L’agopuntura non serve contro l‘emicrania.

È stato pubblicato nel 2005 uno studio clinico randomizzato a singolo cieco per valutare l’effetto dell’agopuntura su pazienti con emicrania (Linde et alt JAMA 2005). Il risultato, anche se condotto da un gruppo di ricercatori sostenitori della medicina alternativa non lascia dubbi, cito testualmente:

Acupuncture was no more effective than sham acupuncture (agopuntura placebo) in reducing migraine headaches …

Che tradotto a braccio suona come: non serve.
Su questa base l’associazione dei medici e delle assicurazioni sanitarie tedesche ha deciso di non rimborsare più l’a gopuntura a pazienti con emicrania ( qui).
Lo studio ha incluso 302 pazienti (88% donne) che sono stati divisi in tre gruppi: il primo gruppo è stato sottoposto a 12 sessioni di agopuntura per un periodo di 8 settimane, il secondo gruppo ha invece avuto sham acupuncture ed il terzo è servito da controllo.

Negli studi per valutare gli effetti dell’agopuntura si utilizza come controllo un gruppo sottoposto alla cosi detta sham acupuncture cioè ad agopuntura finta o simulata (o anche placebo). Nella vera agopuntura gli aghi vengono posti in modo da stimolare il qi , una serie di sensazioni che stimolano le energie vitali e permettono la guarigione – essenziale per l’efficacia della terapia . Nelle sessioni di agopuntura simulata ai medici veniva chiesto di non stimolare il qi ma di inserire gli aghi in regioni vicine. Questo gruppo è molto importante nello studio perché un gruppo placebo che non riceve alcun trattamento non e un buon controllo.

In questo modo si è sicuri di valutare gli effetti sull’emicrania della stimolazione del qi . Ai pazienti dello studio fu detto che si sarebbe praticato un tipo di agopuntura tradizionale cinese o un nuovo metodo di agopuntura “moderno” che aveva dato dei buoni risultati negli studi clinici. Al gruppo placebo era stato detto di stare in casa ad aspettare una visita da un centro specialistico per l’emicrania.

Risultati:

Alla fine delle sessioni di agopuntura il numero di giorni con emicrania moderata o severa era diminuito di 2,2 gironi nel gruppo che aveva fatto agopuntura vera e simulata e di soli 0,8 giorni nel gruppo placebo.

Se si osserva solo il gruppo di pazienti che ha risposto alla terapia, cioè coloro che hanno avuto almeno il 50% di riduzione degli attacchi di emicrania si nota che l’agopuntura simulata è piÙ efficace di quella vera. Sono 51% nel gruppo agopuntura vera e 53% nel gruppo agopuntura simulata. Il gruppo placebo aveva anche avuto una riduzione del 15% degli attacchi.

Il grafico mostra il miglioramento dei pazienti che hanno ricevuto la vera agopuntura (barre scure), l’agopuntura simulata (barre grigie) e quelli che sono rimasti in lista d’attesa (barre chiare). Il grafico mostra il nr medio degli accessi di emicrania, moderata e severa durante una settimana. Baseline: condizione di salute prima della terapia. Il periodo di terapia va dalla settimana 1 alla settimana 8 i risultati sono valutati dalla settimana 9 alla 12. Dopo 12 settimane i pazienti in lista d’attesa hanno ricevuto agopuntura.

Gli autori sono sostenitori delle terapie alternative, due di loro, Klaus Linde e Dieter Melchart, avevano già pubblicato dei lavori sull’echinacea (qui) e cercano di recuperare l’agopuntura:

however, the effects were similar to those observed with sham acupuncture and may be due to nonspecific physiological effects of needling, to a powerful placebo effect, or to a combination of both.

Cioè infilare degli aghi nel paziente deve pure avere un effetto fisiologico-terapeutico sull’emicrania perché entrambe le cose sono meglio di fare niente.
Il problema è che se il qi non è stato stimolato e hai comunque guarigione hai confutato le basi della medicina tradizionale cinese.
Se infilarsi degli aghi a casaccio produce un effetto allora..allora so che non ha molto a che vedere con l’agopuntura ma ricordo cosa diceva mio nonno quando da piccolo mi lamentavo di avere male da qualche parte:“ Datti una martellata sul pollicione, vedrai che ti passa”. Ah la saggezza dei nonni!

Terapia contro l’emicrania, prova “sul campo” di agopuntura simulata.

Acupuncture for Patients With Migraine: A Randomized Controlled Trial. Klaus Linde; Andrea Streng; Susanne Jürgens… Dieter Melchart, JAMA. 2005;293(17):2118-2125 ( qui).

 

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2 risposte a L’agopuntura non serve contro l‘emicrania.

  1. Franca Bargellini ha detto:

    La terapia della cefalea con l’agopuntura è molto complessa: bisogna utlizzare agopunti analgesici, locali e soprattutto fare l’energetica del soggetto. Spesso vi sono patologie collaterali e si è visto che la patologia tiroidea per esempio ostacola il miglioramento.
    non si riesce a capire che intende l’autore con la circolazione del Qi: non sempre riattivare i canali per far scorrere l’energia è utile se non si sono risolte le altre problematiche che ostacolano il defluire del Qi.
    Insiste l’autore sulla Sham acupuncture: capisco la necessità di dare una veste scientifica agli studi sull’agopuntura ma non sa l’autore che la giusta stimolazione dell’agopunto attiva delle zone della corteccia cerebrale specifiche nelle vie discendenti del controllo del dolore ( studi effettuati con la PET )

    Massimo Casciani

  2. evoluto per sbaglio ha detto:

    Lo studio è stato condotto sui pazienti che hanno (solo) emicrania non su pazienti con cefalee. Particolare attenzione è stata messa nel selezionare pazienti con emicrania secondo i criteri stabiliti dalla International Headache Society, in questo modo si è sicuri di avere un campione omogeneo e di non stare a curare delle patologie che non si possono curare con l’agopuntura.
    Il protocollo dello studio è stato redatto da tre esperti di agopuntura (tra gli autori del lavoro) e proposto a due societá di agopuntura tedesche: German Medical Acupuncture Association (‘Deutsche Ärztegesellschaft für Akupunktur’, DÄGfA); International Society for Chinese Medicine (Societas Medicinae Sinensis, SMS) per essere discusso ed approvato, credo che queste due societá sappiano cosa sia l’agopuntura e dove si devono posizionare gli aghi.
    È questa l’importanza della randomizzazione nello studio: se in alcuni soggetti il Qi non defluisce o se vi sono altre patologie o fattori che “ostacolano” la terapia siamo sicuri che si ritrovano distribuiti sia nel gruppo con la terapia sia nel sham agopuncture sia nel placebo. Quindi l’errore è identico nei tre gruppi.
    Per quel che riguarda gli studi con la PET mi riservo di risponderti più tardi.

    cordialmente

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