L’agopuntura non serve contro l‘emicrania.

È stato pubblicato nel 2005 uno studio clinico randomizzato a singolo cieco per valutare l’effetto dell’agopuntura su pazienti con emicrania (Linde et alt JAMA 2005). Il risultato, anche se condotto da un gruppo di ricercatori sostenitori della medicina alternativa non lascia dubbi, cito testualmente:

Acupuncture was no more effective than sham acupuncture (agopuntura placebo) in reducing migraine headaches …

Che tradotto a braccio suona come: non serve.
Su questa base l’associazione dei medici e delle assicurazioni sanitarie tedesche ha deciso di non rimborsare più l’a gopuntura a pazienti con emicrania ( qui).
Lo studio ha incluso 302 pazienti (88% donne) che sono stati divisi in tre gruppi: il primo gruppo è stato sottoposto a 12 sessioni di agopuntura per un periodo di 8 settimane, il secondo gruppo ha invece avuto sham acupuncture ed il terzo è servito da controllo.

Negli studi per valutare gli effetti dell’agopuntura si utilizza come controllo un gruppo sottoposto alla cosi detta sham acupuncture cioè ad agopuntura finta o simulata (o anche placebo). Nella vera agopuntura gli aghi vengono posti in modo da stimolare il qi , una serie di sensazioni che stimolano le energie vitali e permettono la guarigione – essenziale per l’efficacia della terapia . Nelle sessioni di agopuntura simulata ai medici veniva chiesto di non stimolare il qi ma di inserire gli aghi in regioni vicine. Questo gruppo è molto importante nello studio perché un gruppo placebo che non riceve alcun trattamento non e un buon controllo.

In questo modo si è sicuri di valutare gli effetti sull’emicrania della stimolazione del qi . Ai pazienti dello studio fu detto che si sarebbe praticato un tipo di agopuntura tradizionale cinese o un nuovo metodo di agopuntura “moderno” che aveva dato dei buoni risultati negli studi clinici. Al gruppo placebo era stato detto di stare in casa ad aspettare una visita da un centro specialistico per l’emicrania.

Risultati:

Alla fine delle sessioni di agopuntura il numero di giorni con emicrania moderata o severa era diminuito di 2,2 gironi nel gruppo che aveva fatto agopuntura vera e simulata e di soli 0,8 giorni nel gruppo placebo.

Se si osserva solo il gruppo di pazienti che ha risposto alla terapia, cioè coloro che hanno avuto almeno il 50% di riduzione degli attacchi di emicrania si nota che l’agopuntura simulata è piÙ efficace di quella vera. Sono 51% nel gruppo agopuntura vera e 53% nel gruppo agopuntura simulata. Il gruppo placebo aveva anche avuto una riduzione del 15% degli attacchi.

Il grafico mostra il miglioramento dei pazienti che hanno ricevuto la vera agopuntura (barre scure), l’agopuntura simulata (barre grigie) e quelli che sono rimasti in lista d’attesa (barre chiare). Il grafico mostra il nr medio degli accessi di emicrania, moderata e severa durante una settimana. Baseline: condizione di salute prima della terapia. Il periodo di terapia va dalla settimana 1 alla settimana 8 i risultati sono valutati dalla settimana 9 alla 12. Dopo 12 settimane i pazienti in lista d’attesa hanno ricevuto agopuntura.

Gli autori sono sostenitori delle terapie alternative, due di loro, Klaus Linde e Dieter Melchart, avevano già pubblicato dei lavori sull’echinacea (qui) e cercano di recuperare l’agopuntura:

however, the effects were similar to those observed with sham acupuncture and may be due to nonspecific physiological effects of needling, to a powerful placebo effect, or to a combination of both.

Cioè infilare degli aghi nel paziente deve pure avere un effetto fisiologico-terapeutico sull’emicrania perché entrambe le cose sono meglio di fare niente.
Il problema è che se il qi non è stato stimolato e hai comunque guarigione hai confutato le basi della medicina tradizionale cinese.
Se infilarsi degli aghi a casaccio produce un effetto allora..allora so che non ha molto a che vedere con l’agopuntura ma ricordo cosa diceva mio nonno quando da piccolo mi lamentavo di avere male da qualche parte:“ Datti una martellata sul pollicione, vedrai che ti passa”. Ah la saggezza dei nonni!

Terapia contro l’emicrania, prova “sul campo” di agopuntura simulata.

Acupuncture for Patients With Migraine: A Randomized Controlled Trial. Klaus Linde; Andrea Streng; Susanne Jürgens… Dieter Melchart, JAMA. 2005;293(17):2118-2125 ( qui).

 

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La teoria dell’eccesso di oppioidi o “leaky gut” come causa dell’autismo messa alla prova

Ritorniamo sull’ipotesi proposta da Wakefield del “leaky gut” come causa dell’autismo riproposta ancora oggi da molti siti web di disinformazione sull’autismo. La teoria ha molti nomi: enterocoliti autistiche, leaky gut,peptiduria o del malassorbimento, in maniera schematica sai può rappresentare così:

Gli oppioidi sono dei composti che hanno effetto analgesico e diminuiscono la percezione del dolore, i recettori degli oppioidi sono localizzati nel sistema nervoso centrale e nel tratto digestivo. La digestione della caseina può produrre dei peptidi con effetto oppioidi come la casomorfina e la digestione del glutine produce l’ esorfina del glutine .

Probabilmente questa teoria si chiama del malassorbimento in italiano ma non ne sono sicuro perché non sono riuscito a trovarne una definizione chiara – in generale malassorbimento indica una diminuzione del processo di digestione/assorbimento che determina una perdita di peso e diarrea, non un alterato assorbimento. Molti propongono diete senza glutine o caseina come terapia dell’autismo o l’utilizzo di tali peptidi come marker biochimici dell’autismo.

Alcuni ricercatori inglesi hanno testato questa ipotesi in una maniera molto semplice: hanno osservato se nelle urine dei bambini autistici vi erano più oppioidi rispetto ai bambini normali, semplice no? …e.. si gli oppioidi sono secreti per il 90% dalle urine. Il lavoro è pubblicato sul “Archives of Disease in Childhood” (ref. 1 o qui).

È molto importante spendere due parole sul metodo e le tecniche utilizzata nello studio.

