Il legame tra la vaccinazione MPR, l’autismo e … gli interessi economici del dott. Wakefield

Il Dottor A. Wakefield, che aveva pubblicato nel 1998 un lavoro su Lancet dove ipotizzava una relazione tra la vaccinazione contro morbillo, parotite, rosolia (MPR) e l’autismo, é stato giudicato “disonesto ed irresponsabile” dal Consiglio dei medici inglese (General Medical Council).

L’articolo metteva in correlazione delle malattie infiammatorie croniche intestinali (inflammatory bowel disease) e l’autismo in un gruppo di dodici bambini ricoverati al Royal Free Hospital di Londra. La rivista Lancet, che aveva pubblicato il lavoro, ha ritirato la pubblicazione ed ora appare sul sito con un desolante Retracted stampato attraverso la pagina (qui).

Il dott. Wakefield era stato il primo ad ipotizzare una correlazione tra la vaccinazione MPR e l’insorgenza dell’autismo. Dal suo lavoro è nata una campagna mediatica che dall’Inghilterra si è diffusa in tutto il mondo che accusava le ditte farmaceutiche ed il governo inglese di sottostimare i pericoli legati alla vaccinazione.

Il legame tra vaccinazione e autismo, secondo Wakefield é il seguente:

 

Il virus attenuato del morbillo, presente nel vaccino MPR, causa dei disordini intestinale che modificano la permeabilità della mucosa.

La mucosa intestinale danneggiata assorbe più peptidi non completamente digeriti derivati da cibi quali orzo, segale avena e caseina.

Tali peptidi modificando il livello di oppioidi nel sistema nervoso centrale.

Questo squilibrio distrugge la normale neuroregolazione del cervello e causa l’autismo.

È la cosiddetta teoria dell’eccesso di oppioidi formulata da Panksepp anche definita “leaky gut”.

Ma andiamo con ordine, il caso cominciò nel 1998 con la scoperta dopo la vaccinazione MPR dodici bambini  avevano sviluppato dei disturbi intestinali ed erano divenuti autistici.

I risultati del lavoro sono riportati nella tabella seguente, tratta dal lavoro originale, leggerla oggi, anche sapendo che é frutto di una falsificazione, vengono i brividi. La tabella elenca i bambini osservati (Child), la diagnosi comportamentale ed il fattore identificato come scatenante la patologia (MMR nel testo cioè MPR in italiano la vaccinazione morbillo-parotite-rosolia).

Tavola 2 lavoro di Wakefield, The Lancet 1998

Dieci bambini su 12 hanno dei disturbi comportamentali associati all’autismo (colonna 2), la causa scatenante é la vaccinazione MPR identificata dai genitori o dal medico curante, (colonna 3 – Exposure Identified by parents or doctor). La colonna 4 riporta il tempo intercorso tra la vaccinazione e la comparsa dei primi disordini neuropsichiatrici, e qui é veramente da paura perché tutti i sintomi sono osservati tra 1 giorno e 2 settimane dopo la vaccinazione (la media é di 4,6 giorni!). Il bambino nr 7 ha avuto delle convulsioni ed un rifiuto del contatto visivo (un primo sintomo dell’autismo) dopo sole 24 ore la vaccinazione (colonna 4)!. Se avessi letto questa tabella prima di fare vaccinare i miei figli ci avrei pensato due volte (ma li avrei comunque fatti vaccinare).

Vediamo cosa ha scoperto Brian Deer uno dei più grandi giornalisti scientifici che ha recentemente pubblicato i risultati della sua inchiesta sul Times (qui).

Osservando le cartelle cliniche dei bambini ammessi all’ospedale e seguendo la loro storia clinica ha scoperto delle gravi falsificazioni ed omissioni:

Child 1: all’età di 9 mesi e mezzo, 10 settimane prima di ricevere la vaccinazione, la madre é preoccupata che il bambino non sente bene, uno dei primi sintomi dell’autismo.

