Circola in questi giorni una documento riguardo le perplessità legate alla vaccinazione contro l’influenza A. Si tratta di un pamphlet che cerca di dimostrare la pericolosità degli adiuvanti presenti in vari tipi di vaccini, probabilmente originato dal sito www.mednat.org che si propone come visione “alternativa” ad alcuni problemi di salute pubblica.
Il documento sa insinuare il dubbio e la paura verso la vaccianazione, (ed in generale verso l’establishment medico e la Big Pharma) attraverso mezze affermazioni, frasi ambigue, esagerando alcune notizie e tacendone altre.
Il testo si presenta con un taglio oggettivo e scientifico citando quotidiani stranieri o articoli scientifici e facendo derivare da questi la teoria sulla pericolosità dei vaccini.
Purtroppo le affermazioni scientifiche sono generalmente sbagliate ed i riferimenti ad articoli scientifici sono riportati in maniera parziale, fuorviante o completamente falsa.
Le prove scientifiche a sostegno della pericolosità dei vaccini sono presentate come verità assolute ma altri lavori o prove che relativizzano o che contraddicono la loro teoria sono completamente dimenticate.
In questo mio blog cercherò di esaminare la fondatezza delle sedicenti prove scientifiche proposte nel testo. Ho aggiunto i miei commenti nel testo. Buona lettura.
Dubbi, perplessità e paure accompagnano la campagna di vaccinazione contro l’influenza A. In Italia l’immunizzazione di massa è ormai iniziata, ma pochi medici vi si sottopongono. Che cosa li preoccupa? Il primo problema è quello degli additivi e dei loro effetti collaterali.
C’è un lato oscuro riguardante l’influenza H1N1 e stavolta non si parla dei dati sulla gravità, sui malati o sui decessi, ma su quelli relativi al vaccino.
Realizzato in pochi mesi e, per questo, senza il tempo necessario di essere testato in modo adeguato, potrebbe nascondere degli effetti collaterali gravi per la salute umana. Per di più, nonostante sia prescritto ai malati cronici, in realtà, non è mai stato testato su di loro ma solo su un campione di popolazione sana. Questo basta a spiegare i dissensi da parte di alcuni medici e studiosi che considerano pericolosa la composizione del vaccino.
COMPOSIZIONE DEL VACCINO
Il vaccino conterrebbe lo squalene, l’immunocoadiuvante MF59 che ritroviamo nei vaccini sperimentali (sperimentali perché testati in fretta).
Dal Daily Express leggiamo: “Il nuovo vaccino contro l’influenza suina contiene una tossina mortale per il cervello legata all’autismo, il morbo di Alzheimer e la sclerosi multipla. Il vaccino contiene metalli pesanti, quali il mercurio e un altra sostanza nota come squalene usata per stimolare il sistema immunitario a rispondere al vaccino. Alcuni scienziati ritengono che lo squalene sia responsabile di malattie autoimmuni, tra cui la sclerosi multipla, artrite reumatoide e il lupus I professionisti medici e attivisti di salute sono preoccupati per i rischi di cocktail di sostanze chimiche in esso contenuti. Dr Richard Halvorsen, autore di ” la verità riguardo ai Vaccini”, ha dichiarato: “Il mercurio è una delle sostanze più tossiche conosciute per l’uomo. Non dovrebbe avere posto in qualsiasi altro vaccino per chiunque di qualsiasi età.”
Il Daily Express é un giornale scandalistico inglese, nessuna delle affermazioni fatte qui sopra può essere verificata. Del resto oggi riporta l’articolo di un eremita indiano che pretende curare tutte le malattie immergendosi nel fango inquinato sui bordi del Gange:

The Hindu hermit now lives in the polluted mud banks of the River Ganges (Daily Express)
Lo squalene è una sostanza presente naturalmente nell’organismo umano, soprattutto nel sistema nervoso. Questo fatto non darebbe, in una situazione normale, alcuna ragione al sistema immunitario di aggredirlo. Il problema è che l’iniezione è una via d’ingresso “anormale” dello squalene nel corpo, ed è proprio questo che fa sì che tale sostanza sia improvvisamente considerata “cattiva” dal sistema immunitario e quindi aggredita, ovunque si trovi, nel sangue come nel sistema nervoso dove è vitale.
Questa affermazione non ha senso, la concentrazione di squalene indica al sistema immunitario che vi é in corso un infezione e pertanto richiama macrofagi e mobilita il sistema immunitario per produrre anticorpi.