Per analizzare i campioni di urina sono state utilizzate due tecniche: HPLC e MALDI-TOF:

La High Pressure Liquid Chromatography o HPLC:

I campioni delle urine sono fatti passare, sotto pressione, attraverso un tubo (chiamato una colonna) contenente delle particelle che funzionano come una specie di filtro rallentando i peptidi più grandi e lasciando uscire più velocemente i peptidi più piccoli (nello studio, in effetti, i peptidi venivano rallentati secondo la loro carica elettrostatica).

All’altro lato della colonna si raccoglie l’urina separata (in temini tecnici frazionata) in differenti provette (chiamate frazioni), se un peptide ha una massa atomica M uscirà dalla colonna dopo n minuti (detto tempo di retenzione) se è più grande uscirà dalla colonna dopo . Per esempio la dermorfina esce dalla colonna dopo 54-55 minuti, l’esorfina del glutine dopo 62 minuti e la casomorfina dopo 62-63 minuti (vedi quadrati neri nella figura). Sull’asse delle x si trova il tempo di “uscita” o tempo di retenzione espresso in minuti, sull’asse delle y la quantità di peptidi presenti nella frazione, linea rossa rappresenta il profilo dei bambini con autismo, la linea blu i bambini normali o controllo. Questo in due parole è l’HPLC per più informazioni consultate qui.

Se si notava una aumento nella quantità di peptidi usciti dalla colonna tra bambini autisti e non autisti (quadrati verdi nella figura), la frazione veniva analizzata con uno strumento molto più preciso: il MALDI-TOF per scoprire se la differenza è dovuta ai peptidi oppioidi – in effetti l’HPLC ha una capacità ridotta di risoluzione centinaia di peptidi simili possono trovarsi nella stessa frazione.

Profilo HPLC dei peptidi presenti nelle urine di bambini autisti (in rosso) e normali (in blu) normalizzato con la creatinina. Sull’asse delle x si trova il tempo di retenzione espresso in minuti, sull’asse delle y la quantità di peptidi presenti nella frazione. I quadrati verdi indicano regioni in cui la quantità di peptidi dei bambini autisti è superiore a quella del controllo. Quadrati neri: regioni in cui si trovano peptidi oppioidi.

MALDI-TOF:

Questa seconda analisi è necessaria per togliere ogni dubbio sulla natura dei peptidi e funziona così: un laser eccita (energetizza) i peptidi che si mettono a volare lungo un tubo ionizzato. I peptidi volano in questo tubo tanto più a lungo quanta più energia hanno assorbito. L’energia assorbita dipende dalla massa molecolare del peptide cioè tanto più volano tanto più sono grandi (TOF – Time Of Fly). Questo metodo è mostruosamente preciso e si basa sulla teoria quantistica della materia – roba da urlo. Più informazioni su MALDI in italiano e su MALDI-TOF in inglese

L’analisi per MALDI-TOF delle frazioni contenenti peptidi oppioidi derivate dall’analisi HPLC dimostra che queste frazioni non contengono i peptidi oppioidi in proporzione maggiore rispetto al controllo. L’aumento rispetto al controllo è dovuto ad altri peptidi con proprietà fisiche simili.

Un’altro aspetto molto importante è la taratura del metodo con la creatinina. Il problema che si presenta è la diluizione dei peptidi oppioidi nelle urine. Per esempio se io bevo 1 litro d’acqua al giorno mentre un mio amico 10 litri, i peptidi oppioidi nelle mie urine saranno 10 volte più concentrati rispetto a quelli del mio amico.

Gli autori hanno usato la creatinina come valore di riferimento, la creatinina è prodotto della degradazione della creatina che avviene nei muscoli a velocità grossomodo costante (dipendente dalla massa muscolare, dall’età e dal sesso). La creatinina è poi secreta nelle urine. Se si ha una bassa concentrazione di creatina nelle urine è perché si bevo molto mentre se è concentrata è perché bevo poco. I ricercatori hanno preso come base di comparazione il valore della creatina ed hanno, su questo valore “ aggiustato” la concentrazione dei peptidi oppioidi.

There were no significant differences between the HPLC urinary profiles of the children affected by autism and the typically developing controls.

Cioè non vi sono differenze tra il profilo dei peptidi oppioidi secreti da bambini autisti e non autisti, in maniera più generale non vi sono differenze tra il profilo urinario dei due gruppi (vedi figura).

In those cases where HPLC showed peaks in the locations at which opioid peptides might be expected to be found, MALDI-TOF established that these peaks did not, in fact, represent opioid peptides.

Conclusioni:

È uno studio metodologicamnte piu robusto delgli studi precedenti per i seguenti motivi:

Le tecniche HPLC accoppiata a MALDI-TOF sono estremamente precise e non lasciano dubbi sulla presenza di peptidi oppioidi nelle urine, l’uso di peptidi oppiacei sintetici ha inoltre permesso di tarare precisamente il sistema di analisi.
È stato studiato un grande campione di bambini.
I bambini avevano diagnosi di autismo ben definita (diagnosi tra l’altro fatta da una commissione indipendente) per più sicurezza i bambini normali che avevano difficoltà di apprendimento sono stati esclusi dall’analisi.
Gli autori concludono che:

Given the lack of evidence for any opioidi peptiduria in children with autism, opioid peptides can neither serve as a biomedical marker for autism nor be employed to predict or monitor response to a casein- and gluten-free diet.

Uno studio pubblicato recentemente ha raccolto i risultati di due studi clinici randomizzati che hanno osservato se vi era un miglioramento dei sintomi dell’autismo in bambini in dieta priva di glutine o caseina (2). Gli autori concludono:

Current evidence for efficacy of these diets is poor.

È forse arrivato il momento di seppellire la teoria del malassorbimento?

———————-

Riferimenti:
1) H Cass, P Gringras, J March, et al. Absence of urinary opioid peptides in children with autism.  Arch Dis Child 2008 93: 745-750.
2) Millward C, FerriterM, Calver SJ, Connell-Jones GG. Gluten- and casein-free diets for autistic spectrum disorder. Cochrane Database of Systematic Reviews 2008, Issue 2. Art. No. (qui)
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Il legame tra vaccino ed autismo è completamente inventato – conclusioni

Il peso degli studi: dobbiamo sapere capire la differenza di qualità dei lavori scientifici a sostegno d’una e dell’altra teoria, cosa non facile. Wakefield ha dalla sua parte, se mi passate l’ironia, 14 scimmiette ma gli studi epidemiologici che hanno incluso milioni di bambini su un periodo di molti anni hanno un peso molto più grande.

