La bufala del legame tra autismo e vaccinazione MPR

L’ipotesi che la vaccinazione MPR (morbillo parotite rosolia) generi l’autismo é stata testata e … distrutta da uno studio Danese (1) pubblicato nel 2002.
Vediamo come e perché:
Lo studio analizza 550.000 bambini di cui 440,655 erano stati vaccinati tra il gennaio 1991 ed il dicembre 1998. Sono stati identificati 316 bambini con diagnosi di autismo e 422 con altri disordini dello spettro autistico (ASD). I risultati indicano che non vi è differenza statisticamente significativa tra la percentuale di autisti nel gruppo dei vaccinati comparata ai non vaccinati. Gli autori concludono:

This study provides strong evidence against the hypothesis that MMR vaccination causes autism.

terribile ironia della cosa è che gli autori osservano che vi è meno rischio di sviluppare autismo se ci si vaccina:

After adjustment for potential confounders, the relative risk of autistic disorder in the group of vaccinated children, as compared with the unvaccinated group, was 0.92 (95 percent confidence interval, 0.68 to 1.24),

Se il rischio di diventare autista senza la vaccinazione è posto a 100, se sei vaccinato il rischio (rischio relativo) è diminuito al 92% !!!. Nel caso di ASD il rischio relativo é ancora più basso – 83% – per i bambini vaccinati. Questi non sono valore statisticamente differenti ma sono una tendenza.

Ma il lavoro non si ferma qui e testa alcune assunzioni dell’ipotesi vaccino-autismo:
Secondo Wakefield, nel suo famoso lavoro che correla la vaccinazione all’autismo, i bambini sono esposti ad un fattore scatenante (la vaccinazione) che determina l’insorgenza della malattia. Dall’insorgenza dei primi sintomi ad una diagnosi intercorrono circa 4 anni e 3 mesi (valore calcolato da Madsen).
La vaccinazione è stata introdotta in Danimarca alla fine degli anni 80 (1987), ci si dovrebbe aspettare un picco nel 1991 circa. I difensori della teoria dicono: “Certo é proprio quello che si osserva in tutti i paesi: un aumento dei casi d’autismo!”. Ora Madsen può testare questa ipotesi: prende come riferimento i bambini non-vaccinati con autismo nel 1991. Questo é un gruppo molto importante, perché si tratta di una specie di controllo, sono bambini che hanno sviluppato la malattia senza la vaccinazione cioè per altre ragioni, genetiche o familiari. La probabilità di sviluppare l’autismo in questo gruppo deve essere, secondo l’ipotesi iniziale, sempre uguale (vedi figura).

Se noi confrontiamo la percentuale dei bambini autistici in questo gruppo con il gruppo che, negli stessi anni, ha sviluppato l’autismo dopo essersi vaccinati dobbiamo vedere un aumento. Se non c’è significa che la vaccinazione non è il fattore scatenante. Ed infatti non vi è alcuna differenza statistica tra i due gruppi. La probabilità di sviluppare autismo tra due gruppi è assolutamente identica!.
Alcuni potranno dire: “Vabbè nel 1991 il picco non era ancora arrivato ma metti caso che sono stati diagnosticati con un po’ di ritardo, l’anno dopo, nel 1992, questa differenza si deve vedere!”. Ma neanche nel 1992 si vene e in nessun anno fino alla fine del decennio si vede. L’effetto vaccinazione non c’è.

Tempo intercorso tra la vaccinazione e la diagnosi.

Altro punto fondamentale é il seguente; e si basa sempre sul confronto tra vaccinati e non vaccinati. Prendiamo tutti i bambini e poniamo come tempo = zero la data della vaccinazione, se questo é un fattore scatenante la malattia allora dopo un certo periodo di tempo devo vedere un aumento considerevole di casi di bimbi autistici nei vaccinati rispetto ai non vaccinati. Ebbene se confronto le differenze nel numero dei casi diagnosticati nei sei mesi successivi alla vaccinazione non si riscontra nessuna differenza. E guarda un po’ se si continua l’osservazione per trance di sei mesi in sei mesi non si nota alcuna differenza. Anche in questo caso il presunto l’effetto vaccino non si vede. Notate che questi due gruppi sono vissuti nello stesso periodo nello stesso paese, sono stati esposti agli stessi fattori ambientali e sono stati diagnosticati con gli stessi criteri.

Età alla vaccinazione.

Il critico allora a questo punto direbbe: “Ma certo lo sapevo benissimo, non hai scoperto nulla di nuovo! Il problema è che solo se vaccini a 15 mesi di età (media di età trovata da Wakefield) i bambini sviluppano l’autismo, se lo fai prima o dopo no!”.
Allora confrontiamoli per segmenti di età: meno di 14 mesi tra 15 e 19 e cosi via. Risultato: non vi è alcuna differenza: la probabilità di sviluppare autismo é identica anche nelle diverse fasce d’età. L’effetto vaccino non esiste.

