sul serio ed hanno condotto uno studio clinico sul problema:

A prospective, randomized trial of complementary/alternative medicine for women with ovarian cancer P. Judson, E. Dickson, Y. Xiong, J. Peterson,M. Geller, R. Ghebre, P. Argenta, L. Carson, A. Jonson, L. Downs. Gynecologic Oncology 116 (2010) S369.

Lo studio: 43 donne sottoposte a 6 cicli di chemoterapia per un cancro all’ovaio sono state divise in due gruppi, al primo gruppo veniva offerto un trattamento con medicina alternativa dopo ogni ciclo di chemioterapia (massaggi terapeutici, ipnosi, e tocco terapeutico), il secondo gruppo non riceveva nulla e serviva da controllo. Le pazienti hanno completato dei questionari sulla qualità di vita prima dell’inizio della terapia, al terzo, al sesto trattamento e a sei mesi dopo la fine dei cicli chemioterapici. Nella stessa occasione veniva anche prelevato del sangue ed un campione di saliva.

L’obbiettivo dello studio era di valutare l’impatto sulla qualità di vita, la riduzione degli effetti collaterali della chemioterapia ed i miglioramenti del profilo immunologico delle pazienti sottoposte al trattamento con medicina alternativa.

I risultati mostrano che tra i due gruppi:

  • non vi sono differenze nel profilo immunologico,
  • non vi sono differenze nella qualità di vita,
  • non vi sono diferenze negli effetti collaterali della chemioterapia.

In un post precedente abbiamo visto come la medicina alternativa non é una cura alternativa per il cancro al seno e che le pazienti che la usano hanno un’evoluzione più rapida della malattia (qui). La domanda che un difensore della medicina altrenativa ci può fare è :

“Ma lo sanno tutti che non serve per curare il cancro!, serve piuttosto per alleviare gli effetti devastanti della chemioterapia, per migliorare la qualità di vita dei pazienti!”.

Questo studio sembra montrare il contrario anche se è uno studio limitato e non é stato pubblicato in una rivista con comitato di lettura ma è stato presentato ad un congresso.

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John Snow, William Farr, Joseph Lister e la teoria dei germi

Durante l’800 si affrontano in Europa due teorie che spiegano l’origine dalle malattie: la teoria dei miasmi e la teoria dei germi.

Per la prima, la cattiva qualità dell’aria è origine della malattia per la seconda le cause sono invece degli organismi viventi microscopici: i germi.

ResearchBlogging.org

Nel 1853 scoppia un’epidemia di colera a Londra e William Farr, un ufficiale del censo, prova statisticamente che gli abitanti dei quartieri vicini al Tamigi avevano più probabilità di morire di colera. Questo lavoro era una forte prova in favore della teoria dei miasmi perché i quartieri più vicini al Tamigi, ad altitudini più basse, avevano un’aria più “mefitica” o inquinata mentre nei quartieri in posizione più elevata, come per esempio Hampstead, l’aria era più pulita ed i suoi abitanti erano quindi risparmiati dal colera.

La sua conclusione era che: l’infezione era causata da un gas venefico generato da scarichi e fognature che si diffondeva nell’aria e poteva raggiungere i pazienti.

Nella sua analisi statistica emerse anche un altro fatto importante: le morti per colera erano più frequenti per gli abitanti riforniti da due compagnie dell’acqua la Southwark & Vauxhall e la Lambeth.

John Snow utilizzò il lavoro di Farr ma diede un’altra interpretazione dei risultati: le morti erano più frequenti nei quartieri più bassi perchè si rifornivano dalla pompa di Broad Street che era contaminata con bacilli del colera.

Snow doveva però spiegare molte eccezione alla sua teoria: perche vi sono stati morti di colera tra chi abitava lontano dalla pompa di Broad Street e nello stesso tempo molti abitanti che vivevano in prossimità non furono malati:

Aiutate Snow a risolvere il caso (qui):

Entrambe le teorie partivano dai dati raccolti da Farr e spiegavano perche l’epidemia era più violenta nei dintorni di Broad Street ma una sola era l’interpretazione giusta.

Quando Snow staccò la pompa a Broad Street il picco epidemico era già passato e tale iniziativa non fu molto utile. Il lavoro di Snow fu pubblicato in un libro che venne poi fortemente criticato:

There is, in our view, an entire failure of proof that the occurrence of any one case could be clearly and unambiguously assigned to water. Notwithstanding our opinion that Dr Snow has failed in proving that cholera is communicated in the mode in which he supposes it to be, he deserves the thanks of the profession for endeavouring to solve the mystery. It is only by close analysis of facts and the publication of new views, that we can hope to arrive at the truth. (London Medical Gazette, 1849)

Nel 1966 scoppia una seconda epidemia di colera a Londra, Snow era già morto da 8 anni ma la teoria dei germi stava cominciando a prendere piede grazie ai lavori di Pasteur e Jenner. Farr si era convertito alla teoria dei germi e dimostrò che i casi di morte potevano essere messi in relazione alla pompa in cui si attingeva l’acqua piuttosto che al luogo dove si abitava.