Fa più male il vaccino o Wakefield? Leggendo su vari siti web si nota come oramai più nessuno difende la teoria iniziale di Wakefield, la tesi slitta lentamente verso altre cause, epatite B, elevato numero di vaccinazioni … non facendo che aumentare la confusione nelle famiglie dei pazienti e la mancanza di fiducia nell’establishment medico.

Su questi siti si sostiene che la messa in evidenza delle relazioni tra malattie intestinali ed autismo è stato utile. Questa correlazione non esisteva allora (ricordate che è falsa) come non esiste oggi.

C’è chi dice che il “lavoro” di Wakefield è servito alla causa dell’autismo. La messa in evidenza di fattori “scatenanti” l’autismo quali infezioni e vaccinazioni ha permesso uno sviluppo della ricerca.

Non sono d’accordo: molte risorse sono state sprecate per smentire delle ipotesi infondate. Dodici anni di lavori e di ricerche per smentire il legame tra vaccinazione anti morbillo, disturbi intestinali e autismo, ipotesi, e non teorie, come si sente normalmente dire, infondate. Enormi risorse sono state sprecate in ricerche infruttuose invece di utilizzarle per studiare ipotesi più credibili o nello sviluppo di una terapia.


Effetto collaterale della polemica è la diminuzione di vaccinati in tutta Europa. Tra il Nel 2006-7 sono morti sette bambini di morbillo in Europa ed i casi sono stati più di 12000. Il bilancio non é completo perché alcune malattie mortali possono svilupparsi anche anni dopo l’infezione. Mi piacerebbe sapere perché questi morti, i bambini ricoverati in reparti di cure intensive per polmonite o encefalite non sono conteggiati nel bilancio del lavoro di Wakefield.

Wakefield ha sempre insistito che tre vaccinazioni singole e separate non causano l’autismo ma quale sia la logica non si sa (Wakefield non ci dice che aveva depositato un brevetto per un vaccino monovalente contro il morbillo). Il virus attenuato del morbillo determina le infezioni intestinali solo in combinazione con parotite e rosoli altrimenti no?.

L’ipotesi di Wakefield affonda come una banca d’affari americana ma molte organizzazioni di genitori non sono, ancora oggi, coscienti degli errori e falsificazioni di Wakefield e perpetreranno questa polemica ancora per decine di anni. Hanno manipolato l’opinione pubblica e stanno monopolizzando la discussione, rimangono insensibili a qualsiasi argomentazione scientifica alimentando così la disinformazione.

Attraverso il loro attivismo sono diventati il centro dell’interesse e dell’attenzione politica e dei media ma temo che ciò non faccia che sviare l’interesse verso ricerche più fruttuose e ostacolare la messa a punto di una terapia che dovrebbe essere, in teoria, il fine ultimo della loro azione.

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Il legame tra vaccino ed autismo è completamente inventato – parte 5

La falsificazione
Continuo la revisione della dichiarazione pubblicata da EmergenzAutismo dal titolo “Andrew Wakefield, la censura scientifica e le 14 scimmie” la versione italiana é qui e l’originale in inglese qui:

La stampa è stata profondamente fuorviata sulla ritrattazione di The Lancet e quanto successo al Dr. Wakefield fortemente strumentalizzato da una campagna ben orchestrata, condotta dalle ditte farmaceutiche e dai loro prezzolati portavoce, volta a diffamare il Dr. Wakefield per impedire che questo importante suo nuovo lavoro vedesse la luce.

EA non dice che il lavoro di Wakefield è stato ritrattato perché i dati erano falsificati o omessi vediamo come: cercherò di riassumere il lavoro di un bravissimo giornalista che è andato a spulciare i risultati delle analisi e le cartelle cliniche di tutti i bambini ricoverati ed ha pubblicato la sua inchiesta su The Times, potete trovarla qui: Le falsificazioni e omissioni del lavoro di Wakefield su The Lancet

Il problema del gruppo dei pazienti:

4 bambini su 12 hanno avuto problemi neurologici prima della vaccinazione: manca la correlazione temporale prima vaccinazione poi autismo.

Wakefield ha omesso di dire che due bambini erano fratelli (importante perché fa propendere più per l’ipotesi di autismo familiare o genetico, e non indotto dalla vaccinazione).

Il problema della diagnosi:

All’ammissione in ospedale solo 2 bambini hanno una diagnosi d’autismo (Wakefield non ha in effetti studiato 10 ma solo 2 bambini autisti). Degli altri 8 bambini alcuni si svilupperanno normalmente altri avranno altre patologie.

Il problema dell’infiammazione intestinale:

Wakefield afferma che l’infiammazione del colon é anormale e simile in tutti i pazienti (cioè vi è una patologia comune e straordinaria da cui poi si sviluppa l’autismo) ma alcuni consulenti chiamati a verificare i risultati affermeranno che sono invece non uniformi e “non anormali”. Per Wakefield questo è un punto molto importante: è plausibile che da una patologia comune si sviluppi una sola malattia (l’autismo), ma inverosimile che da diverse patologie intestinali “non anormali” si sviluppi una sola
malattia.

Il problema statistico:

Il problema più importante rimane comunque quello discusso qui e riguarda il campione di bambini. I pazienti non sono stati ricoverati casualmente nel suo ospedale ma sono stati selezionati allo scopo di dare importanza statistica. Questo da solo fa perdere la validità statistica del lavoro e ne inficia completamente la validità scientifica.

Il problema etico:

Wakefield ha usato i bambini come vere e proprie cavie da laboratorio li ha sottoposti ad analisi dolorose, rischiose e inutili al fine terapeutico senza il consenso della commissione etica (qui).

Per finire qualche tempo dopo sono disponibili i risultati riguardanti la presenza del virus del morbillo nelle biopsie dei pazienti. Il principale responsabile dell’insorgenza dei problemi intestinali è, secondo l’ipotesi di Wakefield, il virus attenuato del morbillo presente nel vaccino, ma non si trova traccia del virus (1) (qui). A questo punto anche Wakefield si deve essere reso conto che il legame vaccinazione autismo non esiste.