Bibliografia

1. A population-based study of measles, mumps, and rubella vaccination and autism. Madsen, KM, et al. Nov 7, 2002, N Engl J Med, Vol. 19, pp. 1477-82.

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13 risposte a La bufala del legame tra autismo e vaccinazione MPR

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  2. Alex ha detto:

    C’è uno studio del 2004 che “distrugge” quello del 2002

    http://jeffreywarber.com/hc%20pages/autism%20in%20denmark.pdf

    Che ne pensi?

    • evoluto per sbaglio ha detto:

      L’ho letto ma non l’ho capito .. sorry

      • Alex ha detto:

        Ma come hai fatto il pelo e contropelo all’articolo del 2002 e su questo non ti pronunci proprio? Mi interessava almeno una opinione in generale e non per altro.

      • evoluto per sbaglio ha detto:

        Il lavoro di Goldman e Yazbak contiene delle affermazioni che, purtroppo, non sono spiegate ed io non riesco a spiegare, per esempio affermano:

        Additional flaws in the Madsen study included the unusual distribution of ages in the cohorts (non so di che cosa si tratta e non é spiegato), censoring rules applied to cases (quali e come influiscono sul risultato?), and failure to separate autism into regressive and classical cohorts (come influisce sul risultato?). These and other cited methodological and statistical problems (quali problemi statistici e metodologici? loro non lo dicono ed io non so trovarli) tended to mask the association with MMR vaccine, as unimmunized children were clustered in the earlier years of the study (puoi dimostrarlo la vaccinazione è cominciata nel 1987 e lo studio comincia nel gennaio del 1991, a quel punto, penso, la copertura vaccinale era completa).

        Il problema principale secondo gli autori è che i non vaccinati si raggruppano “cluster” ammettiamo pure che sia vero, questo influisce sul risultato? Non viene detto e io non capisco il perché.
        Anche se all’inizio del periodo di studio vi erano più o meno bambini vaccinati poco importa il confronto si fa tra:

        casi d’A. /bambini non vaccinati CONTRO casi d’A. /bambini vaccinati.
        Quindi i due denominatori possono anche variare (e variano durante gli anni) ma il rapporto è quello che ci interessa.

        Madsen ha (è questa l’importanza del lavoro) confrontato i casi d’Autismo nei bambini vaccinati rispetto ai non vaccinati, questo confronto ci permette di capire qualcosa se non lo facciamo l’aumento dei casi d’autismo nella popolazione non ci dice niente.

        Anche il cambiamento del protocollo di diagnosi non ha rilevanza perché la modificazione si applica simultaneamente a tutti e due i gruppi, se per G&Y non è cosi dovrebbero dirci il perché o percome.

        In sostanza piuttosto che un lavoro scientifico dove si testa un’ipotesi e si cerca di provarla o contraddirla mi sembra una lista di affermazioni e di opinioni personali.
        Tutti i grafici di G e Y mostrano un aumento dei casi di autismo in Danimarca, su cui tutti sono d’accodo. G e Y dicono che sono dovuti alla vaccinazione ma rimane un’ipotesi perche non portano alcune prove a sostegno.
        G&Y affermano che:

        The cause of the rapid rise in autism in the 1990s remains unknown and controversial. If we assume that some environmental trigger causes autism in the first 1.5 years of life, and that Denmark.s rise is attributable to some abrupt event, then that event is likely to have occurred in the mid- to late-1980s. As MMR vaccine was introduced in 1987, we suggest that it was that trigger.

        Madsen ha mostrato benissimo che l’evento ambientale non è la vaccinazione
        quando ha analizzato il tempo intercorso tra la vaccinazione e la diagnosi. Non vi è un aumento repentino dei casi d’A dopo sei mesi, un anno, 18 mesi dalla vaccinazione. Se fosse veramente un evento ambientale dovremmo vedere un aumento repentino dopo un tempo x, ma non lo si vede.
        Se assumiamo che sia un evento psico-emotivo-calcistico suggerisco che sia stata la vittoria della nazionale di calcio Danese agli europei del 1992 (perfetta correlazione temporale!) a fare aumentare i casi d’autismo …

      • evoluto per sbaglio ha detto:

        Su questo blog vi é un’analisi estremanente accurata del lavoro di G&Y

        http://justthevax.blogspot.com/2009/07/mmr-autism-claim-and-bad-science-part.html

        Buona lettura!