La teoria dei germi ebbe un’importante conseguenza: i germi sono microorganismi viventi che possono essere uccisi da sostanze antibatteriche o disinfettanti. Joseph Lister propose di usare l’acido fenico (che Lister chiamava carbolic acid) come disinfettante sulle ferite, fu la nascita del metodo per prevenire le infezioni (asepsi), metodo che rivoluzionò la chirurgia e la cura dei malati.

Queste sue scoperte furono riassunte in un articolo in pubblicato il 21 Settembre 1867 sul British Medical Journal.

http://www.bmj.com/content/2/351/246

Questa scoperta, che tutt’oggi usiamo senza rendercane conto, ha permesso di salvare vite a milioni di persone. Lister, Snow e Farr applicarono un approccio scientifico, basato sull’evidenza sperimentale, allo studio di problemi medici.

Lister J (1867). On the Antiseptic Principle in the Practice of Surgery. British medical journal, 2 (351), 246-8 PMID: 20744875

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La saggezza del popolo ovvero la statistica secondo l’omeopatia

In un blog Edzard Ernst parla di un sondaggio condotto sull’utilizzo della medicina alternativa e complementare in Inghilterra. Alla domanda su quali medicine alternative sono le più efficaci gli intervistati rispondono come segue (qui):

Per il 28% osteopatia e chiropratica; agopuntura il 18%; riflessologia il 18%; omeopatia l’8%; reiki il 4%.

Considerando i grandi limiti che queste statistiche hanno, (cosa significa sicuramente effettiva? che campione é stato utilizzato, ecc..) si nota un’interessante trend: le terapie complementari che hanno una probabile efficacia sono in testa alla classifica, mentre le terapie su cui non vi è nessuna prova dell’efficacia sono in coda. In sostanza nonostante il martellamento mediatico dell’omeopatia i pazienti sono capaci di formarsi autonomamente la loro opinione, questi risultati mostrano che vi è una correlazione tra la reale efficacia e la sua percezione.

Ancora più interessante è confrontare questi dati con i recenti risultati di un’altro sondaggio riportato dal blog del medico oeopata Magnetti su “La Stampa” (qui).

Secondo questo sondaggio ben la metà dei medici italiani di base (54%) sono d’accordo nell’omeopatia “quando si tratta di proporla al paziente”.

Ma anche se più della metà dei medici propone l’omeopatia non sembrano avere molto successo nel convincere i loro pazienti perche “si contano 11 milioni di sostenitori” (cioè solamente il 20% della popolazione italiana).

Se poi si mettono insieme le due statistiche si potrebbe pensare che vi è una grossa differenza tra chi la sostiene (20%) e chi crede sia veramente efficace (8%): più o meno la metà dei sostenitori crede nell’efficacia dell’omeopatia. Gli altri probabilmente lo fanno per inerzia, perchè condizionati dalla pubblicità, non informati o forse perche “tanto non fa male”.

Magnetti si lascia scappare un’ennesima confessione sulla non-scientificità dell’omeopatia, infatti dice (mio grassetto):

Coloro che la sostengono e la propongono ai loro pazienti sono quelli che “hanno raccolto esperienze in determinati dati clinici” o che “credono” in questo tipo di terapia.

È moto interessante l’uso del termine credere: si crede in una fede o se non si conosce la realtà ma non si crede in un fatto dimostrato (scientificamente o no).

Conclusione: la statistica è sempre mooolto gentile con l’omeopatia.

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Medicina complementare ed alternativa per la cura primaria del cancro al seno.

ResearchBlogging.org Ritorniamo sulla medicina complementare e alternativa, e soprattutto sul potenziale pericolo insito nell’associare medicina con gli aggettivi complementare ed alternativa.