Quale rivista medica vorrebbe pubblicarlo ora? E perché proprio ora, dopo 12 anni di inattività, The Lancet e il  GMC hanno improvvisamente agito? E’ una coincidenza che sia avvenuto proprio ora che lo studio sulle scimmie è stato sottoposto all’attenzione delle riviste mediche per la revisione e la pubblicazione?

The Lancet ed il GMC non hanno improvvisamente agito: le audizioni a carico di Wakefield sono iniziate da anni e solo ora giungono alla conclusioni. Il primo problema per Wakefield è arriva pochi mesi dopo la pubblicazione su Lancet quando gli é stato chiesto di indicare se aveva ricevuto dei compensi finanziari da parte di un gabinetto di avvocati. Wakefield prima nega e poi è costretto ad ammettere (ora sostiene che i soldi non gli sono stati pagati…). I problemi sussistono e nel 2004 dieci dei 12 autori ritrattano le conclusioni dell’articolo di Lancet (il gruppo di clinici che lavorava si era accorto che Wakefield aveva cambiato e mal interpretato il lavoro).

Chiediamo che i media guardino con attenzione alla prima fase dello studio sulle scimmie di cui abbiamo parlato e comincino a porsi una semplice domanda: quali sono state le conseguenze per le 14 scimmiette che sono state vaccinate usando lo stesso programma vaccinale dei bambini americani e quali quelle del gruppo di controllo non vaccinato?

Questa affermazione dimostra una certa ostinazione: dovevi torturare 14 scimmie quando già molti studi epidemiologici ti dicono che non vi sono effetti collaterali su milioni di bambini vaccinati in tutto il mondo? Questi risultati non ti suggeriscono che il modello che usi non è valido?, che un virus attenuato umano inoculato in un’altra specie può avere effetti completamente diversi e non correlabili all’uomo? Mi sembra che gli effetti li hai sotto gli occhi milioni di bambini sono stati vaccinati contro l’epatite B e non si riscontrano effetti collaterali neurologici, era necessario fare uno studio sulle scimmie quando uno studio epidemiologico da molte più informazioni ed è più robusto?

Il numero dei vaccini somministrato ai bambini negli Stati Uniti è passato dai 10 degli anni ’80  ai 36 odierni, combaciando perfettamente con il drammatico aumento dell’autismo di questi anni: il lavoro del Dr. Wakefield e dei suoi colleghi merita di essere condiviso con tutto il mondo per un ulteriore progresso scientifico e non certo di essere censurato.

Anche in questo caso non si sa di che cosa stanno parlano. I vaccini per i bambini americani fino ai due anni di età sono 15 (qui), forse si riferisce ad agli antigeni presenti nel vaccino? Molti vaccini sono stati aggiunti dagli anni 80 l’epatite B e la varicellama uno é stato tolto (il vaiolo) perchè la malattia è stata debellata. In più con i vaccini esavalanti una sola iniezione serve per immunizzare contro più malattie.. meno dosi, meno mercurio – o meno che accidenti ne so -, meno autismo?

Riferimenti:

1) Measles virus RNA is not detected in inflammatory bowel disease using hybrid capture and reverse transcription followed by the polymerase chain reaction.  Chadwick N, Bruce IJ, Schepelmann S, Pounder RE, Wakefield AJ. J Med Virol. 1998 Aug;55(4):305-11.

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Nuova medicina depressiva in vendita oggi negli Stati Uniti

 

 

Da oggi primo aprile il primo depressivo è disponibile sugli scaffali delle farmacie e dei drugs-store negli Stati Uniti secondo il sito d’informazione The Onion Network (qui).

La FDA ha recentemente dato il permesso di vendita di questo farmaco volto a curare una patologia della personalità definita “persisting positive outlook” che tradotto potrebbe essere “persistente prospettiva positiva”. Questa alterazione comportamentale è comune a più di 20 milioni di Americani, i sintomi sono; persistente vivacità,  ritmi sincopatici e comportamenti stereotipati.

Comportamenti del tipo: urlare quando un amico ti telefona, parlare a degli sconosciuti  in coda al supermarket, usare la parola “cool” troppo spesso, abbracciare troppo spesso sono segni del PPO.

FDA Approves Depressant Drug For The Annoyingly Cheerful

 

Il primo farmaco depressivo disponibile sul mercato.

 

Uno dei primi pazienti ad utilizzare questa medicina ha descritto la sua esperienza in maniera estremamente positiva: “Non capivo come poteva essere fastidioso il mio comportamento!. Ora capisco che ero malata e avevo bisogno di un trattamento….non avevo idea che la vita potesse essere cosi”. E continua dicendo: “Ora ha salvato il mio matrimonio, ora passiamo delle ore davanti al televisore ed annoiarci come tutte le coppie normali!”

 

I difensori dei rimedi naturali, anche loro, (potevamo dubitarne?), sostengono che si può ottenere gli stessi effetti anche con dei rimedi naturali, per esempio una dieta macrobiotica con frutta, noci, arachidi, semi di girasole, sciroppo d’agave e priva di dolci può essere altrettanto efficace per deprimere il morale di una persona. Naturalmente non hanno un solo studio clinico randomizzato a doppio cieco a sostegno della loro ipotesi, ma, questa volta ci crediamo.

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Il legame tra vaccino ed autismo è completamente inventato – parte 4

Le scimmiette di Wakefield

Continuo la revisione della dichiarazioni pubblicata da EmergenzAutismo dal titolo “Andrew Wakefield, la censura scientifica e le 14 scimmie”.

Quello che solo in pochi però sanno è che questo lavoro così importante è stato intrapreso e che è già stato completato uno studio utilizzante un modello animale che ha esplorato appunto questo argomento in maniera molto approfondita.

La prima fase di questo studio sulle scimmie è stata pubblicata tre mesi fa dalla prestigiosa rivista medica Neurotoxicology, e si focalizza sulle prime due settimane di vita in cui le scimmiette del gruppo dei vaccinati ricevono il loro vaccino per l’Epatite B, ricalcando il programma delle vaccinazioni sui bambini americani. I risultati, che potete leggere con i vostri occhi QUI , sono stati sconvolgenti: le scimmiette vaccinate, diversamente dalle loro coetanee non vaccinate, hanno subito la perdita di molti riflessi che sono fondamentali per la sopravvivenza.