  3. Alex ha detto:

    Ciao ti ringrazio molto per la segnalazione. In questo periodo ho letto altri articoli riguardo al presunto nesso tra MMR e autismo. Il fatto che l’articolo di G&Y non sia del tutto fondato comunque non elimina questo nesso e sinceramente non vedo altro modo per togliere di mezzo qualunque dubbio attraverso una valutazione tra vaccinati e non-vaccinati che punti a verificare se la frequenza di soggetti autistici è la stessa.
    Recentemente ho avuto anche modo di leggere la revisione di Tom Jefferson sul vaccino MMR che puoi trovare qui

    http://www.whale.to/vaccines/cochrane.pdf

    Ci sono tre punti che mi sembrano interessanti.
    1) We could not identify studies assessing the effectiveness of MMR that ful lled our inclusion
    criteria even though the impact of mass immunisation on the elimination of the diseases has been largely demonstrated
    2) The design and reporting of safety outcomes in MMR vaccine studies, both pre- and post-marketing, are largely inadequate.

    Il terzo punto che è riportato nelle conclusioni pone il punto sulla mancanza di studi tra individui vaccinati e non vaccinati. Ovviamente in mancanza di questi studi lui sostiene che non c’è nesso tra MMR ed autismo. Il testo lo riporto qui di seguito

    The range of differing study designs used by authors are partly a reflection on the lack of control children not exposed to MMR, due to the population nature of vaccination programmes. As MMR vaccine is universally recommended, recent studies are constrained by the lack of a non-exposed control group. This is a methodologically diffi culty which is likely to be encountered in all comparative studies of established childhood vaccines. We were unable to include a majority of the retrieved studies because a comparable, clearly-de ned control group or risk period was not available. The exclusion may be a limitation of our review or may reject a more fundamental methodological dilemma: how to carry out meaningful studies in the absence of a representative population not exposed to a vaccine that is universally used in public health programmes. Whichever view is chosen, we believe that meaningful inferences from individual studies lacking a non-exposed control group are dif cult to make.

    Mi sembra chiaro a questo punto che a parte studi fatti male o sul legame tra thimerosal e casi di autismo resta il problema della valutazione del vaccino nella sua interezza. Sul thimerosal anche io sono scettico per un semplice motivo. Se la causa fosse il thimerosal per quale ragione l’incremento dei casi di autismo non è avvenuto molto prima dell’introduzione del vaccino MMR (all’incirca nel 1996) quando il thimerosal era usato in misura maggiore prima di essere quasi del tutto eliminato? Ma per quanto riguarda gli altri eccipienti? Gli stessi antigeni virali? Non ci sono risposte al momento.

    Ciao

    P.S. Comunque anche l’articolo di Tom Jefferson ha subito delle critiche http://www.jpands.org/vol11no4/millerc.pdf

  4. jpgr ha detto:

    Resta il fatto che sono molte di più le vittime causate dal morbillo che il numero di individui eventualmente colpiti da autismo per “colpa” del vaccino…

  5. Alex ha detto:

    Ad oggi le stime parlano di 1 bambino autistico ogni 88. Il morbillo invece risulta essere letale 1 caso ogni 1000.

    Quindi se l’MPR fosse la causa di questo innalzamento dei casi di autismo non sarebbe affatto un vantaggio!

    • GeertWilders4president ha detto:

      L’innalzamento dei casi d’autismo è legato solo al fatto che per autismo si ingludono tutte le forme, mentre una volta si parlava di autismo solo se si prendeva in considerazione la sindrome di Kanner (noto come autismo classico)
      Se per autismo oggi ci si riferisse alla sola sindrome di Kanner, la percentuale sarebbe ancorla la stessa degli anni addietro. Molto bassa.

      • Alex ha detto:

        Come spieghi quei casi di autismo a seguito della vaccinazione MPR? Ho letto di famiglie che parlano di bambini autistici addirittura il giorno dopo la vaccinazione. Posso capire che ci sia una coincidenza in un lasso di tempo abbastanza largo ma quando si parla del giorno dopo (se fosse vero) parlare di coincidenza mi sembra poco probabile.

      • evoluto per sbaglio ha detto:

        Credo la domanda che queste famiglie pongono sia piuttosto perche MIO figlio è malato?
        Razionalmente non la spiego, e neppure un quintale di studi clinici riusciranno mai a spiegarlo. Psicologicamente lo spiego come il nostro bisogno di razionalizzare e spiegare ciò che ci provoca dolore, trovare una ragione a cose che non l’hanno: perché ci ammaliamo e moriamo?

        Lenire la disperazione di avere fatto un figlio malato (e ti assicuro che tutti i padri e le madri di questo mondo hanno provato questo dolore).

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