A sostegno di quest’affermazione vi è una ricerca condotta alla Tulane Medical School sui veterani della Guerra del Golfo vaccinati contro l’antrace con un vaccino contenente l’immuno-coadiuvante MF59 (ovvero contenente lo squalene).
Questa affermazione é falsa il vaccino non conteneva MF59.
In quell’occasione migliaia di soldati USA morirono di una malattia denominata Sindrome della Guerra del Golfo (Gulf War Syndome) Una delle cause di quest’orribile sindrome fu atribuita allo squalene, che era contenuto nei vaccini sperimentali inoculati ai militari. Tale ricerca ha dimostrato che:“ … la maggioranza sostanziale (95%) dei pazienti che svilupparono la Sindrome della Guerra del Golfo (Gulf War Syndome) aveva anticorpi verso lo squalene.
Tutti (100%) i pazienti GWS immunizzati per il servizio Tempesta del Deserto/Scudo del Deserto che non furono impiegati, ebbero gli stessi segni e sintomi di quelli che lo furono, ovvero anticorpi allo squalene. Per contro, nessuno (0%) dei veterani impiegati nel Golfo Persico senza segni e sintomi della GWS avevano anticorpi allo squalene. Né i pazienti con malattie idiopatiche e autoimmuni, né i controlli sulla salute mostravano un siero riconoscibile di anticorpi allo squalene. La maggioranza dei pazienti con i sintomi della GWS avevano invece detto siero”.
Generalmente si cita l’articolo originale in maniera completa in modo che gli interessati possano andare a consultarlo per verificare le affermazioni. Ho ritrovato l’articolo, che si puó leggere qui, questi sono i riferimenti bibliografici: “Antibodies to Squalene in Gulf War Syndrome”. Pamela Asa et alt., Experimental and Molecular Pathology 68, 55–64 (2000).
Gli autori dell’articolo dicono che vi é una correlazione tra gli anticorpi contro lo squalene (ASA) e la Sindrome della Guerra del Golfo (GWS – Gulf War Syndrom) e non tra le vaccinazioni e la GWS. Gli stessi autori commentano che:
It is important to note that our laboratory-based investigations do not establish that squalene was added as adjuvant to any vaccine used in military or other personnel who served in the Persian Gulf War era.
Che tradotto a braccio: “È importante notare che i test di laboratorio non stabiliscono se lo squalene é stato aggiunto come adiuvante nei vaccini…”.
Inoltre concludono:
Further studies are required to define the role of ASA, if any, in the pathogenesis of GWS.
Ulteriori studi sono necessari per stabilire il ruolo, se esistente, tra gli anticorpi contro lo squalene (ASA) e la patogenesi della GWS (Sindrome della Guerra del Golfo).
Questo articolo è stato pubblicato prima che fosse reso noto che i vaccini usati contro l’antracite e somministrati ai soldati USA e UK non contenevano squalene ma idrossido di aluminio. Informazione che si puó leggere qui, sul sito del OMS. Piú di 22 milioni di persone sono stati vaccinati dal 1997 ad oggi con vaccini contenenti squalene 10 mg senza avere riscontrato alcun effetto indesiderato o GWS. Un articolo più recente dimostra che la maggior parte degli adulti che abbiano ricevuto o no la vaccinazione con l’adiuvante hanno anticorpi contro lo squalene: Matyas et al. “Detection of antiboides to squalene III. Naturally occurring antibodies to squalene in humans and mice”. JIM 286 (2004) 47-67 (consultabile qui)
Ma gli autori del pamphlet, sentendosi inspirati sulla teoria della tossicitá dello squalene, proseguono con un secondo articolo scientifico:
Ad avvalorare questa teoria vi sono anche esperimenti di laboratorio sui topi, ai quali sono stati iniettati una serie di coadiuvanti compreso il MF 59. Ecco il resoconto nel “Survey of human-use adjuvants di Kenney ed Edleman: “…tutti i coadiuvanti iniettati nei topi si sono dimostrati tossici. Tutti i topi hanno sviluppato una malattia simile alla sclerosi multipla che li ha lasciati invalidi, costretti a trascinare lungo le gabbie le loro parti posteriori paralizzate. Lo squalene causa artriti gravi (gravità di livello 3 su una scala di 4 valori). Lo squalene negli esseri umani in concentrazioni di 10-20 parti per miliardo causa serie difficoltà a livello del sistema immunitario, quali artriti reumatodi e lupus.”