Nella versione italiana è epatite B ?! ohibò! ma non si trattava di morbillo? errore di ecrittura ? No, nell’originale c’è veramente scritto epatite, stiamo parlando di cose differenti: prima s’ipotizza che il MPR sia legato all’autismo ora si dice che l’epatite B fa danni neurologici.

Bisogna impedire che questo vaccino, anzi veleno, giunga sul mercato, come é già sul mercato?! accidenti già milioni di bambini sono stati vaccinati!, incluso mio figlio, ah ora capisco perché non fa i plurali in tedesco!! E dove sono gli effetti neurologici, non ce n’è nessuno?, no, proprio nessuno basta leggere le pubblicazioni scientifiche.

Il link è verso l’articolo di Lancet, sul sito della rivista: Neurotoxicology non vi è traccia di un articolo firmato da Wakefield. Né di quello pubblicato né di quello da pubblicare, difficile discutere in queste condizioni.

Il Dr. Wakefield e i suoi colleghi sono sul punto di pubblicare ora l’intero studio, che è continuato per un periodo di diversi anni, somministrando alle scimmiette gli stessi vaccini del programma vaccinale americano: la differenza nelle conseguenze subite dalle scimmiette vaccinate rispetto a quelle non vaccinate è stata  terribilmente impressionante.

Non c’è alcun dubbio che la pubblicazione dello studio sulle scimmie darà notevole credibilità alla teoria che un numero di vaccini elevato (mio grassetto) in bambini piccolissimi porta ad un danno neurologico, tra cui l’autismo e, di conseguenza, la sua ricaduta per i produttori dei vaccini e per le autorità sanitarie responsabili potrebbe essere veramente grave: avendo negato tanto a lungo una possibile connessione tra vaccino e autismo, mentre lucravano smisuratamente dal recente boom della vendita dei vaccini  in tutto il mondo, non sorprende affatto che stiano cercando di screditare questo importante lavoro.

Ancora una volta c’e uno slittamento dell’ipotesi originaria prima era il vaccino del MPR a determinare l’autismo poi quando anche i seguaci di Wakefield hanno capito che non c’entrava per nulla si é passati al mercurio e ora si ritorna al virus dell’epatite B ma forse no perché é infine il “numero elevato di vaccini” la causa. Forse bisognerebbe che si chiarisca quale ipotesi è la buona prima di continuare la discussione.

La pressione fatta in segreto per impedire che lo studio del Dr. Wakefield e dei suoi colleghi venisse pubblicato è stata enorme e aumenta ogni giorno. Le riviste mediche si mettono a grave rischio di subire pesanti ritorsioni pubblicando qualunque studio riguardante la sicurezza del programma vaccinale, non importa quanto ben fatto e approfondito sia e Neurotoxicology, un giornale medico altamente rispettato, merita un grande plauso per aver coraggiosamente pubblicato la prima fase di questo studio sulle scimmie vaccinate.

Di pressioni di questo tipo ce ne sono parecchie e dopo un po’ vengono sempre fuori basterebbe che Wakefield producesse qualche prova … rimane che detto cosi fa un po’ ridere.

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Il legame tra vaccino ed autismo è completamente inventato – parte 3

I dati clinici

Continuo la revisione della dichiarazioni pubblicata da EmergenzAutismo dal titolo “Andrew Wakefield, la censura scientifica e le 14 scimmie”. la versione italiana é qui e l’originale in inglese qui):

Negli scorsi dieci anni, il nostro movimento di genitori ha riciesto invano un semplice studio scientifico che avrebbe potuto facilmente mettere fine al dibattito sul possibile ruolo dei vaccini nell’epidemia di autismo una volta per tutte, comparando bambini che sono stati vaccinati a quelli che non lo sono mai stati e stabilendo se il livello di diffusione dell’autismo tra i diversi due gruppi sia diverso o lo stesso.

Qui viene un punto molto importante in un processo di disinformazione portato avanti da Generation Rescue e EmergenzAutismo: ignorare i risultati della parte avversa. I risultati che dimostrano il contrario sono mastodontici ed é per me difficile riassumerli qui tutti.

Un buon punto di partenza è il fondamentale lavoro svolto dal “Institute of Medicine” su richiesta del CDC nel 2002. I membri che hanno fatto parte del consiglio sono stati scelti tra esperti che non avevano mai ricevuto finanziamenti da ditte produttrici di vaccini. Il loro giudizio è stato categorico: all’unanimità hanno dichiarato che non sussiste nessun legame tre vaccinazione ed autismo (e ci aggiunsero anche il mercurio perché all’epoca l’ipotesi iniziale era già cambiata ed indicava il mercurio come responsabile). Se EmergenzAutismo avesse preso la briga di leggerselo la polemica sarebbe oggi morta e sepolta. Non fate come EA leggetevi almeno il sommario (17 pagine)!! Uno dei lavori più importanti è uno studio epidemiologico condotto in Danimarca nel 2002 che distrugge semplicemente tutte le possibili associazioni tra vaccino MPR ed autismo, ne ho parlato qui. Molti altri studi sono riassunti da Donata Vivanti, vice-presidente di Autismo Italia in questo blog e mi permetto di copiarli qui.