Un gruppo dell’Università di Portland si è occupato di studiare l’effetto delle cure alternative e complementari se utilizzate come cura primaria del cancro al seno. Il lavoro, dal titolo molto esplicativo, è stato recentemente pubblicato:

Han E, Johnson N, DelaMelena T, Glissmeyer M, & Steinbock K (2011). Alternative therapy used as primary treatment for breast cancer negatively impacts outcomes. Annals of surgical oncology, 18 (4), 912-6 PMID: 21225354

Gli autori hanno identificato 61 pazienti che negli ultimi dieci anni hanno avuto una diagnosi di cancro al seno ed hanno o rifiutato o ritardato le cure standard (allopatiche) in favore di un trattamento primario di tipo complementare o alternativo. Le pazienti sono state contattate telefonicamente ed è stato richiesto di sottoporsi ad una visita di controllo. Le pazienti sono state divise in due gruppi: un gruppo che ha ritardato o rifiutato la chirurgia (chiamato Surgery Sub Group, SSG) ed un secondo che ha ricevuto l’asportazione chirurgica del tumore ma non ha seguito, o ha seguito in maniera discontinua, la terapia adiuvante (chiamato Adjuvant Sub Grouop ASG).

Il tipo di terapia complementare scelto dalle pazienti è stato:

Erbe/vitamine 82%, dieta 62%, religione 6%, chelazione/detossificazione 8% (la somma è superiore a 100% perche le pazienti potevano scegliere più di un tipo di terapia complementare).

Per ogni paziente l’età, le caratteristiche e lo stadio di sviluppo del tumore, sono stati registrati, durante la vista di controllo (e nelle successive visite).

La sopravvivenza a 10 anni è stata stimata (grazie ad un sofware specifico) sulla base della gravità del tumore e dell’età e comparato con la sopravvivenza realmente osservata nelle pazienti.

I risultati nel gruppo SSG sono: nel 96% dei casi vi è una progressione del tumore: il diametro medio del tumore alla prima visita di controllo é di 2.0 cm nella successiva visita 7.8 cm. Il 50% delle pazienti sono morte durante il periodo di studio (4 anni e mezzo). Il tasso di sopravvivenza a 10 anni stimato è del 69% ma quello osservato cade al 36%.

I risultati nel gruppo ASG sono: 86% hanno avuto progressione del tumore, 20% delle pazienti sono morte. Il periodo in cui il tumore non si é ripresentato (relapse free time, tempo di non recidività) stimato è di 59% ma l’osservato è del 13%.

Una misura, molto drammatica del rischi a cui ci si espone rifiutando l’asportazione chirurgica del tumore é data dalla seguente tabella nella quale si presentano le stime della sopravvivenza a 10 anni se si ha subito la rimozione chirurgica o no, comparate con il tasso realmente osservato:

Se nel caso della chirurgia ritardata (Delayed surgery) la differenza tra tasso di sopravvivenza stimata e quello osservata “non è grande” (73.6 contro 60%), nel gruppo che ha rifiutato la chirurgia (Omitted surgery) il tasso precipita dal 69.5% (stimato) al 36.4% (osservato).

The decision not to have surgery had an profoundly negative impact on their outcome regardless of natural regimen used.

Malgrado la resistenza iniziale alla terapia standard molti di queste pazienti accettarono interventi chirurgici, chemioterapia e trattamenti ormonali.

Conclusions. Alternative therapies used as primary treatment for breast cancer are associated with disease progression and increased risk of recurrence and death.

Gli autori descrivono anche alcuni scenari che si possono presentare di fronte ad un medico: frequentemente un paziente considera un caso aneddotico letto su una flyer di un medico alternativo come una prova dell’efficacia del trattamento. Il medico non ha generalmente dati per ribattere a questa affermazione, se non dei casi altrettanto aneddotici di pazienti che non hanno avuto alcun effetto dalla terapia complementare.

Il consiglio degli autori per i medici che hanno in cura pazienti che rifiutano la terapia standard è di evitare un giudizio e di mantenere un canale di comunicazione aperto con la paziente e di spiegare chiaramente che può ritornare senza esitazione se sentono che vi è deterioramento delle condizioni di salute o se cambiano opinione sulla terapia standard:

Of utmost import is avoidance of judgment and assurance that patients understand that they may return without hesitation if they perceive disease progression or if they change their minds about accepting traditional therapy. In this series of 61 patients only 4 did not return to our clinic when they saw clear signs of progression.

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Flowchart: azioni e reazioni nella medicina alternativa

È comparso sul sito di Mother Jones un bel flowchart sulla disinformazione scientifica ed in generale sulle teorie complottiste.
Anch’io ho provato a farene uno, é facile perchè le reazioni dei complottisti ( leggi anche omeopati, sostenitori della medicina alternativa, anti-vaccinisti …) sono assolutamente prevedibili.

Ho trovato ispirazione nell’imbattibile sito di EmergenzAutismo.

A proposito vi é uno studio sulla terapia dell autismo con sindrome del cromosoma fragile, perche EmergenzAutismo non ne parla?

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