Stando a quanto trovato su internet l’articolo di “Kennedy ed Edelman” dovrebbe essere questo: Richard Kennedy and Robert Edelman “Survey of human-use adjuvants” Expert Review of Vaccines April 2003, Vol. 2, No. 2, Pages 167-188, consultabile qui. In nessun parte dell’articolo gli autori dicono quanto riportato sulla pericolosità della squalene sui topi: cioè la citazione é completamente falsa. Gli autori anzi assericono che:
MF59has been tested in a variety of animal species showing a good safety profile and a significant increase of immune response to several subunit antigens includingcytomegalovirus (CMV), HSV,HIV, hepatitis C virus (HCV), HBV and influenza antigens.
MF59, testato in diverse specie animali, ha mostrato un buon profilo di sicurezza e un aumento significativo della risposta immunitaria contro varie subunità antigeni tra cui citomegalovirus (CMV), HSV, HIV, virus dell’epatite C (HCV), HBV e antigeni influenzali.
L’articolo aggiunge che l’adiuvante é stato testato su pazienti sani ed ha mostrato un “profilo di reattivita antigenica accettabile” e che altri studi clinici per testare la sicurezza sono tuttora in corso (l’articolo é stato pubblicato nel 2003).
MORTI SOSPETTE IN SVEZIA E REAZIONI ALLERGICHE CAUSATE DAL VACCINO
A destare allarmismi si aggiunge il decesso delle quattro infermiere svedesi (???) che si erano sottoposte a vaccinazione, usando il farmaco Pandemrix della GlaxoSmithKline, un preparato contenente mercurio e squalene. Al momento c’è un’indagine in corso: è quindi ancora tutto da verificare se le morti siano “accertate”.
Dal tabloid svedese Expressen leggiamo: “Quattro decessi sono attualmente oggetto di indagine in Svezia; in ottemperamento alle disposizioni vigenti i decessi sono stati segnalati all’autorità sanitaria incaricata della farmacovigilanza, poiché la campagna di vaccinazione contro l’influenza suina in Svezia è già iniziata da due settimane. Non sono stati evidenziati collegamenti tra questi decessi ed il vaccino. Ciò nonostante questi decessi sono stati sufficienti per rinfocolare le campagne degli scettici nei confronti della vaccinazione contro l’influenza suina che, in Svezia, è stata finora causa della morte di due persone.”
Vi è poi TAZ, un’agenzia informativa tedesca che aggiunge: “Una correlazione con il vaccino non può essere esclusa.”
Ci sono anche stati i primi casi di ricoveri avvenuti a causa delle forti reazioni alla vaccinazione: i primi sintomi che si denunciano sono febbre, dolori muscolari, mal di stomaco, mal di testa, vertigini, stanchezza seguiti da forti dolori in sede di iniezione e da un senso di costrizione toracica che causa dispnea.
Leggendo dal sito della Medical Products Agency Svedese si scopre una veritá ben diversa: sino ad oggi sono state distribuite in Svezia 1.4 milioni di dosi di Pandemrix e sono stati riportati circa 200 casi di effetti non desiderati dai responsabili medici. Tra questi ci sono 5 casi di morte.
Deaths reported
Thursday, October 29, 2009
Five reports of death have been received all of which have had a temporal association with vaccination. The time between the vaccination and the death has varied between 12 hours and 4 days. These five patients had previously known chronic diseases such as cardiovascular disease, diabetes, renal failure, dystrophic muscle disease and senile dementia. All patients were on chronic medical treatment. Three of the patients were >74 years, the two others between 54 and 65. Autopsy result is available for the first reported case. This showed that the patient suffered from generalized atherosclerosis and previous heart attacks. The other reports are still under investigation and autopsy results are awaited. From what has emerged so far for these cases, there is nothing to support a causal association between the vaccination and the death.
In assessing the number of reported deaths, it is important to take into account that in Sweden on average 200-250 deaths occur per day and at present a large proportion of the population, particularly the elderly and other risk groups, are being vaccinated. The majority of deaths occurring daily in Sweden are older people with complications of chronic diseases.
I casi di morte hanno una correlazione temporale con la vaccinazione. Vale a dire oggi vaccino il paziente e dopo 12 ore o 4 giorni il paziente muore.