Va ricordato poi che fra il 1998 e il 2002 una serie di articoli scientifici avevano fornito evidenze inconfutabili analoghe, escludendo l’associazione tra autismo e somministrazione del vaccino MMR. Nel 2001, ad esempio, James A. Kaye e altri pubblicarono un’analisi longitudinale dei dati ricavati dal database della ricerca medica generale della Manchester University, trovando un drammatico aumento dell’incidenza annuale delle diagnosi di autismo negli ultimi dieci anni (da 0.3 casi su 10,000 nel 1988 a 2.1 casi su 10,000 nel 1999), mentre la prevalenza della vaccinazione MMR nei bambini restava virtualmente costante nel periodo di tempo analizzato (97% del campione). Se il vaccino MMR fosse stato il principale responsabile dell’aumento di incidenza di autismo riscontrato, allora ci si sarebbe aspettato che l’incremento del rischio di diagnosi di autismo si arrestasse velocemente dopo la stabilizzazione dell’uso del vaccino. Invece nello studio di Kaye era chiaro che questo non era successo e che quindi non esisteva alcuna correlazione fra la vaccinazione MMR e l’incidenza di autismo negli anni presi in esame.
In uno studio analogo negli Stati Uniti, Loring Dales e altri (2001) riscontrarono gli stessi risultati sui dati relativi all’autismo registrati presso il Dipartimento dei Servizi per l’Età Evolutiva della California nel periodo dal 1980 al 1994. Ancora una volta, l’analisi della tendenza nel tempo non mostrava una correlazione significativa fra l’utilizzo del vaccino MMR e il numero di casi di autismo. Benché l’utilizzo del vaccino MMR rimanesse assolutamente costante nel periodo esaminato, nello stesso periodo si riscontrava infatti un aumento costante dei casi di autismo.
Va notato che l’aumentata incidenza di autismo trovata in questi due studi riflette più probabilmente un’aumentata conoscenza dei disturbi dello spettro autistico da parte del personale sanitario e della popolazione generale, così come pure un cambiamento dei criteri diagnostici, piuttosto che un aumento reale nell’incidenza del disturbo (Kaye e altri, 2001).
  

 
 

E ancora, nell’aprile 2002 il Vaccine Education Center del Children’s Hospital di Philadelphia, USA, evidenziava i punti deboli dei lavori di Wakefield e affermava che tutti gli studi scientifici sull’insorgenza dell’autismo concordano con l’ipotesi che l’autismo sia una malattia che origina in una fase precoce della gravidanza, prima della nascita del bambino. Brent Taylor e colleghi, ad esempio, esaminarono la relazione tra MMR e la cosiddetta «nuova variante di autismo» associato a infiammazione intestinale, descritta da Wakefield, comparando il numero di bambini con autismo e sintomatologia gastrointestinale prima e dopo il 1988 (anno di introduzione della vaccinazione MMR in Inghilterra): nessuna differenza venne riscontrata.
Nel novembre del 2002, poi, in uno studio retrospettivo su 535.544 bambini di età compresa tra 1 e 7 anni, vaccinati con MMR tra il novembre del 1982 e il giugno 1986 in Finlandia, non risultò alcun aumento dei ricoveri per autismo dopo la somministrazione della vaccinazione MMR. Inoltre nessuno dei bambini con autismo venne ricoverato per disturbi infiammatori dell’intestino, né fu identificata alcuna associazione tra vaccinazione MMR, casi di encefalite, meningite e autismo.
   

Ma non basta. Fra il 2003 e il 2004 altri diciannove studi epidemiologici esclusero l’associazione tra vaccinazione MMR e disturbi autistici. Nel luglio del 2003, una review sistematica di tutti gli studi epidemiologici disponibili nella letteratura biomedica sull’argomento non ne trovò nemmeno uno che potesse suggerire associazioni tra autismo e vaccinazione MMR. Nell’agosto del 2003, anzi, uno studio britannico affermò che l’apparente aumento di casi di autismo nel Regno Unito si era arrestato dopo il picco registrato nel 1992. Si dimostrava inoltre che l’aumento di casi potrebbe essere stato causato dalla maggiore attenzione verso la patologia e da una serie di modifiche dei criteri diagnostici. Il plateau raggiunto rappresenta un’ulteriore prova contro un’associazione con il vaccino MMR.

Un altro lavoro interessante è il condotto da Adrien J. su dei video fatti in occasione del primo compleanno del figlio (qui). Alcuni esperti di neurosviluppo hanno visionato questi video e altri video di bambini che non hanno sviluppato l’autismo ed hanno individuato con notevole precisione i bambini che svilupperanno l’autismo. Ciò indica che i primi sintomi dello sviluppo dell’autismo precedono la vaccinazione. Nel prossimo post ci occuperemo delle ipotesi degli anti vaccinasti.

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Il legame tra vaccino ed autismo è completamente inventato – parte 2

La manipolazione:

Continuo la revisione della dichiarazioni pubblicata da EmergenzAutismo dal titolo “Andrew Wakefield, la censura scientifica e le 14 scimmie”, citazione testuale:

Andrew Wakefield, la censura scientifica e le 14 scimmie

Nonostante quanto riportato erroneamente, lo studio originario del Dr. Wakefield, riguardante 12 bambini con gravi problemi intestinali e autismo,  non ha mai sostenuto che i vaccini causino  l’autismo e la ritrattazione di The Lancet non fa certo chiarezza su questo complesso problema.

Dopo dodici anni dalla pubblicazione dell’articolo allora Wakefield non ha detto che i vaccini causano l’autismo?… questa si che è veramente una ritrattazione!

C’é da chiedersi se tutto è stato un grosso fraintendimento generale e perché una tale polemica sia nata. Wakefield scrive nel suo articolo su Lancet:

We identified associated gastrointestinal disease and developmental regression in a group of previously normal children, which was generally associated in time with possible environmental triggers (vaccinazione – mia parentesi).

We have identified a chronic enterocolitis in children that may be related to neuropsychiatric dysfunction. In most cases, onset of symptoms was after measles, mumps, and rubella immunisation. Further investigations are needed to examine this syndrome and its possible relation to this vaccine.

Due cose importanti emergono nel suo articolo:

  1. I primi sintomi dell’autismo insorgono generalmente dopo 6.3 giorni dalla vaccinazione (cioè una forte correlazione temporale)
  2. Nella discussione dell’articolo propone un meccanismo che lega la vaccinazione, ai disturbi intestinali all’autismo (la cosiddetta teoria dell’eccesso di oppioidi, leggete qui).

Sebbene non lo dichiari mai esplicitamente – ma solamente in via ipotetica – l’idea che si trae leggendo il suo articolo è che la vaccinazione causa l’autismo. Ma Wakefield è molto abile e sa bene che in un articolo scientifico non è possibile affermare con certezza qualcosa, si può ipotizzare, correlare o dare un’interpretazione di un fatto.

Una seconda mossa molto importante a luogo il giorno dopo: investito di una missione morale indice una conferenza stampa dove dice che non vi sono dati di sicurezza riguardanti la vaccinazione. Citazione testuale:

I can’t support the continued use of these three vaccines, given in combination, until this issue has been resolved.

