Le statine fatte in casa.

Trasformate casa vostra in un laboratorio farmaceutico per produrre lovastatina!.
La lovastatina è un farmaco della classe delle statine (wiki) e serve a ridurre la concentrazione di colesterolo nel sangue. È prodotta in maniera naturale da un lievito che cresce sul riso: Monascus purpureo che ha un’intenso colore rosso (è anche chiamato lievito di riso rosso wiki). In Cina è utilizzato da centinai di anni per curare le malattie cardiocircolatorie.
ResearchBlogging.org
Molti pazienti prendono lovastatina per tenere sotto controllo il colesterolo ma ha un molti effetti collaterali tra cui la tossicità epatica e la mialgia.

Due studi recenti sul lievito di riso rosso hanno mostrato che:

  • i pazienti che assumono lievito di riso rosso assimilano meglio e senza effetti collaterali la lovastatina (1).
  • nei pazienti che hanno avuto infarto al miocardio, l’assunzione di lievito di riso rosso, riduce del 45% del rischio di un nuovo infarto (2).

Perche allora non passare il lievito di riso rosso che per di più naturale e quindi migliore? Per di più lo si può produrre a casa nostra!

Il Monascus purpureo è un lievito che cresce sul riso, è ciò che da il colore rosso all’anatra laccata alla pechinese ed è usato anche per la produzione di sake. Fare crescere dei lieviti su un po’ di riso non è difficile, non è tossico e si trovano molti protpcolli e lavori su internet:

Per esempio un articolo (3), illustra come l’ammonio nitrato può da con un colore rosso più intenso al lievito.

Un secondo articolo, qui, indica che l’ammonio nitrato aumentano la produzione di pigmento. Il glucosio invece aumenta la velocità di crescita del lievito.

Le cosa bella è che tutto ciò può essere riprodotto a casa propria. Come resistere alla tentazione di verificare sperimentalmente questi risultati? Detto fatto:

Materiali i metodi:

  • Riso bollito, qualche cucchiaio (forse va bene anche crudo)
  • Una preparazione commerciale di Monascus purpureo, nel mio caso, “Integratore Lievito di Riso Rosso Solaray”.
  • Un pacchetto di ghiaccio istantaneo in cui si trova generalmente dell’ammonio nitrato
  • Sale
  • Zucchero

Protocollo:

Il riso bollito, a cui ho aggiunto circa 6 gr di estratto di Monascus purpureus disciolto in acqua con un po’ di sale ed un cucchiaino di zucchero, viene separato in tre gruppetti. Al primo non ho aggiunto nulla, serve da controllo, al secondo ho aggiunto un cucchiaino di ammonio nitrato, al terzo due cucchiaini di ammonio nitrato.

Incubato sul calorifero tra 18 e 22 gradi per 4 gironi aggiungendo acqua di tanto in tanto.

Risultati:

Già dopo tre giorni la differenza di colore è visibile: il mucchietto di riso con un cucchiaino d’ammonio nitrato ha una colorazione arancio-rossa più intensa. Ecco il risultato dopo 5 giorni: a destra il riso incubato con un cucchiaino d’ammonio a sinistra senza ammonio; il colore è decisamente piú intenso.

Tuttavia il riso incubato con due cucchiaini ha una colorazione rossa meno intensa del riso incubato con un solo cucchiano (una via di mezzo tra il controllo ed il mucchietto di riso incubato con un solo cucchiaino di ammonio nitrato).

Ci si dovrebbe aspettare una intensita superiore; più ammonio = colore più intenso. In effetti l’ammonio nitrato contenuto nel sacchetto di ghiaccio istantaneo era mescolato ad altre sostanze, come per esempio il sodio nitrato (ammonio nitrato in forma pura non é disponibile in commercio). La spiegazione viene forse da questo articolo (4) che dice che il sodio nitrato a concentrazioni superiori a 0,2 gr /l inibisce la crescita e la produzione di pigmento. La spiegazione può essere che il sodio nitrato mescolato all’ammonio ha raggiunto – nel mucchietto incubato con due cucchiaini – una concentrazione superiore a 0,2 gr /l  inibendo la produzione di pigmento.

Riusciranno i nostri eroi a distruggere il monopolio delle industrie farmacetiche sulla produzione delle statine? scopritelo qui.

———————

Bibliografia

  1. Halbert, S., French, B., Gordon, R., Farrar, J., Schmitz, K., Morris, P., Thompson, P., Rader, D., & Becker, D. (2010). Tolerability of Red Yeast Rice (2,400 mg Twice Daily) Versus Pravastatin (20 mg Twice Daily) in Patients With Previous Statin Intolerance The American Journal of Cardiology, 105 (2), 198-204 DOI: 10.1016/j.amjcard.2009.08.672
  2. Lu Z,et alt. Effect of Xuezhikang, an extract from red yeast Chinese rice, on coronary events in a Chinese population with previous myocardial infarction. Am J Cardiol 2008; 101:1689-1693.
  3. R. Vidyalakshmi, et alt. Stimulation of Monascus Pigments by Intervention of Different Nitrogen Sources. Global Journal of Biotechnology & Biochemistry 4 (1): 25-28, 2009.
  4. Y.Y. Tseng, et alt. Growth, pigment production and protease activity of Monascus purpureus as affected by salt, sodium nitrite, polyphosphate and various sugars Journal of Applied Microbiology 2000, 88, 31–37
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5 risposte a Le statine fatte in casa.

  1. Pingback: Come distruggere il monopolio delle ditte farmaceutiche sulla produzione dele statine. | Evoluti per sbaglio

  2. maria ha detto:

    ciao!
    che bel blog. questo articolo è molto interessante, ma mi chiedo come sia poi possibile per il paziente a casa capire la dose da assumere…nella confezione c’è un certo quantitativo di prinicpio attivo. qui come si dovrebbe fare? col bilancino?
    mi sembra una misura troppo approssimativa.
    magari potrebbe essere però consigliato come un ausilio alle medicine chimiche, una sorta di danacol home made.

  3. evoluto per sbaglio ha detto:

    Ciao Maria,
    In effetti il mio scopo è quello di illustrare i problemi a cui ci esponiamo quando prendiamo dei rimedi naturali. Come vedi fare in casa le statine non è difficile, ma serve? si possone prendere in alternativa o complemento dei farmaci di sintesi ? Scoprilo leggendo la seconda parte del post:
    http://evolutipersbaglio.com/2011/02/21/come-distruggere-il-monopolio-delle-ditte-farmaceutiche-sulla-produzione-dele-statine/

  4. maria ha detto:

    fantastico…mi ero persa quella seconda parte.
    ancora complimenti, mi piace imparare sempre cose nuove e questo articolo è stato molto interessante.

  5. Pingback: Lo sfruttamento delle risorse naturali per la produzione di rimedi. | Evoluti per sbaglio

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