Tre pazienti avevano piú di 74 anni e gli altri tra 54 e 65 e tutti avevano patologie croniche ed erano in trattamento cronico per : malattie cardiovascolari, diabete, insufficienza renale, distrofia muscolare e demenza senile. A quanto pare il governo Svedese fa ancora lavorare come infermiere dei vecchietti dementi, cardiopatici o incapaci di muoversi (distrofia muscolare). E noi che ci lamentiamo se andremo in pensione a 65 anni !!!.
Un’autopsia ha mostrato che un paziente soffriva di aterosclerosi e precedenti attachi di cuore. Le altre autopsie sono in corso.
La nota conclude che ci sono ogni giorno in Svezia tra 200 e 250 casi di morte per la maggior parte dei casi persone anziane con problemi di salute cronici.
Se si considera solamente questi dati provenienti dalla Svezia (1,4 milioni di vaccini, 200 effetti indesiderati e 4 casi di morte probabilmente non legati al vaccino), si può tranquillamente pensare che il vaccino é sicuro e sperimentato.
ESPERTI ITALIANI, VACCINO E’ SICURO E SPERIMENTATO
In mezzo al groviglio di dubbi e perplessità, arriva le risposte rassicuranti del direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanita (Iss), Giovanni Rezza, e il virologo Fabrizio Pregliasco, dell’università di Milano. Il vaccino contro l’influenza A è “sicuro” e “sperimentato”: è quello che hanno ribadito il 25 ottobre a ‘Domenica in’ insieme al presidente dell’Ordine dei medici di Roma, Mario Falcone, in uno spazio informativo dedicato alla nuova influenza. “Il vaccino – ha replicato Rezza – non è un prodotto sperimentale ed è prodotto con le stesse modalità con cui da anni si produce il vaccino per l’influenza stagionale. Inoltre – ha ricordato – il vaccino è stato approvato dall’autorità regolatoria europea sui farmaci, l’Emea”. Ammesso che “tutti i farmaci possono dare rari effetti collaterali, anche gravi, questo vaccino è testato e sicuro”. Lo ha ribadito anche lo stesso viceministro Fazio, intervenuto telefonicamente, che ha ricordato che “la vaccinazione è facoltativa” ed è rivolta ai servizi essenziali, “per non correre il rischio di paralizzare settori vitali del paese” e alle categorie a rischio, “per i quali qualsiasi influenza puo’provocare danni seri”, e in seconda battuta ai giovani fino ai 27 anni “che si sono dimostrati la fascia di età più colpita”.
Allora cosa preoccupa l’alta percentuale dei medici che hanno deciso di non sottoporsi all’immunizzazione? Ricordiamo che, ad esempio, a Milano, prima città italiana in cui giunge il vaccino, sei medici su dieci lo rifiutano e negli USA, mentre il presidente Obama dichiara lo stato di emergenza, trapela la notizia che non farà vaccinare le sue due figlie.
La vaccinazione é facoltativa ogni medico o personale sanitario può decidere, dopo aver valutato i pro ed i contro se vaccinarsi, non credo sia una cosa preoccupante. La decisione può essere basata sulla percezione della gravità dell’epidemia, che molti stimano non essere grave, piuttosto che sulla pericolosità del vaccino.
I dati non aiutano di certo ad allentare i sospetti. Poche, al momento, le fonti reperibili per approfondire questo dilemma. Segnaliamo l’indirizzo ad un portale sulle medicine alternative che racchiude informazioni inedite riguardanti il vaccino contro l’H1N1, tra cui la raggelante testimonianza video inerente una giovane donna che, dopo essersi vaccinata, ha subito gravi danni neurologici: http://www.mednat.org/vaccini/influenza_suina.htm
Morale: diffidate dei sedicenti scienziati e cercate tra gli amici qualcuno che può fare chiarezza sull’argomento, uno zio medico od un vicino farmacista. In ogni caso un paio di minuti spesi fare una ricerca su internet mettendo in un motore di ricerca le parole chiave squalene, adiuvante o Sindrome della Guerra del Golfo potrebbero chiarire molte cose. Le risorse in rete esistono eccome! Il sito Mednat si propone come voce “alternativa” che in effetti, non è perché non propone nessuna visione alternativa ai problemi sollevati: sembra essere fatto solamente allo scopo di sfogare i deliri dei suoi autori.