In questa maniera ha posto le basi per le conclusioni che tutti i giornali e le mamme dei bambini autisti traggono ma che lui da buon manipolatore tace: la vaccinazione determina l’autismo. Oggi dopo 12 anni di polemiche può sinceramente dire di non averlo mai detto o provato.

Risultato: in Gran Bretagna i tabloid si scatenano contro la vaccinazione MPR (vedi figura) ed il tasso di bambini vaccinati continua a diminuire.

Il Dr. Wakefield è uno dei più conosciuti e rispettati gastroenterologi a livello mondiale e numerose sono le sue pubblicazioni. Dopo il 1998 ha pubblicato infatti dozzine di studi in riviste scientifiche di tutto il mondo, documentando con il suo lavoro la malattia intestinale di cui soffre un nutrito sottogruppo di bambini con autismo e aiutando centinaia di loro a superare, attraverso le opportune indagini e cure,  le loro sofferenze, spesso anche atroci.

Il link è verso l’articolo di Lancet, le sue pubblicazioni sono numerose ma è difficile affermare che Wakefield ha potuto far “superare le sofferenze” ai bambini, questi lavori di ricerca sono generalmente volti a trovare le cause di una malattia non una terapia. Ricordiamo che Wakefield ha sottoposto le sue cavie-bambini ad anestesia, colonoscopia, puntura lombare (rachicentesi) e raggi x: test clinici dolorosi, pericolosi e causa di sofferenza.

Nella prossima parte ci occuperemo dei dati contrari alla teoria MPR-autismo.

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Il legame tra vaccino ed autismo è completamente inventato – parte 1

Il problema etico
Nonostante il Dr Wakefield sia stato screditato dalla comunità scientifica, dall’ordine dei medici inglesi, gli sia stato ritirato il permesso di esercitare la professione in Gran Bretagna e sia stato riconosciuto colpevole di comportamento non etico trova ancora molto sostegno tra i genitori dei bambini autistici ed in molti siti di disinformazione scientifica come EmergenzAutismo.
EmergenzAutismo pubblica una traduzione della dichiarazione di Generation Rescue (qui) dal titolo “Andrew Wakefield, la censura scientifica e le 14 scimmie”. Si tratta di un pamphlet a sostegno di Wakefield che fa accuse infondate contro detrattori del legame vaccinazione-autismo, ed altre affermazioni non supportate né dalla logica né dalla sperimentazione scientifica.

Il livello scientifico è inesistente, anche se, EmergenzAutismo lo pubblica nella sezione “articoli scientifici”.

Ho passato il mio tempo libero a leggere rapporti, articoli scientifici e siti web sull’autismo e a fare le pulci alle affermazioni contenute nel testo, ed ho messo insieme un po’ di materiale che potete trovare qui:

  • Prima di tutto il sito del giornalista Brian Deer (qui) che ha smascherato le imposture di Wakefield e ne ha pubblicato un resoconto sul Times (qui).
  • Il rapporto del 2002 del “Institute of Medicine” USA ( qui), il rapporto è liberamente scaricabile dal sito.
  • L’articolo originale di Wakefield (qui) ed i miei commenti ( qui).
  • Due siti più seri che parlano dell’autismo, nonostante il titolo poco serio – autismo incazziamoci – ed uno splendido articolo di Donata Vivanti ( qui) su superando.it.

Vediamo cosa sostiene la dichiarazione di EA (la versione italiana é qui e l’originale in inglese qui ) : il primo problema che si presenta è il quello etico delle ricerche di Wakefield (ho aggiunto i miei commenti nel testo):

Andrew Wakefield, la censura scientifica e le 14 scimmie

La ritrattazione della rivista The Lancet è stata la risposta alla decisione del General Medical Council inglese, un tribunale fittizio in cui esponenti della sanità pubblica collusi con aziende farmaceutiche fanno da giudici e giuria. Il Dr. Wakefield ha negato con forza tutte le accuse mossegli dal GMC e si propone di ricorrere in appello, ma noi crediamo sinceramente che il Dr. Wakefield e i genitori di bambini con autismo di tutto il mondo siano stati vittima di una possente campagna mediatica ideata e diretta dalle ditte produttrici dei vaccini che ha portato a queste conseguenze. Vorremmo pertanto diffondere qualche informazione maggiormente corretta.

Credo che il General Medical Council sia l’e quivalente dell’ordine dei medici che si occupa di giudicare le cause riguardanti il comportamento etico dei suoi membri. Che sia una campagna mediatica montata dalle ditte farmaceutiche o che i suoi esponenti siano “collusi con le ditte farmaceutiche” sono affermazioni non verificabili.

GMC non è portato a giudicare la veridicità scientifica di Wakefield ma bensì il suo comportamento etico che ha giudicato come “dishonest”, “unethical”, “irresponsible” and “callous”. Wakefield è disonesto perché ha comunicato informazioni fuorviati su come i pazienti erano stati inclusi nello studio pubblicato su Lancet nel 1998:
Wakefield dice che I bambini sono stati “consecutively referred” al suo servizio lascia così intendere che i pazienti sono stati ricoverati casualmente in ospedale per varie malattie intestinali. I bambini gli sono stati invece inviati da un avvocato che intendeva fare causa alla ditta farmaceutica produttrice di vaccini e vengono da diverse parti della Gran Bretagna ed uno dalla California. Questa differenza ha, dal punto di vista statistico, un’enorme importanza: non sono dei bambini che vivevano in prossimità dell’ospedale (a Londra per esempio), ma sono pazienti selezionati allo scopo di dare importanza statistica. Se questi bambini si trovassero tutti in una zona vicino all’ospedale avrebbero molto peso statistico ma se sono sparsi per tutta la Gran Bretagna e gli USA ne hanno ben altro!.

Wakefield è stato giudicato non etico perché la sua collaborazione con questo gabinetto legale precede la pubblicazione su Lancet, Wakefield ha ricevuto un cospicuo aiuto finanziario (435.000 sterline) che non ha mai dichiarato come conflitto d’interessi (qui).

La commissione ha inoltre giudicato il suo comportamento “callous” – insensibile, perché ha sottoposto i pazienti a delle analisi che non erano giustificate dal loro stato di salute e non erano approvate dalla commissione etica.