Child 2: i primi sintomi dell’autismo compaiono tra i 3 ed i 5 mesi dopo aver ricevuto la vaccinazione, non 14 giorni come riferisce Wakefield. La differenza é sostanziale perché in questo caso l’insorgenza della malattia si può ascrivere allo sviluppo classico dell’autismo che si manifesta tra il 10 e 20 mese di vita e non ad un’insorgenza repentina dovuta alla vaccinazione.

Child 3 aveva sintomi dell’autismo ed uno sviluppo cerebrale anormale ed era stata in visita da specialisti alcuni mesi prima della vaccinazione.

Child 6: era gia stato ricoverato a causa di convulsioni prima di ricevere la vaccinazione.

Child 7: aveva gia avuto convulsioni e un EEG anormale circa 5 mesi prima della vaccinazione. Più tardi non fu diagnosticato come autista ma bensì con un altro disturbo comportamentale.

In totale, al momento del ricovero of Free Royal Hospital, solo due bambini avevano diagnosi d’autismo e tre avevano una diagnosi di sindrome di Asperger (ma Wakefield riporta che 10 bambini su 12 erano autistici). Alcuni bambini cresceranno assolutamente normali altri svilupperanno altri disordini.

Ma il fatto più incredibile é che dopo aver riesaminato i dati delle malattie croniche intestinali 7 bambini su dodici non avevano alcune anomalie intestinali. Questo fatto è d’enorme importanza perchè se non vi sono malattie intestinali manca l’anello che lega la vaccinazione all’autismo e la teoria dell’eccesso di oppioidi cade.

Per terminare un test molto sensibile in grado di ritrovare il virus del morbillo ha dato risultati negativi sulle biopsie dei pazienti. Niente virus, niente malattie intestinali, rari casi di autismo, la teoria di Wakefield fa acqua da tutte le parti.

Nonostante questi dati falsificati il Dr Wakefield si sente “moralmente investito” e convoca una conferenza stampa il giorno dopo la pubblicazione del lavoro. In tale sede richiede di sospendere l’utilizzo della combinazione del vaccino MPR. Più tardi proporrà l’utilizzo di un vaccino monovalente (una vaccinazione per volta e non tutte e tre insieme). Per quale ragione Wakefield ritiene che il vaccino monovalente sia meno pericoloso della combinazione non é chiaro dal punto di vista scientifico ma appare evidente quando si scopre che l’emerito dottore aveva un brevetto per un vaccino monovalente.

Un altro duro colpo all’onestà del Dr Wakefiel avviene quando si scopre che un gabinetto d’avvocati aveva pagato Wakefield 435.000 Sterline per fornire delle prove dell’associazione tra autismo e vaccinazione allo scopo di fare causa alla ditta produttrice del vaccino (qui)

La carriera mediatica di Wakefield però decolla é il cavaliere solitario che lotta contro il governo e le ditte farmaceutiche che cercano di insabbiare uno scandalo di dimensioni enormi.

Uno scandalo senza precedenti a profitto dei suoi interessi economici

Quello che più rattrista in questa storia é che le famiglie dei bambini autistici sostengono ancora Wakefield. È infatti capace di rispondere alla domanda a cui nessun medico sa dare risposta, e vale a dire: “Perchè mio figlio é malato?”. Molti padri e madri di bambini con malattie croniche portano sempre in sé un sentimento inespresso di colpevolezza di avere “fatto” un figlio malato. Per quel che riguarda l’autismo é ancora più marcato perchè la colpa può anche essere ascritta ai genitori. Bettelheim ha sviluppato una teoria che, anche se superata, ascrive la colpa dello sviluppo dell’autismo come risposta del bambino al rifiuto dei genitori emotivamente freddi, la cosiddetta madre-frigorifero.  Wakefield dava la possibilità a questi genitori di trasferire la colpa al di fuori di sé su un cattivo vaccino.

È per questo che forse i termini usati dal consiglio dei medici inglese non sono sufficienti Wakefield non é solo disonesto ed irresponsabile ma anche un farabutto che ha strumentalizzato il dolore dei genitori dei bambini per asservirlo ai propri interessi economici.

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