Wakefield afferma nel suo articolo che lo studio clinico è stato approvato dalla commissione etica dell’ospedale dove lavorava. Purtroppo se si va a leggere il protocollo che aveva sottomesso alla stessa commissione ( qui ) si legge che i test a cui i bambini dovevano essere sottoposti dovevano essere clinicamente indicati. Ora nessun test fatto era clinicamente indicato. Su nove bambini ha praticato degli interventi che erano contrari “all’interesse clinico del paziente” , in tre casi ha praticato la puntazione lombare quando non era clinicamente indicata.

Altri capi di accusa sono l’abuso di bambini con disordini mentali e in 11 casi la pratica di ricerca ad alto rischio senza l’approvazione della commissione etica. Wakefield ha sottoposto le sue cavie-bambini ad una batteria di test: anestesia, colonoscopia, puntura lombare (rachicentesi), imaging a risonanza magnetica, EEG e raggi x.

Inoltre lo scopo dichiarato nel protocollo era di studiare l’effetto delle vaccinazioni su alcune forme di enterite e non l’autismo, i bambini studiati erano 30 ma solo 12 – coloro che indicavano come fattore scatenante la vaccinazione – sono stati incorporati nello studio.

Nella seconda parte ci occuperemo delle falsificazioni dell’articolo di Wakefield.


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La bufala del legame tra autismo e vaccinazione MPR

L’ipotesi che la vaccinazione MPR (morbillo parotite rosolia) generi l’autismo é stata testata e … distrutta da uno studio Danese (1) pubblicato nel 2002.
Vediamo come e perché:
Lo studio analizza 550.000 bambini di cui 440,655 erano stati vaccinati tra il gennaio 1991 ed il dicembre 1998. Sono stati identificati 316 bambini con diagnosi di autismo e 422 con altri disordini dello spettro autistico (ASD). I risultati indicano che non vi è differenza statisticamente significativa tra la percentuale di autisti nel gruppo dei vaccinati comparata ai non vaccinati. Gli autori concludono:

This study provides strong evidence against the hypothesis that MMR vaccination causes autism.

terribile ironia della cosa è che gli autori osservano che vi è meno rischio di sviluppare autismo se ci si vaccina:

After adjustment for potential confounders, the relative risk of autistic disorder in the group of vaccinated children, as compared with the unvaccinated group, was 0.92 (95 percent confidence interval, 0.68 to 1.24),

Se il rischio di diventare autista senza la vaccinazione è posto a 100, se sei vaccinato il rischio (rischio relativo) è diminuito al 92% !!!. Nel caso di ASD il rischio relativo é ancora più basso – 83% – per i bambini vaccinati. Questi non sono valore statisticamente differenti ma sono una tendenza.

Ma il lavoro non si ferma qui e testa alcune assunzioni dell’ipotesi vaccino-autismo:
Secondo Wakefield, nel suo famoso lavoro che correla la vaccinazione all’autismo, i bambini sono esposti ad un fattore scatenante (la vaccinazione) che determina l’insorgenza della malattia. Dall’insorgenza dei primi sintomi ad una diagnosi intercorrono circa 4 anni e 3 mesi (valore calcolato da Madsen).
La vaccinazione è stata introdotta in Danimarca alla fine degli anni 80 (1987), ci si dovrebbe aspettare un picco nel 1991 circa. I difensori della teoria dicono: “Certo é proprio quello che si osserva in tutti i paesi: un aumento dei casi d’autismo!”. Ora Madsen può testare questa ipotesi: prende come riferimento i bambini non-vaccinati con autismo nel 1991. Questo é un gruppo molto importante, perché si tratta di una specie di controllo, sono bambini che hanno sviluppato la malattia senza la vaccinazione cioè per altre ragioni, genetiche o familiari. La probabilità di sviluppare l’autismo in questo gruppo deve essere, secondo l’ipotesi iniziale, sempre uguale (vedi figura).

Se noi confrontiamo la percentuale dei bambini autistici in questo gruppo con il gruppo che, negli stessi anni, ha sviluppato l’autismo dopo essersi vaccinati dobbiamo vedere un aumento. Se non c’è significa che la vaccinazione non è il fattore scatenante. Ed infatti non vi è alcuna differenza statistica tra i due gruppi. La probabilità di sviluppare autismo tra due gruppi è assolutamente identica!.
Alcuni potranno dire: “Vabbè nel 1991 il picco non era ancora arrivato ma metti caso che sono stati diagnosticati con un po’ di ritardo, l’anno dopo, nel 1992, questa differenza si deve vedere!”. Ma neanche nel 1992 si vene e in nessun anno fino alla fine del decennio si vede. L’effetto vaccinazione non c’è.

Tempo intercorso tra la vaccinazione e la diagnosi.

Altro punto fondamentale é il seguente; e si basa sempre sul confronto tra vaccinati e non vaccinati. Prendiamo tutti i bambini e poniamo come tempo = zero la data della vaccinazione, se questo é un fattore scatenante la malattia allora dopo un certo periodo di tempo devo vedere un aumento considerevole di casi di bimbi autistici nei vaccinati rispetto ai non vaccinati. Ebbene se confronto le differenze nel numero dei casi diagnosticati nei sei mesi successivi alla vaccinazione non si riscontra nessuna differenza. E guarda un po’ se si continua l’osservazione per trance di sei mesi in sei mesi non si nota alcuna differenza. Anche in questo caso il presunto l’effetto vaccino non si vede. Notate che questi due gruppi sono vissuti nello stesso periodo nello stesso paese, sono stati esposti agli stessi fattori ambientali e sono stati diagnosticati con gli stessi criteri.

Età alla vaccinazione.

Il critico allora a questo punto direbbe: “Ma certo lo sapevo benissimo, non hai scoperto nulla di nuovo! Il problema è che solo se vaccini a 15 mesi di età (media di età trovata da Wakefield) i bambini sviluppano l’autismo, se lo fai prima o dopo no!”.
Allora confrontiamoli per segmenti di età: meno di 14 mesi tra 15 e 19 e cosi via. Risultato: non vi è alcuna differenza: la probabilità di sviluppare autismo é identica anche nelle diverse fasce d’età. L’effetto vaccino non esiste.

Bibliografia

1. A population-based study of measles, mumps, and rubella vaccination and autism. Madsen, KM, et al. Nov 7, 2002, N Engl J Med, Vol. 19, pp. 1477-82.

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